Valtellina tra sci e terme a Bormio

Valtellina: terme storiche e sci da Coppa del Mondo
Si scia 365 giorni l’anno al cospetto dello Stelvio. Ma a Bormio si va anche per un bagno caldo all’aperto e per gustare vini e bresaole
Inverno in ValtellinaParticolare di un palazzo medievale nel centro storico di Bormio, rinomata località sciistica in valtellina, provincia di Sondrio

valtellina_bormioÈ la montagna dove i milanesi si sentono a casa. In cima alla Valtellina – in provincia di Sondrio – Bormio è il centro sciistico lombardo più comodo e apprezzato: 200 chilometri dalla Madoninna, tre ore d’auto. “Qui si scia 365 giorni all’anno, non in orizzontale, ma in verticale, grazie a un dislivello di 1800 metri su cui si snoda una delle piste più lunghe delle Alpi, di ben 9 chilometri. E non è tutto: abbiamo un borgo storico, un’ottima enogastronomia, l’acqua calda delle terme e pure un parco nazionale”. A parlare così di Bormio è Mario Cotelli, memoria storica dello sci italiano, commissario tecnico della nazionale nei decenni delle grandi vittorie della valanga azzurra. Il suo entusiasmo non è casuale.

È un’emozione arrivare alla conca ampia e luminosa, racchiusa dallo sfondo dei monti scintillanti. Il piccolo centro conserva gelosamente edifici medievali, con torri arcigne e affreschi sorprendenti, testimonianza dei secoli in cui Bormio fu un importante perno di comunicazione attraverso le Alpi. Perfino le cantine dell’amaro Braulio, che (con l’acqua Levissima) è la produzione simbolo della valle, sono derivate da un sistema di cunicoli scavati nel periodo medievale per permettere la fuga agli abitanti. Si visitano nella centralissima via Roma due volte alla settimana, il martedì e il venerdì alle 17, e il loro wine-beer bar è una sosta obbligata per portarsi a casa il classico amaro, la cui ricetta del 1875 prevede un misto di 13 erbe e due anni di invecchiamento.

Sono soprattutto le piste da campioni a richiamare gli amanti dello sci: 50 chilometri di tracciati che salgono fino a 3000 metri, tra cui la prestigiosa pista Stelvio, una delle più spettacolari e impegnative delle Alpi, dove i fuoriclasse scendono a più di 100 all’ora.

Ma la fama indiscussa di questa località alpina nasce con le acque termali. E poiché il 64 per cento degli italiani, secondo un recentissimo sondaggio di Expedia, ama la vacanza all’insegna del benessere, non stupisce che la cittadina valtellinese sia ben attrezzata. Le fonti sono valtellina_bormio1addirittura nove. L’acqua, che esce a una temperatura tra i 36 e i 43 °C, riempie le piscine e le vasche di tre spettacolari strutture. Una è Bormio Terme. Rinnovate di recente, con un’architettura moderna che usa legno e acciaio, hanno una vocazione medica e ludica allo stesso tempo: ci si cura con inalazioni (benefiche per le vie respiratorie) e fisioterapie, ma ci si vizia anche con vasche, lettini idromassaggio e cascate, bagno turco, sauna finlandese e biosauna.

Discosto dal paese, in località Valdidentro, c’è l’elegante Centro Termale dei Bagni Nuovi, con un percorso di vasche di pietra e marmo che si sviluppa all’interno, tra scale e stanze, e all’esterno, in un parco monumentale di 40 ettari. L’emozione più forte si prova al Centro Termale dei Bagni Vecchi. La grotta sudatoria naturale si spinge con uno stretto cunicolo per 50 metri dentro la montagna e permette di nuotare direttamente in una delle fonti. Insieme i due centri offrono ben 70 diversi servizi termali e molti trattamenti, come l’Excellence revitalisant corps, per un’esperienza avvolgente e multisensoriale (75 minuti, 125 €). I bagni sono collegati a due alberghi storici. Più intimo e raccolto, l’hotel Bagni Vecchi. Di origine quattrocentesca, è arroccato sulla rupe su cui sorgeva l’antico castello. Il Grand Hotel Bagni Nuovi è una struttura liberty del 1836, restaurata con i comfort e l’eleganza di un 5 stelle.

Vicino al centro storico, agli impianti di risalita e alla struttura di Bormio Terme (con cui è convenzionato, insieme ai Bagni) c’è l’Hotel Baita dei Pini. Le eleganti aree comuni sono riscaldate da scoppiettanti caminetti, le camere sono arredate in stile montano, mentre le suite sono impreziosite da tappeti persiani. Infine, l’Hotel Genzianella, 3 stelle superior dove il legno, le stoffe preziose, stufe antiche e alcuni mobili di antiquariato locale creano un ambiente accogliente.

Per gratificare il palato, Al Filò, in un locale con volte in pietra ricavato da una stalla e da un fienile del Seicento, propone piatti della tradizione rivisitati con creatività. Come la zuppa di verze e lenticchie con porcini e Pecorino, i ravioli farciti di polenta e Casera al ragù di cervo, il carré di cervo cotto nel fieno di montagna. Più nuovo è il Sunrise Pub, che a Bormio ha inaugurato la moda della formula tutto in uno, perché qui si può passare dall’aperitivo alla cena, fermandosi ai tavoli del ristorante La Caneva, e tirar tardi scatenandosi sulla pista del discopub.

valtellina_bormio2Altro indirizzo da ricordare è l’Agriturismo Rini, in un ambiente rustico impreziosito alla sera dalla luce delle candele. Ottimi la Bresaola, il Bitto e lo Scimudin, acquistabili nell’attigua La Butiga, dove si vendono i prodotti dell’agriturismo.

Vale la pena di allontanarsi di una decina di chilometri da Bormio per raggiungere Santa Caterina Valfurva e il ristorante dell’hotel Baita Fiorita. Ai fornelli c’è la signora Adele, madre dell’olimpionica Deborah Compagnoni, che propone piatti dalle ricette antiche e raffinate, come i filetti di trota all’aceto balsamico e polentina o la braciola di cervo al ginepro.

da IL CORRIERE DELLA SERA