Bucchianico e la disfida del cartello di San Tommaso al Santuario di San Camillo

Santuario di San Camillo, scontro per un mega cartello turistico

BUCCHIANICO. Un cartello turistico-informativo per il “Cammino dell’apostolo Tommaso”, piazzato a Bucchianico sulla facciata del santuario di San Camillo.

Scatta subito la protesta: «non c’è rispetto del luogo – tuona l’opposizione – e soprattutto l’iniziativa nasce per valorizzare il percorso di San Tommaso e non il nostro Santo. L’amministrazione comunale ha sbagliato, San Camillo non va tenuto in secondo piano». Difende il cartello l’assessore Aurelio Bigi: «Non solo è realizzato in materiale consono, e cioè legno e mattoni, su una parete di mattoni – spiega tranquillo – ma c’è anche l’accordo con i religiosi del Santuario. Di questi cartelli ce ne sono ovunque, a Lanciano, a Ortona, a Guardiagrele e così via». Uno scontro politico di quelli al calor bianco che animano la vita dei piccoli centri o c’è qualcosa di più?

Non sono ancora le 8 del mattino, ma la piazza di Bucchianico è già animata. Da una parte c’è il Santuario, dall’altra il Palazzone di 8 piani abbandonato e acquistato dal Comune proprio dai Camilliani. Un piccolo mercato espone frutta e verdure locali, i tavolini dei due bar sono già occupati e animati dalla lettura dei giornali, dai commenti sulla vita cittadina e sulla manifestazione prevista per domani e cioè l’inaugurazione della tappa Manoppello-Bucchianico lungo il cammino di San Tommaso.

«La manifestazione è molto importante – spiega Aurelio Bigi, assessore al Turismo ed alle manifestazioni – altre tappe sono state già inaugurate, come la Lanciano-Ortona, ed è importante che anche Bucchianico sia dentro questo cammino che ha una valenza europea. Lungo questi percorsi, dappertutto, ci cono pannelli informativi. Non capisco le proteste dell’opposizione che parlano di iniziativa a sorpresa: la manifestazione era stata annunciata a giugno, quando è stato pubblicato il depliant “La luna sotto il chiostro” con tutti gli appuntamenti dell’estate. E lo ripeto: il parroco era d’accordo».

Padre Cataldo, raggiunto in sacrestia, non conferma né smentisce. Non vuole rilasciare dichiarazioni «perché tu scrivi e te ne vai, io resto qui, tutti i giorni a combattere per difendere il santuario. Se permetti, preferisco andare a pregare». Ci viene in aiuto una signora che abita nei pressi del santuario: «mercoledì mattina (il cippo con il cartello è stato costruito in quel giorno, ndr) gli strilli si sentivano fino a casa. Il parroco è andato su tutte le furie e se l’è presa con i muratori che stavano allestendo la struttura tra le due porte delle chiesa e del Convento. Io ho sentito anche che telefonava all’assessore Bigi: non sono questi i patti, diceva. Io avevo autorizzato una cosa meno invasiva e rimovibile, non questo schifo. Poi lo hanno calmato e il tutto è stato spostato più in là». Sembra infatti che il parroco avesse addirittura fatto un disegno, uno schizzo di un cartello più piccolo (quello montato è alto più di tre metri), da posizionare in modo molto più defilato. Sorpresi e scandalizzati i rappresentanti dell’opposizione: «Lasciamo perdere la valutazione estetica, ma la scelta della collocazione deturpa l’aspetto architettonico del Santuario e della Chiesa di San Francesco, dove c’è un altro cartello che è stato ancorato bucando senza pietà pietre antiche, così come altrove: su chiese secolari sono stati apposti altri segnali su cippi bianchi. Da come è stata offesa la facciata del santuario – dichiara Rosario Sulpizio, capogruppo dell’opposizione al sindaco Mario Di Paolo – si ha l’impressione che Bucchianico si sia accodato ad un progetto fatto da altri dove noi siamo gregari. Intanto so che i Camilliani non sono stati molto contenti di questa collocazione, ma la cosa più grave è che non sia stato valorizzato il messaggio di San Camillo de Lellis che – non va dimenticato – è il Patrono dell’Abruzzo. Presenteremo un’interrogazione al sindaco».

«Dal punto di vista urbanistico forse questi segnali turistici si potevano mettere – spiega Rolando Giacchetti, consigliere di opposizione – i materiali sembrano consoni, ma qualche dubbio è legittimo perché i mattoni sono stati murati e perché le dimensioni del cartello ed il luogo scelto vanno a rovinare la facciata».

«Ricordo che uno dei primi atti di questa amministrazione in carica fu di togliere le fioriere dalla piazza del santuario perché deturpavano la facciata – commenta Carlo Tracanna, ex sindaco – ora questi interventi a sorpresa (in effetti sul depliant richiamato dall’assessore non c’è traccia della manifestazione, ndr) che sono devastanti per il simbolo più importante di Bucchianico. Non c’è rispetto».

Sebastiano Calella da primadinoi.it

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