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Belgio Natale

Bruxelles e le polemiche per l’albero di Natale avveniristico di luce

Bruxelles: l’albero di Natale non è più quello di una volta
«Togliete quell’installazione luminosa»: petizione per rimuovere dalla Grande Place la scultura avveniristica

Anche quest’anno nella piazza principale di Bruxelles campeggia un albero di Natale. Ma non si tratta di un grande e accogliente abete di 20 metri proveniente dalle fitte foreste delle Ardenne, né ci saranno i festoni, le luci intermittenti e le palle colorate che richiamano a grandi e piccini Babbo Natale, i doni, il calore e le feste cattoliche. C’è al suo posto un Xmas Tree virtuale di 25 metri di altezza, realizzato in acciaio, rivestito in legno e illuminato da flash di ghirlande, luci e proiezioni video, «per guardare da un punto di vista diverso un simbolo di sempre» (l’immagine ingrandita).
UNDICIMILA CONTRO – È il nuovo che va avanti, per alcuni, è la perdita definitiva della tradizione, secondo altri. Intanto le firme contro l’artefatto natalizio, raccolte attraverso una petizione online e una pagina Facebook, sono già arrivate a quota undicimila. Ma sindaco e amministrazione per il momento sembrano non sentirci: quest’anno al posto del maestoso albero che tradizionalmente sovrasta Grande Place ci sarà questa costruzione avveniristica che fa parte a sua volta del tema dell’anno: la luce.

NATALE È TRADIZIONE – Va bene l’approccio multi culturale, ma di fronte al Natale e a ciò che simboleggia nel sentire comune gli abitanti si sono ribellati, per nulla disposti a rinunciare al consueto e rassicurante spettacolo natalizio. Anche i più insensibili di fronte al Natale sono infatti in qualche modo intrappolati nella suggestione del rito, specialmente se per casa circolano dei bambini, notoriamente conformisti e paladini delle tradizioni. E ciò che ha reso oltremodo sgradita ai detrattori l’installazione del contendere è proprio il fatto che sia andata contro le usanze, proponendo una strana opera astratta che nulla ha a che fare con tutti gli abeti che adornano (o iniziano ad adornare) le principali piazze del mondo. «Ridateci il nostro Natale», chiede la gente, ma quell’albero-non-albero ha un significato ben più profondo.

BYE BYE VECCHIO ABETE – I sostenitori dell’albero di Bruxelles lo definiscono una scelta eco-friendly e un inno al multi etnico, nel rispetto di tutti quei popoli che non condividono gli stessi costumi religiosi e culturali. I più critici sostengono invece che sia un albero che eccede nel politicamente corretto e che, per non offendere tutti coloro che non hanno una fede cristiana (in special modo i musulmani), si sia finito con il negare la tradizione cristiana e i suoi simboli.

VECCHIO E NUOVO INSIEME – Ma il nuovo e moderno albero è solo una delle cinque installazioni sparse per la piazza principale, per omaggiare il concetto di luce in tutte le sue declinazioni. E del resto non è finito qui il senso dell’algido abete di acciaio che ha anche il pregio, oltre a essere politicamente molto corretto, di permettere ai visitatori la sua scalata, offrendo una visione dall’alto privilegiata che il suo collega ben più classico non avrebbe potuto fisiologicamente consentire. La preoccupazione è anche estetica: la costruzione è infatti già stata ribattezzata The Pharmacy (la farmacia), proprio perché i grossi cubi che si incastrano raffigurando una croce suggeriscono un’affinità con l’insegna esposta fuori dalle farmacie. Inoltre stona con lo stile di Bruxelles e con i suoi palazzi del Diciassettesimo secolo.

QUESTIONE DI SENSIBILITÀ RELIGIOSA – Ma ancor più bollente è la polemica culturale, che sfiora lo scontro religioso e ideologico tra coloro che difendono la tradizione e coloro che sostengono che troppa enfasi sul Natale cristiano possa disturbare o escludere coloro che professano un’altra fede (o che non ne professano nessuna). «Per chi vuole un simbolo religioso tradizionale, abbiamo il presepe in piazza. Per le persone che vogliono la modernità, abbiamo questo nuovo albero»: così l’assessore al turismo di Bruxelles, Philippe Close, difende l’opera e liquida le polemiche, facendo notare che moltissimi musulmani hanno un albero di Natale in casa e che quest’ultimo non è un simbolo religioso, ma pagano, e che deve dunque includere tutti, nessuno escluso. La piazza gremita di gente ha accolto il suggestivo spettacolo con urla di stupore, mentre andava in onda un’anteprima degli effetti sonori e luminosi che accompagneranno l’installazione da Natale a Capodanno. Tra i commenti all’articolo della Bbc si intuisce che il popolo di Bruxelles è diviso in due, tra coloro che apprezzano The Pharmacy e coloro che la denigrano. Ma in un Paese dove i musulmani costituiscono il 22 per cento della popolazione residente, si capisce subito che dietro a quell’albero definito orrendo, ecologico, multiculturale, illuminato (in tutti i sensi), corretto, antiestetico e anticonformista, c’è molto di più di quello che si vede.

Emanuela Di Pasqua da corriere.it

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