Assisi frana in movimento sprofonda quasi un centimetro l’anno

La città di Assisi analizzata dallo spazio: “Sta sprofondando di 7,5 mm ogni anno”
Il sindaco rassicura: “Non c’è pericolo”. Gli esperti tengono sotto controllo una frana in movimento

Assisi si sta abbassando lentamente e in alcune zone della città storica questo movimento avviene al ritmo di 7,55 millimetri l’anno. Un movimento che è stato possibile rilevare soltanto con l’aiuto del satellite per l’osservazione della Terra Ers-1, ora andato in pensione. “Lo sappiamo ma ovviamente non esiste alcun tipo di rischio”: è quanto ha affermato il sindaco Claudio Ricci in una nota.
Assisi, la città di S. Francesco visitata da milioni di turisti e pellegrini, sta affondando: 15 centimetri in poco meno di 20 anni, 7,5 mm l’anno. Lo rivelano i dati satellitari raccolti dall’Agenzia spaziale europea, elaborati dall’Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell’ambiente (Irea) e presentati nella sede per l’osservazione della Terra di Frascati durante il Fringe workshop, vicino Roma.

Dati satellitari di circa vent’anni sono stati analizzati e hanno permesso di ricostruire l’evoluzione storica dei territori verificando la presenza di alcuni movimenti anche in zone sensibili. “Abbiamo potuto misurare le deformazioni che interessano Assisi”, ha spiegato Michele Manunta, ricercatore del Cnr-Irea, “verificando che in particolare una frana, già da anni sotto controllo, è scivolata dal 1992 di circa 15 cm”. Si tratta della frana di Ivancich, la più temuta e controllata delle molte che interessano la città umbra e che da anni si tenta di mettere in sicurezza.

Il sindaco: “Non c’è nessun pericolo”
“Abbiamo appreso la notizia. Ovviamente, non esiste alcun tipo di rischio”, ha detto il sindaco della città, Claudio Ricci. “Non esiste alcun tipo di riscontro fisico o segnalazione – afferma Ricci – rilevati su edifici e beni culturali peraltro tutti restaurati e consolidati (oltre 3.000 sono gli interventi di restauro, infrastrutture e riqualificazioni urbane realizzate in questi anni, dal sisma del 1997)”. ”Probabilmente – prosegue Ricci – immaginiamo si tratti, ma le informazioni derivanti da questo studio sono da tutte da acquisire, dei normali movimenti geologici che la crosta terrestre fa registrare, da epoche millenarie, in gran parte della terra”.

Da Tgcom.it

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