Benvenuti al Sud Castellabate l’ufficio postale non esiste

di | Agosto 30, 2012

LA TRASFORMAZIONE DOPO IL SUCCESSO DI «BENVENUTI AL SUD», CON BISIO E SIANI
«Benvenuti al Sud» trasforma Castellabate
da paesino tranquillo a casbah di turisti
Tutti in cerca dell’ufficio postale ripreso nella pellicola ma che non è mai esistito nella realtà. E poi chiasso, rissa e birre

CASTELLABATE (Salerno) – L’attore Claudio Bisio e i produttori di quel filmetto intitolato Benvenuti al Sud dovrebbero essere chiamati a risarcire gli abitanti di Castellabate, nel Cilento. Hanno rovinato un paese, il mio paese, che era un posto tranquillo e delizioso. L’hanno trasformato in una casbah invivibile. Da quando è uscito il film, Castellabate è diventata meta di pellegrinaggi di migliaia di beceri individui provenienti soprattutto dall’area napoletana. Arrivano perfino in pullman con viaggi organizzati al solo scopo di farsi fotografare nel posto in cui è stata girata una certa scena. Parcheggiano in doppia fila, rendono impraticabile l’unico budello di strada che esiste. All’inizio gli abitanti erano orgogliosi di vedere il loro paese elevato agli onori della cinematografia. Poi hanno cominciato a rendersi conto del danno che hanno subito. Ad ogni angolo incontri gruppi che ti assalgono: «Ci potete dire dove sta ‘a piazzetta? Quella dove c’è la posta». Davanti al silenzio dell’interlocutore, insistono: «Non ne potete più?».

L’UFFICIO POSTALE – Ecco, non se ne può più. Poi vanno sulla piazzetta e s’indignano perché non trovano la posta. E lì comincia un’animata discussione sul perché non si riesce a trovare la posta, eppure doveva essere proprio in quell’angolo. Anche a spiegargli che la posta non è mai esistita e che era una finzione scenica, non ci credono. «No, perché era proprio un ufficio vero». C’è perfino chi si offende perché non gli hanno fatto trovare la posta. «Ma come, avete tolto la posta e avete aperto il bar?». Il povero barista lo guarda desolato: «Senta, mi lasci in pace». Accanto al castello, sul Belvedere, il posto più incantevole del paese, da dove si scorge Capri in lontananza, c’è una targa con una frase di Gioacchino Murat. Pare che il re di Napoli l’abbia pronunciata proprio affacciandosi dal Belvedere. Siccome la targa si vede nel film, le torme umane accorse per rivivere le imprese di Claudio Bisio, si mettono in fila per la foto.
IL CHIASSO – E c’è sempre qualcuno che chiede: «Ma poi chi era questo Muratto, un attore?». «No», risponde un altro, «doveva essere uno scienziato». «Allora non mi interessa». Dormivamo tranquilli, lamentano molti abitanti, adesso chiasso, bottiglie di birra e perfino risse. Fino alle tre di notte nei vicoli sciamano bande che schiamazzano in cerca del punto esatto in cui Bisio ha ricevuto la moglie proveniente da Milano. Come se in quel posto preciso fosse avvenuto un miracolo. E’ una specie di Lourdes, dove ogni angolo merita devozione. La prima tappa è accanto al cartello che qualcuno ha avuto la sciagurata idea di piazzare all’inizio del paese. Un cartello che annuncia <Il paese del film Benvenuti al Sud». L’ideale per le foto, per far vedere che ci sono stati. Intendiamoci, il turismo è una buona cosa e va incoraggiato. Ma qui stiamo parlando di personaggi che non spendono un euro e non sono in alcun modo utili all’economia locale. Alcuni si portano addirittura la pagnotta.

Marco Nese da corriere.it

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