L’autunno nelle Langhe piemontesi

alba-langheLanghe, terra di vini e tartufi

di Emanuele Coen

Vigneti forgiati come opere d’arte, su terreni sistemati con tecniche dai nomi d’altri tempi: ritocchino, cavalcapoggio, girapoggio. Sapienza antica e rispetto sacrale per la natura e i suoi ritmi. E poi colline, casali, torri, castelli, borghi e cascinali come quello di Santo Stefano Belbo, la cittadina del cuneese dove nel 1908 nacque Cesare Pavese.

Un paesaggio inconfondibile, fonte di ispirazione delle pagine più belle del grande scrittore piemontese e sfondo amaro delle vicende della Resistenza narrate da Beppe Fenoglio ne Il partigiano Johnny. Fin dal Medioevo – quando i maestri tagliatori di pietre di Como e i monaci benedettini favorirono la diffusione del Nebbiolo – le Langhe, il Roero e il Monferrato sono la patria del vino. O meglio dei vini, una varietà di qualità e pregio straordinari: Barbaresco, Dolcetto d’< strong>Alba, Barolo, Barbera d’A sti, Grignolino d’Asti e tanti altri.langhe

Paesaggi vitivinicoli inconfondibili che, insieme a quelli della Valtellina, sono in lizza per diventare patrimonio mondiale dell’umanità Unesco. La candidatura che coinvolge i comuni e i territori piemontesi, presentata nel 2006, sarà il cavallo di battaglia dell’Italia per il 2012.

Le Langhe, nella parte meridionale del Piemonte, si dividono in Bassa Langa, la zona compresa fra il Tanaro e il Belbo, con quote in genere inferiori ai 600 metri, dove si trova Alba, la capitale delle Langhe. E l’Alta Langa, al confine con la Liguria. Il Roero, invece, si trova nella parte nordorientale della provincia di Cuneo e prende il nome dalla famiglia che a partire dal Medioevo dominò per secoli su questo territorio.

Il Monferrato (Basso e Alto), infine, nel cuore della regione, nel territorio delle province di Alessandria e Asti fino ai piedi dell’Appennino ligure.

da LA REPUBBLICA

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