Bologna chiude l’Ippodromo di Arcoveggio video

Ippica, tagli e scommesse in calo. L’ippodromo Arcoveggio chiude i battenti
Il presidente: “Dal primo gennaio si chiude. Ci auguriamo che ci sia una svolta, perché riteniamo che non si possa lasciare che un settore riduca sul lastrico migliaia di famiglie”

Fine di un’era con la chiusura dell’ippodromo Arcoveggio di Bologna, vessillo dell’ippica locale. Le ultime otto corse a poche ore dallo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre, poi, col Capodanno, giù le serrande. Per sempre? Ancora non si sa, forse in attesa di tempi migliori. A renderlo noto è lo stesso il presidente di HippoGroup Cesenate Spa, Tommaso Grassi, che confida all’edizione bolognese di Repubblica: “Con questi tagli è impossibile che noi riusciamo a correre per cui, se non succede qualcosa, dal primo gennaio si chiude. Ci auguriamo che ci sia una svolta, perché riteniamo che non si possa lasciare che un settore riduca sul lastrico migliaia e migliaia di famiglie”.

Stanziamenti statali in picchiata per gli ippodromi di tutt’Italia: un 40% lineare in meno nel 2012 che non è ritenuto accettabile per le società rappresentanti degli impianti sportivi. Anche quelle categorie ippiche che vivono dei premi, come guidatori, allenatori e proprietari, hanno fatto sapere che non correranno più perché non c’é margine di guadagno. Preoccupati i venti dipendenti e gli 80 lavoratori autonomi e co.co.co; oltre a chi è direttamente impiegato dall’Arcoveggio, ci sono 250 persone che ruotano intorno alle scuderie.

Molte le agenzie di servizi e le cooperative che risentirebbero della chiusura. Anche le scommesse sui cavalli sono in calo: nel solo mese di ottobre si sono ridotte del 24%. Inoltre, sottolinea Grassi, il cui gruppo gestisce anche l’ippodromo di Cesena, “le puntate sono poco redditizie per l’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato. Negli anni però è stata l’ippica a fare da traino a tutto il mondo delle scommesse che si è sviluppato di recente”. La società in questi anni ha aperto anche diverse attività collaterali – come il Bingo, le slot machine e i ristoranti – nei locali dell’Arcoveggio, ippodromo che nella sua storia ha tra l’altro visto in pista cavalli ‘leggendari’ come Varenne e Tornese.

da BOLOGNATODAY.IT

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