Bressanone aperti dopo 700 anni i giardini vescovili

di | Aprile 23, 2011

Bressanone: giardini vescovili aperti al pubblico dopo 7 secoli
Una città del tutto sconosciuta quella “popolata” all’interno delle vecchie mura vescovili che ha dato finalmente la possibilità ai suoi cittadini (dopo oltre 700 anni di digiuno) di scoprire bellezze uniche
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BRESSANONE. Una città dentro la città dove tutto è rimasto immacolato come in un’istantanea dei primi del 1.300. Si potrebbe riassumere così la prima visita al pubblico del Giardino Vescovile di Bressanone.

Una città del tutto sconosciuta quella “popolata” all’interno delle vecchie mura vescovili che ha dato finalmente la possibilità ai suoi cittadini (dopo oltre 700 anni di digiuno) di scoprire bellezze uniche.

La visita è partita dai Giardini del Signore, ovvero una “costola” dei ben più imponenti Giardini Vescovili, già noti ai brissinesi in quanto ristutturati e resi visitabili da diversi anni. Ad illustrare la storia e i segreti di questa visita in anteprima sono stati Enrico De Dominicis e Walter Pichler, i quali hanno affrontato e ripercorso innumerevoli temi legati alla storia della struttura. Dal giardino del Signore si è poi passati al grande atrio del Palazzo Vescovile, anche questo aperto al pubblico e visitabile solo a pagamento, dopodichè, la tanto attesa porta che racchiude il polmone verde più grande della città.
Qui si è letteralmente aperto un mondo fra meleti e strutture architettoniche che richiamano molteplici culture diverse, tutto immerso in una natura selvaggia e in un silenzio quasi irreale. A piedi si sono così potuti percorrere i tre ettari di cui è composto il giardino, camminando lungo tutto il perimetro delle antiche mura e visitando anche le due torri antiche che aprono dall’alto una visuale della città fino a ieri sconosciuta.

«E’ un vero peccato che i brissinesi siano stati a digiuno di tali bellezze per così tanto tempo – ha spiegato De Dominicis – sono in pochi infatti a conoscere il suo tesoro nascosto e i segreti in esso contenuti. Il nostro gruppo del Pro-Pomarium vuole servire proprio a questo. Da tempo ci stiamo occupando del futuro del giardino, un tema che ancora oggi sta animando il dibattito cittadino».

La visita si è conclusa dopo circa due ore. Infine, ad ogni visitatore è stato chiesto di lasciare una frase o un commento sulla proprio esperienza e sul proprio punto di vista inerente il Giardino Vescovile. Per chi si fosse perso l’occasione di visitare il cuore della città vescovile, il prossimo appuntamento è fissato per venerdì 29 aprile alle ore 18 con visita in lingua italiana.

Oltre ad Enrico De Dominicis ci sarà un’accompagnatrice d’eccezione: la direttrice dell’Ufficio Beni archeologici della Provincia Waltraud Kofler Engl che parlerà della storia del giardino. Il giorno dopo, sabato 30, sempre la dottoressa Kofler Engl guiderà la visita in lingua tedesca alle ore 10.

di Fabio De Villa da altoadige.it

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