Caorle a Vallevecchia le oche siberiane

Venezia. Caorle invasa da 8mila oche in fuga dalla Siberia per il freddo intenso
Si tratta della più consistente migrazione mai registrata in provincia. Alcuni esemplari sono rarissimi in Italia

È una gradita “invasione” quella che le oche migratrici stanno compiendo a Valle Zignago, area del comune di Caorle. La situazione è stata monitorata oggi dalla polizia provinciale e dai tecnici dell’ufficio caccia della Provincia di Venezia. «Con circa 8 mila capi censiti è la migrazione più consistente di questi volatili mai registrata in Provincia di Venezia – spiega l’ornitologo Lucio Panzarin, consulente della Provincia che ha curato i rilevamenti -, superiore anche alle circa 6 mila oche segnalate ad inizio 2003, e l’eccezionalità dell’evento è dovuta all’inverno particolarmente rigido che si sta registrando in Siberia, luogo di provenienza di questi uccelli».

Insieme a oche lombardelle (Anser albifrons), la stragrande maggioranza, e a qualche centinaio di oche granaiole (Anser fabalis) e di oche selvatiche (Anser fabalis), è di particolare interesse la presenza di qualche esemplare di oca a faccia bianca (Branta leucopsis) proveniente dalle isole dell’Artico siberiano e di oca dal collo rosso (Branta ruficollis) dal bellissimo piumaggio, entrambe rarissime nel nostro paese in quanto svernano generalmente nell’Europa Centrale, e considerate specie a forte rischio».

«Alcuni di questi uccelli hanno volato per quasi 10 mila chilometri per svernare – aggiunge l’ornitologo, che nel novembre scorso a Vallevecchia di Caorle, per conto della Provincia, curò e mise in libertà un raro esemplare di aquila rinvenuta ferita nei giorni precedenti -. Le oche nei prossimi giorni si sparpaglieranno da Valle Zignago sul territorio in cerca di cibo e alla fine di marzo faranno ritorno in Siberia dove si riprodurranno».

da gazzettino.it

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