Brisbane Kingscliff Beach paradiso dei surfisti sta scomparendo laspiaggia mangiata dal mare

È UNO DEI LIDI PIÙ FAMOSI, NEL NEW SOUTH WALES, 100 CHILOMETRI A SUD DI BRISBANE
Australia, allarme per la spiaggia dei surfisti
«Mangiata» dal mare Kingscliff Beach. L’erosione provocata dai cambiamenti climatici. Preoccupati gli operatori turistici

MILANO – La celebre spiaggia dei surfisti «mangiata» dal mare preoccupa gli australiani. Grazie alla sua sabbia dorata e alla sua notevole estensione per svariati decenni Kingscliff Beach è stato uno dei lidi più famosi d’Australia. Per anni migliaia di turisti e surfisti di ogni nazionalità sono arrivati nell’omonima città a circa un centinaio di km a sud di Brisbane per godersi questo splendido litorale e soprattutto per cavalcare le grandi onde. Ma negli ultimi tempi qualcosa è profondamente cambiato. Lo mostrano due inequivocabili foto della spiaggia scattate rispettivamente nel 2006 e un’altra pochi mesi fa: le immagini dimostrano come quella che era una delle spiagge più grandi della costa orientale sia quasi del tutto scomparsa.

CAMBIAMENTO – Gli studiosi affermano che l’erosione sarebbe stata causata principalmente dal cambiamento climatico che nell’ultimo lustro ha provocato la scomparsa di centinaia di migliaia di metri cubi di spiaggia nell’intera costa orientale. I numeri parlano chiaro: circa 38 aeree balneabili, abitualmente frequentate dai surfisti, avrebbero perso ognuna almeno 10 metri di spiaggia e tra queste ci sarebbe anche la Narrabeen-Collaroy beach, il secondo litorale più grande di Sydney. Peggio è andata alla località turistica di Noosa, nel Queensland, dove le spiagge hanno perso oltre 40 metri di larghezza negli ultimi tre anni. Il cambiamento delle condizioni atmosferiche sarebbe stato provocato da La Niña, un raffreddamento congiunturale delle temperature nell’Oceano pacifico tropicale le cui conseguenze negli ultimi 18 mesi sono state davvero devastanti per il territorio australiano. Le precipitazioni sono state così intense che intere aree del paese sono state distrutte dall’acqua, mentre le spiagge hanno visto gran parte della loro sabbia spazzata via dalle potenti tempeste e dalle maree molto forti.

EROSIONE – In un paese, dove circa l’80% della popolazione vive vicino alle coste, la minaccia di territori senza spiagge e soprattutto senza surf diventa sempre più allarmante. Rodger Tomlinson, uno dei più importanti studiosi australiani di erosione dei litorali, ha spiegato al Daily Telegraph che ci vorrà tanto lavoro e più di un decennio per provare a riportare le spiagge a com’erano cinque anni fa: «Negli ultimi tre decenni abbiamo avuto un tempo abbastanza mite – dichiara al quotidiano conservatore lo studioso – Ora stiamo tornando a un’era di condizioni meteorologiche tempestose specialmente a causa de La Niña. L’erosione sembra essere innescata da tempeste di notevoli dimensioni e spostamenti molti sottili in direzione dell’onda. Inoltre riteniamo che stiamo avendo una situazione di onde più energetiche, probabilmente causata da acque più calde al largo».
La scomparsa delle spiagge non preoccupa solo i meteorologi. I più allarmati sembrano essere i gestori di attività balneari che temono per i loro affari. Dor Holdom, consigliere comunale di Kingscliff che per 30 anni ha vissuto nella città tanto amata dai surfisti spiega che negli ultimi tempi sono aumentati i «turisti del disastro», ovvero quei vacanzieri che arrivano per ammirare le devastazioni provocata dalla natura: «E’ stato davvero traumatico vedere la spiaggia scomparire – dichiara il consigliere – Il tuo animo è diviso tra la soggezione nei confronti di madre natura e lo sgomento di vedere qualcosa che amavi e che è svanito. Tuttavia ciò non segna la fine della nostra città. E’ solo l’immagine di un cambiamento».

Francesco Tortora da corriere.it

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