Bologna e Crisi del Turismo a Pasqua

bolognaLa Pasqua la si passa con chi si vuole. Evidentemente fuori Bologna, viste le strade e le piazze vuote. Di Bolognesi (che vanno altrove per le vacanze) e di turisti (che come al solito scelgono altre mete).

E la percezione di una Bologna deserta non è solo una percezione, a sentire gli addetti ai lavori. Il quadro più nero lo delinea Federalberghi. «Abbiamo riempito solo il 20% delle camere — spiega il presidente Celso De Scrilli —: Pasqua a Bologna è sempre stata bassa stagione, proprio perché il problema è la mancanza di un progetto di rilancio culturale: abbiamo già presentato le nostre idee ai candidati. Si potrebbe rilanciare la città scegliendo un filone specifico: la musica, le tecnologie o i bambini».

Perché Bologna non riesce a staccarsi di dosso, a quanto pare, il marchio di città di passaggio votata al turismo d’affari. E con la crisi economica c’è stato un tracollo. Tanto che molti alberghi, in particolar modo quelli della prima periferia, hanno dovuto fare tagli sul personale. «Da inizio anno — continua De Scrilli — la perdita di posti di lavoro è stata dell’ordine del 10-12%, ma si spera di poterli reintegrare non appena passerà la crisi». La portata del fenomeno la delinea con più precisione Paola Vannini, vice di De Scrilli e presidente di Bologna Incoming, il consorzio che unisce hotel ebologna1 organismi di promozione turistica: «In ognuna delle 120 strutture della città sono a rischio un paio di persone. E se a Bologna gli alberghi annaspano, in provincia annegano». Certo che se ci fosse una politica turistica più incisiva, sarebbe tutto più facile. «Quest’anno per Pasqua — spiega Paola Vannini — avevamo due occasioni: la mostra del Guercino e quella di Morandi, peccato che non siano state adeguatamente comunicate all’esterno. Noi abbiamo fatto quel che potevamo: abbiamo creato un pacchetto ad hoc e inviato un milione di promozioni web, ma le prenotazioni sono state poche. Ci tocca sperare nel maltempo, perché se c’è il sole la gente va al mare». E allora Bologna anche quest’anno si conferma, sostiene il presidente di Ascom Enrico Postacchini, «una città che non compensa le uscite con gli arrivi, nemmeno nelle feste». E ancora: «Almeno in genere la settimana prima di Pasqua si lavora bene, invece in questi giorni è peggio che a Ferragosto: un’immagine della città desolante, non riusciamo a venderla abbastanza». Colpa, secondo Andrea Babbi, presidente dell’Apt regionale, della «mancanza di una regia sul turismo e della scarsa capacità di giocare in squadra». Un po’ più ottimista Confesercenti che per questa Pasqua qualche ingresso in più in alcune strutture del centro l’ha registrato. E l’assessore al Turismo Cristina Santandrea ricaccia tutte le accuse ai molteplici mittenti. «Le mostre di Guercino e Morandi stanno andando bene: quello che si doveva fare Comune e Provincia l’hanno fatto, più di questo una città non può offrire». Città vuota? «Macchè, poco fa Palazzo d’Accursio era pieno di turisti». Forse amministrazione e associazioni di categoria hanno metri di valutazione diversi. Ma i dipendenti degli alberghi in mobilità, quelli sono un dato di fatto. Ma anche lì la Santandrea non sente ragioni: «A Bologna gli alberghi sono cresciuti in modo spropositato».

da  IL CORRIERE DI BOLOGNA

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