Cansiglio il bosco incantato

Un angolo incantato di Friuli
Cansiglio, foresta d’autunno

NICOLETTA SPELTRA

cansiglio1Benvenuti nel bosco delle fiabe. Il cartello non c’è ma potrebbe!

La Foresta del Cansiglio, con i suoi quasi settemila ettari di verde divisi tra Friuli Venezia Giulia e Veneto, infatti, ha tutte le carte in regola per diventare l’ambientazione di un racconto fantastico. Forse non fu un caso se la vecchia Bianchina di Stepan Zavrel, pittore e illustratore di libri per ragazzi, nel 1968 si fermò proprio da queste parti. L’artista, arrivato in Italia nove anni prima attraverso una rocambolesca fuga da Praga, prese casa, una solida casa di pietra, a Rugolo, frazione di Sarmede, quasi ai margini della foresta.

E qui fondò una sorta di cenacolo culturale grazie al quale, nel 1982, divenne realtà il sogno che accarezzava da tempo, quello di una Mostra Internazionale d’Illustrazione per l’Infanzia che si decise di intitolare “Le immagini della fantasia”, che nel tempo ha ospitato grandi artisti come l’indimenticabile Emanuele Luzzati e che è diventata passo a passo una delle più significative del settore. Il conto è presto fatto: l’edizione di quest’anno è la ventisettesima.

Si tiene dal 18 ottobre al 20 dicembre ed ospita le opere di illustratori di oltre venti nazioni. Due sezioni speciali sono dedicate quest’anno ad un ospite d’onore, l’artista spagnolo Emilio Urberuaga, e ad un tema monografico: “Echi di mari lontani, fiabe dall’Oceania”, che dà spazio ai miti e ai racconti fantastici di popoli come gli Aborigeni australiani e i Maori della Nuova Zelanda . In più ci saranno, com’è consuetudine, spettacoli, letture animate, incontri con gli artisti, corsi e laboratori di scrittura creativa e disegno, aperti ad adulti e bambini. Le Fiere del Teatro, in programma per due domeniche, il 29 novembre e il 6 dicembre, porteranno nelle strade burattinai, cantastorie, equilibristi e giocolieri, clown e mangiafuoco. E Sarmede si trasforma così in un grande cantiere dell’immaginazione.

Intanto anche la foresta vive un momento molto particolare. All’inizio dell’autunno i cervi che popolano le faggete del Cansiglio sono nel pieno della loro stagione degli amori. I maschi escono dal fitto del bosco per spostarsi nelle radure ed emettono lunghi richiami per attirare le femmine e iniziare la loro danza di corteggiamento. Al tramonto, da una certa distanza, si può cercare di assistere a questo rito seguendo le istruzioni delle guide del Centro di Educazione Naturalistica Vallorch.

Ma il Gran Bosco del Cansiglio, lo stesso da cui un tempo si approvvigionava di legno la Serenissima Repubblica Marinara di Venezia per costruire le navi della propria flotta, è popolata anche di daini, caprioli, lepri, ghiri, poiane, e civette. Attorno alle lame, le pozze d’alpeggio, ci sono tritoni e salamandre, oltre ad uccelli acquatici come ballerine e gheppi. Sempre qui, inoltre, si assiste ad un particolare fenomeno cansiglioatmosferico, quello dell’inversione termica, per cui l’aria si riscalda con l’aumentare della quota. Accade così che nel fondo del grande catino, dove la temperatura è più bassa, ci siano pascoli e praterie, mentre salendo si incontrano boschi di conifere e, ancora più su, di latifoglie.

Di emozione in emozione, ci si avvicina, in quel di Fregona, comune di poche migliaia di abitanti nel trevigiano, alle Grotte del Caglierion, cavità naturali di arenaria scavate nella montagna dal torrente Caron e ingrandite dagli abitanti della zona che nei secoli passati traevano da qui la “pietra dolz” per le rifiniture delle case. E’ possibile seguire il cammino delle acque all’interno delle grotte grazie ad un percorso pedonale fatto da arditi ponticelli in legno.

Poi, una volta usciti dal bosco conviene proseguire per andare alla scoperta dei borghi e delle frazioncine che circondano Sarmede perché sulle facciate o negli interni di diversi edifici si trovano gli affreschi realizzati da Zavrel e da alcuni dei suoi amici pittori come omaggio a questi luoghi.

da LA STAMPA

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