La sonda cinese Chang’e 2 fotografa l’asteroide Toutatis

A tre chilometri dall’asteroide
La sonda vola accanto a Toutatis
L’«impresa» della sonda Chang’e 2: l’incontro col roccione spaziale è avvenuto a circa sette milioni di chilometri dalla Terra

Per l’agenzia spaziale cinese si tratta di una nuova pietra miliare: la sonda Chang’e 2 ha ripreso il sorvolo ravvicinato dell’asteroide Toutatis, il roccione spaziale dal diametro medio di circa 5 km, transitato tra l’11 e il 12 dicembre a 7 milioni di chilometri di distanza dalla Terra. Le immagini ravvicinate pubblicate dai media cinesi sono state realizzate quando la sonda è passata a soli 3,2 km di distanza dalla superficie dell’asteroide. Eppure, i compiti previsti per Chang’e 2 erano altri.

La sonda Chang’e 2, lanciata nel 2010 per l’esplorazione lunare, è stata spostata della sua orbita per fotografare l’oggetto in avvicinamento e in allontanamento. L’oggetto in questione è Toutatis (4179), l’asteroide – il cui nome deriva dal dio celtico – scoperto nel 1989 e che è transitato a una distanza di tutta sicurezza dal nostro pianeta, quasi 7 milioni di chilometri (circa 18 volte la distanza Terra-Luna). Per effettuare la ripresa di un sorvolo ravvicinato veloce (in inglese fly-by), i tecnici e gli ingegneri spaziali cinesi hanno dovuto ruotare la sonda in maniera molto precisa, cosa che ha richiesto manovre estremamente accurate.

Il risultato non ha deluso: una serie di immagini documentano l’asteroide durante il fly-by del 13 dicembre. L’incontro è durato pochi minuti. La navicella spaziale da 132 milioni di dollari sfrecciava a una velocità relativa di 38.600 chilometri all’ora (10,73 km/s) e nel momento del suo massimo avvicinamento all’asteroide è passata a soli 3,2 km dalla sua superficie. Ha prodotto una serie di foto con una risoluzione sorprendente di circa 10 metri.

La missione Chang’e 2 (che per oltre un anno ha osservato la Luna) dimostra l’altissimo livello raggiunto dalla tecnologia spaziale cinese. L’esperienza della Cina al di fuori dall’orbita terrestre, infatti, è finora stata poca o nulla. «Benvenuta nel club interplanetario», si è congratulato il professor Ted Stryk, appassionato di esplorazione spaziale e grande esperto col montaggio dei dati rozzi delle sonde spaziali. Un club esclusivo del quale fino ad oggi facevano parte solo Stati Uniti; Europa e Giappone. Per il 2013, la Cina prevede di lanciare una prima navicella lunare senza equipaggio.

Elmar Burchia

da corriere.it

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