Castelli da favola nel Ducato di Parma e Piacenza

Weekend in Emilia. Alla scoperta dei castelli dell’antico Ducato
C’era una volta il Ducato di Parma e Piacenza. Un’atmosfera unica che suggeriva camini e tavole di piaceri. Sulle strade giuste c’è ancora

S. Ugolotti e M. Bonvini

gropparelloI castelli di Parma e Piacenza? Un itinerario buono per tutte le stagioni e certo non una scoperta recente o una tendenza nuova.

Ma c’è un motivo valido perché se ne parli ancora: Jean-Baptiste Leroux, fotografo ufficiale di Versailles e degli châteaux della Loira, è rimasto incantato dai manieri dell’antico Ducato parmense e piacentino al punto da fotografarne tre (su 21) e da esporre le immagini al Louvre. Le rocche prescelte sono le raffinate corti di Rivalta, Gropparello e Fontanellato.

Basta un weekend nella Bassa per scoprire, oltre all’Italia medievale e sontuosa dei castelli, un territorio ricco di sorprese, con una gastronomia d’alto profilo, vini eccellenti e una campagna tutta da vivere on the road, magari anche con passeggiate a piedi o a cavallo.

Si parte dall’alta Val di Taro dove, su un crinale, il Castello di Compiano è una struttura massiccia a pianta pentagonale che nasconde oggetti d’arte, arredi e dipinti sei-settecenteschi.

Scendendo a 20 chilometri da Parma, passato Langhirano, il Castello di Torrechiara è un esempio di architettura quattrocentesca tra i meglio preservati, con forza scenografica straordinaria, spesso set cinematografico di film in costume, come Lady Hawk (1985) con Michelle Pfeiffer.

Sul confine con il Reggiano, Montechiarugolo è un borgo con un altro spettacolare castello. Edificato sui resti di un maniero duecentesco, ilcastello_rivalta suo aspetto, ora, è lo stesso che gli conferì nel Quattrocento il cavaliere e condottiero dei Visconti. Nel Cinquecento ospitò artisti, intellettuali e personaggi illustri. Dal 1870 è di proprietà della famiglia Marchi. E della fata Bema. Una ragazza avvenente, all’epoca indovina di corte, il cui fantasma, narra la leggenda, si aggira ancora nel castello. A pochi passi, il ristorante Al Castello è un ambiente raffinato: in menu, cucina creativa a base di pesce. Da non perdere, crudità e gnocchi con cappesante e vongole.

Da Montechiarugolo in 9 chilometri si raggiunge la Fondazione Magnani Rocca a Mamiano di Traversetolo. Seguendo la provinciale 32 si arriva a Sala Baganza e al Parco dei Boschi di Carrega: 1270 ettari di verde, ex tenuta di caccia dei Borboni, passata poi ai Carrega di Genova, famiglia di principi banchieri che ai Borboni prestava denaro, oggi la proprietà è un’oasi protetta: tra faggi, querce e castagne secolari si scorgono caprioli, scoiattoli e lepri.

In poco meno di un’ora di strada si scende in pianura per raggiungere la Rocca Sanvitale a Fontanellato, immortalata dagli scatti di castello_fontenellatoJean-Baptiste Leroux all’alba. È tuttora circondata da un ampio fossato con acqua, nel cuore di una piazza chiusa da un’infilata di portici come in una quinta teatrale. Vicino al Castello di Fontanellato, in un palazzo dell’Ottocento immerso in un parco, si dorme in moderne suite all’hotel In Villa: arredi di design e grandi vetrate affacciate sul verde. Fa parte della struttura La Paltina, un punto vendita e degustazione di salumi tipici. Una valida alternativa è a Fontevivo, accanto all’abbazia cistercense (1142). Il Relais Fontevivo ha 17 camere in quelle che un tempo furono le celle dei monaci, con arredi in noce, soffitti a travi e dettagli high-tech.

Non lontano da Fontanellato c’è la Rocca di Soragna, dal XVII secolo la residenza dei principi Meli Lupi, che ancora oggi la abitano.

da IL CORRIERE DELLA SERA

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