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Cape Canaveral lanciato Dragon la prima navicella spaziale privata

La prima capsula privata Dragon in volo
verso la stazione spaziale
Lanciata in perfetto orario con il razzo Falcon 9 da Cape Canaveral. È in viaggio verso la stazione orbitale ISS

MILANO – La prima navicella spaziale privata Dragon è in viaggio verso la stazione orbitale ISS. Il decollo è avvenuto in perfetto orario alle 3.44 locali dei Cape Canaveral (9.44 in Italia) facendo dimenticare l’accensione e l’improvviso spegnimento dei motori sabato mattina del razzo vettore Falcon 9 che la doveva trasportare nel cosmo. Il guaio rilevato dai computer del vettore era una pressione più elevata all’interno della camera di combustione del propulsore n.5 collocato al centro del grappolo di nove propulsori di cui è dotato. Pressione più elevata significava una temperatura maggiore e quindi un rischio di esplosione da evitare.

Le indagini hanno stabilito che la colpa era di una valvola che non funzionava bene e che è stata sostituita. Quindi il volo perfetto in orbita con i due stadi del razzo che hanno funzionato bene tra gli applausi di Elon Musk, il proprietario della società Space X che ha realizzato il tutto: Falcon 9 e Dragon nata appunto per portare rifornimenti e astronauti. Le prime tappe del viaggio (apertura pannelli solari per la fornitura di energia e attivazione del sensori per la navigazione) sono state superate ed ora Dragon insegue ISS che raggiungerà giovedì.

E sarà quello il giorno critico perché la navicella che non è abitata, dovrà compiere una serie di manovre per dimostrare che è sicura e controllabile sia da terra che dagli astronauti a bordo della stazione, prima di essere autorizzata ad avvicinarsi sino a 10 metri dalla grande base. Allora i due astronauti Donal Pettit della Nasa e Andre Kuipers dell’Esa europea l’agguanteranno con il braccio robotizzato della stazione e l’agganceranno al modulo Harmony nella zona che guarda la Terra. Dall’altra parte della stazione, tra l’altro, è agganciato il modulo di rifornimento “concorrente” dell’Esa “Edoardo Amaldi” che vi rimarrà per l’estate.

Dragon dopo l’attracco vedrà gli astronauti aprire il suo portellone ed entrare per un’ispezione svuotandolo del carico che ha a bordo (700 chilogrammi circa) formato da vestiti, alimenti ed esperimenti preparati da studenti americani. Poi sarà caricato di alcuni materiali presenti sulla stazione e che saranno riportati a terra.

Se tutto va bene il 31 maggio, giovedì, si staccherà dalla ISS e ammarerà nel Pacifico appesa a tre paracadute (se uno non si aprirà non ci saranno problemi). Qui una nave ripescherà il prezioso veicolo che con questa missione termina i collaudi e potrà iniziare i 12 viaggi di rifornimento assegnati dalla Nasa verso la stazione con un contratto di 1,6 miliardi di dollari. Inoltre Space X riceverà l’ultima parte dei soldi garantiti sempre dalla Nasa per il completamento dell’opera (396 milioni di dollari) che serviranno per rendere la capsula abitabile da sette astronauti a partire dal 2015. Solo allora la Nasa tornerà ad avere a disposizione un veicolo americano per trasportare i suoi astronauti dopo il ritiro dello shuttle l’anno scorso. Intanto deve pagare 65 milioni di dollari per ogni astronauta che spedisce in orbita a bordo delle capsule russe Soyuz. Una situazione, questa, che gli americani non accettano. Giovanni Caprara

Giovanni Caprara da corriere.it

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