California no al turismo matrimoniale gay

I giudici della Corte Suprema della California hanno confermato il verdetto delle urne dello scorso novembre, dichiarando valido il divieto di matrimoni omosessuali in California. Ecco come e perché.

california_gaySan Francisco, la capitale dei diritti civili degli Stati Uniti, terreno di lotta per le prime battaglie degli omosessuali alla fine degli anni ‘70 con Harvey Milk, ha detto no ai matrimoni omosessuali. La Corte Suprema dello Stato della California ha infatti rigettato poche ore fa la richiesta da parte del comitato referendario uscito sconfitto lo scorso novembre, di annullare il risultato della proposta otto, che vietava di fatto le unioni tra persone dello stesso sesso. La decisione sembrava dovesse arrivare in mattinata (ovvero questa sera in Italia) o perfino più tardi, poiché molti erano gli analisti che si aspettavano una decisione combattuta in seno alla Corte, ma così non è stato. Su sette giudici il verdetto è stato quasi unanime: ben sei si sono dichiarati favorevoli al rigetto dell’appello.

SI E’ EVITATO IL CAOS – La sentenza della Corte non ha però messo in dubbio le unioni celebrate tra marzo a novembre del 2008, ovvero nel periodo intercorso dall’emanazione della legge sui matrimoni omosessuali e il referendum abrogativo della legge: 18.000 coppie hanno corso il rischio di vedersi annullato il loro certificato di matrimonio, creando seri problemi in ordine di pensioni di reversibilità, contratti di affitto e assicurazioni mediche. C’è comunque da dire che le coppie omosessuali californiane potranno comunque contare su un accordo di “comunione domestica” – vigente in molti altri Stati statunitensi – che concede già molti diritti alle california_gay1coppie omosessuali. Una sorta di Dico o Pacs insomma.

LA BATTAGLIA NON SI FERMA QUI – Il gruppo di pressione che ha cercato fino all’ultimo di sovvertire il risultato referendario ha già dichiarato che il prossimo anno, o al più tardi nel 2012, presenteranno un nuova iniziativa legislativa volta a ri-legalizzare il matrimonio tra persone dello stesso sesso; non è escluso nemmeno il ricorso di fronte a una Corte federale, forti anche del cambio di maggioranza in seno alla Suprema Corte Federale, che si avrà con l’innesto di Sonya Sotomayor, la giudice progressista di origine ispanica indicata da Barack Obama.

CAMBIARE LA COSTITUZIONE – Qualsiasi sarà il percorso che il comitato dei diritti civili vorrà intraprendere, la situazione resterà comunque incerta; al di là degli appelli, e delle future iniziative popolari, bisogna segnalare che molti singoli Stati si stanno muovendo in ordine sparso, lasciando gli Stati Uniti per una decisione così controversa a macchie di leopardo. Si sta già creando una sorta di immigrazione per tendenze sessuali, che muove sempre più denaro, potere e forza lavoro. E’ per questo che suonano profetiche le parole del reverendo Samuel Rodriguez, presidente della conferenza cristiana ispanica, un gruppo evangelico con sede a Sacramento: “Abbiamo bisogno di un emendamento alla costituzione che affermi senza dubbi che il matrimonio è possibile solo tra un uomo e una donna“. La lotta insomma, per i gruppi cristiani, non si concluderà oggi, né sarà limitata alla California. Anche i gruppi di attivisti per le libertà guardano a Barack Obama come unico in grado di chiudere queste lotte locali e sancire definitivamente il diritto per gli omosessuali di sposarsi.

california_gay2FUORI DALLA CALIFORNIA – In effetti l’ordine sparso con cui alcuni Stati sono arrivati a legiferare sull’argomento ha già creato, per lo meno, un certo “turismo del matrimonio” (un po’ come gli americani che vengono a sposarsi a Roma o a Venezia). In Vermont, Iowa, Maine e il Conncticut sono passate delle leggi che autorizzano il matrimonio omosessuale, e un medesimo disegno di legge è al vaglio del parlamento del New Hampshire.

COME E’ PASSATA LA PROPOSTA OTTO – Arizona, Florida e California nel novembre scorso, con numeri diversi, hanno bocciato il matrimonio omosessuale con la proposta otto, una proposta di legge popolare, una sorta di referendum, fortemente voluto dalle chiese cristiane. Nonostante i 43 milioni di dollari dei gruppi liberali investiti, contro i quasi 30 spesi per rendere di nuovo illegale il matrimonio omosessuale (si parla della spesa più alta mai effettuata per un referendum locale nella storia degli Stati Uniti, e per di più in piena crisi economica), la California ha ceduto il passo di poche centinaia di migliaia di voti (52,3% contro il 47,7%). Più sonora è stata la sconfitta negli altri paesi. Analizzando il voto della proposta otto si vede come la minoranza nera, tornata a votare in massa dalle primarie per Obama, ha funzionato da ago della bilancia in senso conservatore, così bloccando i matrimoni omosessuali.

LE MOTIVAZIONI DEL RICORSO – Il sottile margine di vittoria sui liberali è alla base del ricorso su cui oggi prenderanno posizione i giudici: di fronte a un diritto per una minoranza il solo quorum del 50% non sarebbe infatti sufficiente per decretare nullo il matrimonio omosessuale. Secondo Shannon Minter, uno degli avvocati che ha portato in giudizio la decisione, “La proposta otto ha cancellato il diritto di trattare gli omosessuali con eguale dignità e rispetto. Una maggioranza semplice non può decidere di cancellare dei diritti per una minoranza storicamente protetta“. Vi è di più. Gli avvocati che hanno fatto ricorso si sono domandati se una riforma costituzionale che lede dei diritti di uguali opportunità, non dovesse comunque passare, dopo il referendum, attraverso il potere legislativo per una sua conferma.

da GIORNALETTISMO