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Beppe Servergnini : Barcellona gli esportatori di cattiva reputazione le foto degli italiani che giravano nudi per la città Ma quelli non sono i ragazzi italiani tipici

I tre italiani nudi a Barcellona e le proteste 03Gli esportatori di cattiva reputazione
Dopo le foto degli italiani che giravano nudi per la città, Barcellona si ribella ai turisti maleducati. Ma quelli non sono i ragazzi italiani tipici.

Girare nudi per la città? Bisogna essere molto eccentrici, molto sfacciati o molto ubriachi. L’immagine suggerisce quest’ultima risposta. Questi ragazzi italiani non sono tipici. Le statistiche – più sostanziose degli stereotipi – indicano che inglesi, irlandesi, scandinavi e centroeuropei, d’estate, fanno di peggio. E lo fanno più spesso. Per anni alcune isole greche, diverse località spagnole e un paio di destinazioni in Croazia hanno costruito il loro modello di business sul bullismo alcolico di massa. Digitate «Magaluf video» (una località sull’isola di Maiorca) e auguratevi di non trovarci parenti e conoscenti. Le cose stanno cambiando, per fortuna. Negli ultimi tempi, ha scritto The Economist in un’inchiesta dettagliata («Oh, you pretty things!», 12 luglio), il numero di ragazzi dediti al binge drinking e vittime delle sue conseguenze (incidenti, violenza gratuita, sesso casuale) è diminuito.
Le idiozie pericolose continuano – il salto dal balcone nella piscina ha provocato morti anche quest’estate – ma purtroppo, come direbbero a Firenze, «quando uno è grullo resta grullo dovunque». Resta un fatto, consolante: la generazione nata negli anni Novanta appare più responsabile della precedente, da questo punto di vista. Ma occorre stare in guardia. Sarebbe il colmo se peggiorassimo noi italiani, ora che migliorano gli stranieri. Gli eccessi notturni in molte nostre città – da Milano a Roma, da Olbia a Salò, da Santa Margherita Ligure alle città del Veneto – sono preoccupanti. Se li esportassimo, non dovremmo poi stupirci né lamentarci dei comportamenti di certi turisti stranieri in Italia. La libera circolazione delle pessime reputazioni, come quella delle cattive abitudini, in Europa funziona molto bene.

di BEPPE SEVERGNINI da corriere.it

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