Beppe Severgnini perchè i turisti stranieri non ci prendono sul serio tra bivacchi e tuffi nelle fontane fanno in Italia quello che non farebbero mai nel loro paese

Beppe SevergniniIN VIAGGIO IN ITALIA FANNO QUELLO CHE NEI LORO PAESI RITENGONO IMPENSABILE
Bivacchi e tuffi nelle fontane: i turisti
stranieri non ci prendono sul serio
Le vacanze sregolate da Venezia a Roma Tutto è permesso Per molti siamo il Paese delle eccezioni, dove tutto è permesso e si può agire liberamente nell’indifferenza

Turisti con i piedi a mollo nella fontana dei Quattro Fiumi in piazza Navona a Roma (Jpeg) shadow
Diciamolo. Cambia poco se quei due stranieri facessero sesso su un ponte a Venezia, in pieno giorno, con le natiche al vento; o se fossero impegnati a smaltire una sbronza colossale. Il ponte si chiama degli Scalzi, non degli Spogliati.
L’episodio non è isolato. Il sito del Corriere del Veneto , e altri media a ruota, hanno mostrato una sconcertante rassegna di eccessi estivi, dove gli ospiti stranieri sono protagonisti. Accampamenti sotto i colonnati, picnic con tovaglia in piazza San Marco, abbronzatura inguinale nei campielli, bivacchi notturni durante i quali è difficile immaginare che i canali non vengano usati come latrine a cielo aperto.
La città di Venezia non è immune da colpe (il turista barbaro comunque compra, e qualcuno vende). E non è la sola a subire certe assalti. Firenze e Roma sono messe meglio, ma subiscono quotidianamente quest’affronto. Non è, infatti, banale sciatteria. È mancanza di rispetto. Certe cose, a Parigi a Londra o a Siviglia, i turisti non le fanno.
Perché accade? Forse perché, all’estero, non ci prendono sul serio? O perché la vacanza italiana è, da secoli, una sospensione delle regole? La prima possibilità è sgradevole. Nasconde un’opinione che, per noi, sarebbe umiliante. L’Italia come luogo fascinoso, colorato, eccitante; ma incapace di organizzare una convivenza ordinata. Come dimostrano film e libri, amici e barzellette, la sottovalutazione della nostra vita pubblica è pari solo alla sopravvalutazione delle nostra vita privata. Qualcuno dirà: nordeuropei e americani non vedono, dietro alle convenzioni del pub, del party e della metodica sbronza tra amici, il rischio dell’alcolismo di massa? Lo vedono. Ma quelle abitudini – da Chicago a Cork, da Stoccolma a Stoccarda – sono in qualche modo codificate. Società a irresponsabilità limitata.
di Beppe Severgnini da corriere.it

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