Prima passeggiata su Marte ma virtuale c’è anche Diego Urbina

La prima passeggiata dell’uomo su Marte è stata virtuale, ma l’emozione è autentica: ci si comincia a preparare a un futuro che finora era considerato fantascienza e che gradualmente sta diventando reale. Reali sono state, per esempio, tutte le sensazioni fisiche e psicologiche provate dai primi due uomini che hanno lasciato le loro impronte sulla sabbia rossastra del suolo marziano riprodotto nel simulatore utilizzato nella missione Mars 500, voluta dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa) per studiare le conseguenze di un lungo viaggio a bordo di un’astronave e in condizioni di isolamento. I cinque moduli cilindrici nei quali sei uomini hanno finora trascorso otto dei 17 mesi previsti dalla missione si trovano nell’Istituto sui Problemi Biomedici (Ibmp) di Mosca: tre di essi riproducono l’astronave, uno il veicolo di atterraggio su Marte e il quinto il suolo marziano. Il russo Alexandr Smoleevskiy è stato il primo a uscire dal modulo di atterraggio, seguito dall’italo-colombiano Diego Urbina. Entrambi indossavano le tute Orlan, una versione leggermente modificata delle tute che i russi usano per le passeggiate spaziali, e hanno fatto i primi passi sul suolo virtuale di Marte

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