Categorie
curiosità mare turismo

Avere la casa al mare fa bene tutto l’anno e se lo dicono gli inglesi …..

Una casa al mare? Fa bene per tutto l’anno
L’ambiente costiero è un buon alleato contro lo stress e per mantenersi in forma. Anche per chi non ha tanti soldi

MILANO – La leggera brezza marina, il profumo di salsedine, il rumore delle onde che si infrangono sulla spiaggia. Molti scelgono località balneari per le proprie vacanze. Per un’estate all’insegna del relax e del benessere, tra tuffi e passeggiate in riva al mare, dove l’aria è ricca di iodio. In effetti, secondo uno studio dell’European Centre for Environment & Human Health, in Inghilterra, vivere vicino al mare fa bene alla salute ed è fonte di relax tutto l’anno.
LO STUDIO – I risultati dell’indagine, pubblicati sulla rivista Health and Place, rivelano che l’ambiente costiero è un buon alleato contro lo stress e per mantenersi in forma. I ricercatori hanno utilizzato i dati del censimento inglese del 2001, che ha coinvolto oltre 48 milioni di persone, per esaminare la relazione tra stato di salute e distanza delle abitazioni dalla costa. In pratica, hanno confrontato la percentuale di coloro che hanno dichiarato di godere di buona salute con la collocazione geografica. I risultati mostrano che, in media, le popolazioni che vivono in prossimità del mare (al massimo a 1 chilometro dalla costa) stanno meglio di coloro che vivono nell’entroterra (anche se in una percentuale minima: 1,13% in più). E prendendo in considerazione anche fattori socio-economici, come istruzione e reddito, è emerso che i benefici sono maggiori per le persone economicamente più svantaggiate. Come dire che, chi ha la fortuna di vivere in un ambiente sano e bello può stare bene e sentirsi in forma pur non avendo troppe risorse economiche. Del resto, lo diceva anche Platone: il mare lava tutti i mali dell’uomo.

MENO STRESS – Come precisano gli autori della ricerca, anche se l’effetto benefico del vivere a due passi dalla spiaggia è relativamente modesto, l’impatto sulla salute pubblica non è trascurabile applicandolo all’intera popolazione. «Questo studio non ci permette di dimostrare un rapporto causa-effetto tra il vivere nelle zone costiere e il godere di buona salute – precisa Ben Wheeler, il coordinatore del team -. Ma dall’analisi dei dati, emerge una correlazione positiva. Ora sono necessarie ulteriori ricerche per capirne i motivi». Precedenti studi hanno già dimostrato che l’ambiente marino offre maggiori opportunità agli abitanti di essere fisicamente attivi e di vivere in relax e tranquillità. Lo stesso European Centre for Environment Human Health ha presentato all’ultima conferenza annuale della British Psychological Society i risultati di un monitoraggio, durato due anni, degli effetti di diversi ambienti naturali su 2.750 persone. A quanto pare, anche se in generale stare all’aria aperta procura sensazioni piacevoli, una passeggiata sulla spiaggia è fonte di maggiore benessere rispetto a una camminata in un parco urbano, a parità di altri fattori quali l’età, la compagnia o il tipo di attività svolta.

SPORT E RELAX IN SPIAGGIA – Del resto, il rapporto con l’ambiente è uno dei fattori fondamentali per lo stato di salute della popolazione umana. «Spazi liberi da un’antropizzazione crudele non possono che giovare al nostro benessere psicofisico – ribadisce Enzo Funari, direttore del Reparto Qualità degli ambienti acquatici e delle acque di balneazione dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) -. Nel valutare la qualità della vita in Europa uno dei parametri è sicuramente la prossimità al verde. Aree verdi, infatti, rappresentano assenza di traffico e quindi sono contraddistinte da una minore contaminazione atmosferica. E da questo punto di vista, vivere sulla costa è vantaggioso: c’è una migliore qualità dell’aria». Il biologo dell’ISS ricorda, inoltre, che le attività ricreative di balneazione, per i vantaggi indiscutibili che possono offrire (relax, riposo ed effetti benefici sulla salute: il nuoto per esempio è una forma di prevenzione delle malattie cardiovascolari) sono fortemente raccomandate dall’Organizzazione mondiale della sanità. Eppure proprio in Italia, che ha circa 8.000 chilometri di coste ed è il Paese europeo con il maggior numero di acque di balneazione, il 40% della popolazione non sa nuotare.

Simona Regina da corriere.it

Rispondi