Barack Obama niente vacanze a Martha’s Vineyard nell’isola dei super ricchi in Massachusetts nell’anno elettorale

di | Luglio 4, 2012

Obama, quest’anno niente vacanze nell’isola dei ricchi
Gli strateghi della campagna: Martha’s Vineyard inopportuna

Barack Obama rinuncia alle vacanze a Martha’s Vineyard per evitare di mischiarsi ai super-ricchi nel bel mezzo della campagna presidenziale. Negli ultimi tre anni, assieme a Michelle e alle due figlie, Barack non aveva mai mancato l’appuntamento con l’esclusiva piccola isola del Massachusetts dove le élites del New England si ritrovano durante l’estate e dove fino a maggio la famiglia contava di tornare. Ma poi, forse a causa dell’inatteso rafforzamento dello sfidante Mitt Romney nei sondaggi o della mancata ripresa dell’economia, «la Casa Bianca ha cancellato tutte le prenotazioni» come ha fatto sapere una non troppo contenta Nancy Gardella, direttore della locale Camera di Commercio.

Annullate dunque le prenotazioni degli agenti del Secret Service nei pochi, ma eleganti, Bed&Breakfast con vista sull’Atlantico. Annullate le visite preventive dello staff della Casa Bianca incaricato di ogni dettaglio logistico. Soprattutto, annullato l’affitto della Blue Heron Farm, la mansion da 50 mila dollari a settimana dove gli Obama avevano soggiornato nelle ultime tre estati. Lo scorso novembre proprio la Blue Heron Farm era stata acquistata – per 21,9 milioni di dollari – da un noto architetto britannico, forse nel tentativo di costruire un legame con l’importante affittuario estivo.

Il forfait degli Obama ha obbligato l’intera Martha’s Vineyard a rivedere piani, investimenti e abitudini. Club di golf e resort di lusso, dal Vineyard Gold Club di Edgartown al Mink Meadows di Vineyard Haven, si erano abituati a ospitare discreti incontri del presidente con gli amici più stretti e i finanziatori più importanti, con indubbie ricadute in termini di blasone e profitti. «Quest’anno sarà differente perché da quanto abbiamo sentito non verranno», assicura Thomas Medeiros, sergente della polizia locale abituato a coordinare sulle strette arterie dell’isola i movimenti della scorta che segue ovunque Barack, Michelle, Malia e Sasha. Il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, preferisce non commentare le «indiscrezioni», al fine di sminuire l’importanza del luogo dove gli Obama andranno in vacanza in agosto. A suggerire una spiegazione della scelta compiuta è però la direzione di marcia della campagna coordinata dallo stakanovista Jim Messina. Il Team Obama è infatti concentrato nell’identificare lo sfidante repubblicano con il partito che tutela l’1 per cento della popolazione, ovvero coloro che hanno redditi oltre il milione di dollari. Ogni mossa di Messina punta a esaltare la contrapposizione fra Obama, paladino della classe media, e Romney, portavoce degli interessi dei milionari. È una strategia che sta dando i primi frutti.

L’ondata di spot negli Stati in bilico sul coinvolgimento di Romney nel trasferimento all’estero di attività commerciali americane e le indiscrezioni di «Vanity Fair» sui suoi conti off shore alle isole Cayman – attraverso la società finanziaria Bain Capital di Boston hanno contribuito a frenare la popolarità del repubblicano che, secondo Gallup, oggi è scivolato cinque punti dietro a Obama: 43% a 48%. Scommettere sul «fattore Bain» per scavare un solco fra Romney e il ceto medio è una carta che sembra funzionare ma i precedenti elettorali dimostrano che l’estate prima del voto è un momento cruciale nel consolidamento delle preferenze. Rifugiarsi nella tenuta coloniale da 11 ettarsi avrebbe potuto trasformarsi in un pericoloso boomerang.

MAURIZIO MOLINARI da lastampa.it

Rispondi