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Bari polemiche per i depliant antiscippo per i turisti

BARI – «Viaggiando in macchina o durante la sosta, tenere sempre chiusi i finestrini e le sicure delle portiere. Non lasciare mai in vista oggetti di valore, borse o bagagli contenenti documenti e titoli di viaggio». È uno dei messaggi riportati dal depliant informativo distribuito recentemente nei luoghi maggiormente frequentati dai turisti a Bari: porto, aeroporto, stazione ferroviaria centrale e stazioni locali della provincia, uffici di informazione turistica, esercizi pubblici.
Un depliant, promosso dalla Questura di Bari, dalla Provincia e dal Corpo consolare di Puglia, Basilicata e Molise, con l’obiettivo di fornire assistenza ai turisti italiani e stranieri in visita nel capoluogo pugliese e che, oltre a fornire recapiti telefonici e indirizzi appunto della Questura, dei Commissariati, degli uffici denunce, del 118 e di tutti i consolati diffusi sul territorio, elenca, anche mediante disegni illustrativi che simulano situazioni pratiche, quelli che la Provincia definisce «consigli di normale prudenza» per evitare il fenomeno dello scippo e del borseggio. Un fenomeno che in passato ha interessato in modo massiccio, quasi endemico, la città di Bari. Tanto che il capoluogo pugliese, in particolare a cavallo tra gli anni ottanta e novanta, fino agli inizi dei 2000, venne definita ‘Scippolandià.
Dello scippo sono rimasti vittima nel tempo personaggi anche famosi come la cantante Milva, l’attrice Irene Papas, la scrittrice Lina Sotis, il musicista Pat Metheny, il regista Tadeusz Kantor e lo storico Jacques Le Goff. Ma negli ultimi anni lo scippo, diffuso un pò in tutti i quartieri, è divenuta una realtà residuale, seppure ha continuato a vedere nel ruolo di vittime i turisti stranieri, circostanza che ovviamente laddove si verifichi non depone a favore dell’immagine della città. Ha fatto comunque discutere la scelta di inserire nel depliant, denominato ‘Assistenza Pubblica. Consigli per la tua sicurezzà, messaggi come quello che consiglia di «tenere sempre documenti e valori sotto stretto controllo, evitando di custodirli in borse e zaini e soprattutto nelle tasche posteriori dei pantaloni», oppure che avverte come «gli scippatori agiscono spesso in due a bordo di un ciclomotore» e raccomanda di «tenere sempre a tracolla, protette con una mano, borse, videocamere e macchine fotografiche» e di non indossare «orologi, collane e gioielli vistosi», evitando «di fare vedere il denaro che avete».
Tutti messaggi tradotti in inglese, russo, tedesco e spagnolo. L’assessore al turismo della Regione Puglia Silvia Godelli è giunta a chiedere di ritirare i depliant. E perplessità sono state manifestate da altri settori, anche all’interno alla giunta provinciale. Troppo forte il rischio di trasmettere una immagine non attuale e di spaventare e scoraggiare i turisti.
Per alcuni un vero autogoal o un boomerang. Il problema è molto delicato perchè, rispetto agli anni passati, il turismo a Bari è cresciuto grazie anche all’arrivo di numerose navi da crociera, all’arrivo di molti pellegrini russi e alla valorizzazione del Borgo Antico che da luogo conosciuto esclusivamente come base della microcriminalità, del contrabbando e dei clan della criminalità organizzata, grazie agli interventi di valorizzazione si è trasformato in un luogo di maggiore attrattività con la presenza di numerosi locali pubblici e di iniziative culturali. pur mantenendo, come altri quartieri, sacche diffuse di illegalità.
«I crocieristi, cui è stato destinato l’opuscolo – aveva detto l’esponente della giunta Vendola – sono un ambito delicato e significativo dello sviluppo della città, del suo porto, della nostra capacità attrattiva: vanno informati, stimolati, aiutati a scoprire le eccellenze cittadine, vanno garantiti da buone condizioni di sicurezza e da una efficace offerta di servizi, ma non vanno scoraggiati o spaventati come se si trovassero nel cuore di una invincibile rete criminale».
Ma l’assessore all’Informatizzazione Tecnologica della Provincia di Bari, Sergio Fanelli, che riferisce all’ADNKRONOS come i depliant sono stati stampati in 50mila esemplari e già distribuiti nei luoghi preannunciati, difende la scelta. Innanzitutto spiega che si tratta di «un messaggio di benvenuto ed accoglienza ai turisti in visita nella nostra provincia, un vademecum contenente importanti informazioni propostoci dal questore di Bari e già sperimentato con successo in altre realtà italiane, come ad esempio Catania».
E a chi chiedeva di bloccare i depliant risponde: «Non ho capito le polemiche. Evidentemente qualcuno non ha compreso le finalità dell’iniziativa. È un esempio di sicurezza partecipata mirata ad una campagna di informazione non allarmistica, ma di prevenzione attraverso una diffusione capillare. È stata la Polizia di Stato a proporcela. Di sicuro loro hanno dati attendibili sui fenomeni criminali a Bari e in provincia per i quali non bisogna abbassare la guardia. Prevenire – aggiunge Fanelli – è meglio che curare. Del resto un sondaggio dell’edizione di Repubblica Bari on line ha dimostrato che il 60% dei lettori era d’accordo. Bari non è un caso isolato – conclude – opuscoli del genere ci sono in molte città italiane e non solo: si trovano al Louvre di Parigi ma anche a Washington dove vengono distribuite dal National Crime Prevention Council».

da leggo.it

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