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Cala del Leone vicino Livorno assediata dagli ombrelloni

BAIA TRA QUERCIANELLA E LIVORNO
Il paradiso assediato dagli ombrelloni
Cala del Leone, da sempre simbolo del mare libero, rischia di essere trasformata in stabilimento: proteste di turisti e residenti

LIVORNO – Da sempre la Cala del Leone, una splendida baia tra Quercianella e Livorno (le strade del mitico film «Sorpasso» di Dino Risi) dominata dall’austero e misterioso castello di Sidney Sonnino, è il simbolo della libertà. E qui da maggio a settembre migliaia di turisti ma anche livornesi e pisani, trascorrono vacanze incantevoli e gratuite in un mare ancora cristallino e un panorama selvaggio. Adesso, però, questa icona del «mare fai da te», rischia di essere privatizzata. Sulla spiaggia sono stati collocati una ventina di ombrelloni, tra poco arriveranno anche sdraio e lettini (da noleggiare da 5 a 15 euro il giorno) e quel tratto di mare selvaggio avrà anche un nome commerciale: «Il paradiso e il mare». Insomma, uno stabilimento balneare «segreto», ma a quanto pare assolutamente legittimo, anche se sono in corso accertamenti del Comune e della Capitaneria, che sta facendo infuriare turisti e non.
TURISTI PREOCCUPATI – La notizia, anticipata da Quilivorno.it, ha provocato infatti la reazione sdegnati di chi Cala del Leone la conosce da sempre come assolutamente «free» e chiede a gran voce (con qualche distinguo) di lasciare la spiaggia libera come del resto è sempre stata. E c’è persino chi sta pensando a un comitato per boicottare la baia anche se poi, online, c’è chi gli risponde con il solito vezzo campanilistico dei toscani che «se i livornesi boicottano, i fiorentini invece ci faranno la fila» dunque meglio andare tutti a prendere la tintarella e non pagare biglietti. La paura è che la spiaggia attrezzata a pagamento possa trasformarsi in un vero stabilimento balneare.

PROTESTE – «Tra blindature, accessi sbarrati, multe per divieto di sosta e bagni carissimi – spiega Valentina Scotto, livornese, frequentatrice della baia – questo tratto di mare, bellissimo, è diventato quasi irraggiungibile. Se adesso si privatizza anche Cala del Leone il bagno si rischia di farlo nelle vasche dei nostri bagni». Il Comune ha assicurato che farà controlli per capire se sia tutto nelle regole. Ma intanto il partito del mare libero annuncia proteste, anche clamorose, al grido «il mare è di tutti, le spiagge pure».
Marco Gasperetti da corriere.it

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