Bellevue la villa storica di Yvrac vicino a Bordeaux demolita per sbaglio dagli operai polacchi

Francia: l’«idraulico polacco» e la villa
storica rasa al suolo per errore
Operai di Varsavia abbattono una magione del Settecento anziché restaurarla, torna la sindrome degli euroscettici

PARIGI – Fino a pochi giorni fa a 12 chilometri da Bordeaux si trovava una magnifica villa del Settecento, la «Bellevue», orgoglio della cittadina di Yvrac, benché un po’ acciaccata. L’uomo d’affari russo Dmitry Stroskin aveva comprato «Bellevue» per restaurarla e farne il cuore della sua vita da francofilo, affidando i lavori a una impresa polacca (Stroskin vive abitualmente a Varsavia e commercia tra Francia, Polonia e Russia). Solo che c’è stato un errore: invece di abbattere la piccola dependance e rinnovare la villa, gli operai hanno fatto il contrario. Addio «Bellevue», completamente rasa al suolo.
LA SINDROME DELL’IDRAULICO POLACCO – La disavventura del signor Stroskin ha dato un nuovo impulso alle polemiche sull’«idraulico polacco», ormai mitica figura creata dalla fantasia e dai timori degli euroscettici: nel 2005 il dibattito sull’approvazione della Costituzione europea fu dominato in Francia dalla paura per gli effetti perversi della direttiva Bolkestein, che liberalizzava la prestazione dei servizi all’interno dell’Unione. Chi avrebbe più ingaggiato un francese, se per riparare lo stesso tubo c’era subito a disposizione un idraulico polacco disposto a fare il lavoro per un decimo del prezzo? Al referendum sulla Costituzione europea vinse il «no», uno stop all’integrazione che scontiamo ancora oggi con la crisi dell’euro.

LA RIVINCITA DI VARSAVIA – Da allora molte cose sono cambiate. La Polonia non è più un Paese depresso appena entrato nell’Unione capace di sconvolgerne gli equilibri con lavoratori qualificati poco e pagati ancora meno. In un’Europa in recessione, la Polonia vanta nel 2011 una straordinaria crescita del 4,3%: i flussi migratori si stanno invertendo, ed è dall’Ovest che i lavoratori cominciano a trasferirsi in cerca di impiego a Est.

L’ARCHITETTO PARIGINO -Eppure, in totale controtendenza, a Yvrac l’idraulico polacco l’ha fatta grossa. «Nel giugno 2011 è stato in effetti concessa una licenza di costruzione a scopo di restauro – ha spiegato al giornale locale Sud-Ouest il sindaco Claude Carty -, ma riguardava una parte infima della dependance». Al numero 53 de l’avenue de la Chapelle è piazzato in effetti un grande cartello che indica «lavori in corso» e «restauro», che però è stato troppo radicale. «Sono sotto choc – dice il proprietario della villa distrutta -, ma non mi arrendo. Riavrò la mia villa, la farò ricostruire identica all’originale, in pietra di Bordeaux. Mi ero infatuato di questo posto dopo anni che cercavo la casa dei miei sogni in Francia». Lavori, stavolta, affidati a un architetto parigino.

Stefano Montefiori da corriere.it

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