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Beppe Severgnini perchè ho scritto sul New York Times ” perchè nessuno va a Napoli in vacanza ?”

Beppe SevergniniDetesto l’espressione “i panni sporchi si lavano in famiglia!”

Bisogna sempre e soltanto parlare bene dell’Italia all’estero? Questo patriottismo è compatibile con il giornalismo? La risposta è semplice: un doppio no. Se ami il tuo Paese – anche se ami il Paese di un altro – si capisce: e sei autorizzato a criticarlo per migliorarlo. Se lo racconti per mestiere, e non sei un diplomatico o un ministro, hai il dovere di farlo. “Right or wrong my country” (giusto o sbagliato è il mio Paese) suona bene, ma funziona male.

Una delle frasi più irritanti del lessico nazionale è “non diciamolo, per carità di patria”. Quale carità? Quale amore? Se ami qualcuno vuoi che si riprenda; non ti giri dall’altra parte facendo finta di niente. Quasi peggio è l’espressione “i panni sporchi si lavano in famiglia!”. Che ipocrisia. Chi sostiene questo i panni sporchi non li lava proprio, e gira con gli indumenti che mandano cattivo odore. Ogni tanto il bucato serve, e il bucato ha bisogno della luce del sole.

Ho dovuto ripetere queste cose per restare calmo, e devo restare calmo dopo aver letto certi commenti a un mio pezzo sul “New York Times”, dove scrivo come “contributing opinion writer” (si dice così, gli americani sono precisi nelle definizioni professionali). Il pezzo ha per titolo “Why No One Goes to Naples”, perché nessuno va a Napoli, e racconta l’allegra catastrofe del turismo meridionale. Mi dispiace? Molto. Devo far finta di niente? Manco per sogno.

Il pezzo inizia così: “E’ primavera: nell’Italia del Sud il sole splende, il cielo è blu, il clima è mite e l’aria profuma di fiori. Il cibo è buono, il vino costa poco, la gente è cordiale e la bellezza è dovunque. Ma dove sono i turisti?”. I turisti, spiego, non ci sono. Solo il 13% degli stranieri si spinge a sud di Roma. Siamo passati dal primo al quinto posto nella classifica delle destinazioni turistiche; non abbiamo, di fatto, un ministro del turismo; il portale Italia.it è stato un costoso, prevedibile disastro; l’Enit (Ente Nazionale Italiano Turismo) impiega la quasi totalità  dei fondi – 17 milioni su 18 – in stipendi e spese amministrative; la delega alle Regioni ha prodotto duplicazioni e sprechi, come la faraonica sede della Regione Campania a Manhattan (caritatevolmente chiusa nel 2009).

Devo andare avanti? In una settimana, nell’estate 2013, dagli aeroporti tedeschi sono partiti 223 voli per le Baleari e 17 per l’Italia meridionale. So che alcune regioni (la Puglia) fanno meglio di altre (la Calabria): ma i numeri e i  fatti sono quelli che ho riportato. Mi è spiaciuto che Nichi Vendola, in diretta tv (Ballarò, martedì), mi abbia fatto passare per un nemico del sud: perché davvero non lo sono. Non devo scrivere certe cose, altrimenti i turisti stranieri non arrivano? Errore: forse ne arriveranno di più. E chissà che qualcuno, al governo e dintorni, decida di occuparsi della questione, invece di scattare selfie alle fiere del turismo.

Beppe Severgnini corriere.it

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