Bibione verso il divieto di fumo in spiaggia

Divieto di fumo in spiaggia
Bibione prepara l’ordinanza
Il progetto: vietare sigarette e sigari per tutelare ambiente e salute. Fallite le altre iniziative: a Caorle posaceneri rubati

BIBIONE — Sigaretta sotto l’ombrellone? Potrebbe scomparire a breve in tutta la spiaggia di Bibione: il Comune, sulla scia di quanto ha fatto Napoli nei parchi pubblici, intende vietare il fumo con un’apposita ordinanza. «I turisti si lamentano e la spiaggia è piena di mozziconi», denuncia Gianni Carrer, vicesindaco di San Michele al Tagliamento nonché ex presidente degli albergatori. Mai nessuno, sul litorale veneto, aveva pensato sino ad oggi ad un simile divieto. Bibione si candida insomma a diventare il precursore di un nuovo modello di spiaggia senza fumo. Perché, un po’ come accaduto con la cosiddetta legge Sirchia che da gennaio 2005 vieta il fumo in tutti i locali pubblici, il Comune di San Michele al Tagliamento è intenzionato ad adottare la tolleranza zero contro i tabagisti. E se qualche anno fa c’era stato il tentativo di concentrarli in un’area delimitata della spiaggia, ora si cambia registro: «Io credo che sia decisamente meglio assaporare il profumo del mare che quello di sigaretta o di sigaro—spiega il vicesindaco Gianni Carrer —. Ogni estate registriamo lamentele dei turisti e credetemi, non sono fantasie. Per non parlare poi della scarsa educazione di molti tabagisti che in modo meccanico, e automatico, spengono il mozzicone nella sabbia e lo abbandonano dov’è. Così facendo inquinano l’ambiente, mancano di rispetto con chi non fuma e si rischia che qualcuno possa farsi del male se calpesta una sigaretta non spenta».

Gli studi dicono che i tabagisti in Italia sono circa 13 milioni e fumano in media 15 sigarette al giorno. Se si considera che ogni anno Bibione registra quasi sei milioni di presenze turistiche, il fenomeno emerge in tutta la sua ampiezza. «Il filtro di una sigaretta impiega da uno a cinque anni per diventare biodegradabile », rincara il vicesindaco Carrer agitando per aria specifica documentazione: un rapporto del Programma Onu per l’Ambiente (Unep), relativo alle spiagge italiane, conferma che il 27% dei rifiuti raccolti nel Mediterraneo è costituito da «cicche» di sigarette e prodotti correlati, come accendini e pacchetti vuoti. L’idea di vietare il fumo in spiaggia intanto fa già discutere e si scopre a sorpresa che i fumatori sono favorevoli al divieto mentre chi non fuma lo ritiene eccessivo. «Io non fumo— dice Jerry Calà—ma trovo eccessivo vietare tutto nella vita. Ho una bambina piccola e capisco bene il problema perché da fastidio anche a me quando qualcuno non ha rispetto e ti fuma in faccia. Imporrei piuttosto multe elevatissime per chi getta a terra i mozziconi, lattine ed altro. A forza di pagare si perderebbero queste cattive abitudini. Sì alle regole e alle multe ma non possiamo impostare una società sui divieti estremi». Di diversa opinione il noto Dj veneziano Tommy Vee, tabagista: «Raccolgo sempre i miei mozziconi quando sono in piaggia», premette. «Mi pare che siamo davanti a due questioni: di inciviltà e di disturbo. Se è per i mozziconi, e dunque inciviltà, è giusto vietare il fumo in spiaggia.

Riguardo al disturbo basterebbe — precisa — solo un po’ di accortezza ». Sul malcostume di abbandonare i mozziconi sulla sabbia, fenomeno noto in tutto il litorale veneto, ogni località balneare reagisce come può. A Jesolo la Federconsorzi aderirà anche quest’anno campagna nazionale «Ma il mare non vale una cicca? » con la distribuzione gratuita, 6 e 7 agosto, di posaceneri in spiaggia. Caorle nel 2010 ha installato bidoncini a forma di sigaretta e fissato 5mila posacenere sotto gli ombrelloni; il risultato? 4500 posacenere sono stati rubati e i mozziconi sulla sabbia persistono. Meglio al Lido di Venezia dove lo stabilimento Miramare da 5 anni distribuisce coni in plastica per raccogliere i mozziconi e qui i tabagisti sono più virtuosi; stesso esempio anche nei rinomati stabilimenti balneari degli hotel Excelsior, Des Bains e Quattro Fontane, dove la distribuzione di posaceneri ha sortito effetti altrettanto positivi. Casi purtroppo isolati, così Bibione cerca di cancellare il problema alla radice.

Mauro Zanutto da corriere.it

2 thoughts on “Bibione verso il divieto di fumo in spiaggia

  1. Poi si domandano perchè andiamo all’estero a fare le vacanze, ci mancava solo sta genialata, vedessero di prendere come esempio Grecia, Spagna e Egitto nel rapporto qualità mare/servizi e prezzo della vacanza, non perdere tempo in crociate sceme come questa

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