Arte e manifestazioni nuova stagione

Arte per tutti i gusti, appuntamenti d’autunno
Impressionisti, opere classiche, contemporanei, architetti, artisti performativi. Una guida tematica alla nuova stagione

di LAURA LARCAN

Francis Bacon che duetta con Caravaggio o che diventa un’installazione multimediale firmata da William Forsythe e Peter Weltz. Il realismo enigmatico di Edward Hopper che tanto intriga Wim Wenders, e Michelangelo architetto a Roma. Ma anche capolavori di collezioni illustri, da Monet a Kandinskij, da Rembrandt a Picasso, il teutonico Anselm Kiefer che dialoga con la natura toscana, gli architetti Zaha Hadid e Frank Gehry che si raccontano. Fino all’omaggio al grande Federico Zeri, storico dell’arte e portentoso connoisseur. Sono solo alcune delle grandi mostre che riserba l’autunno italiano dell’arte. Ecco una guida per prepararsi alla nuova stagione culturale.

  • Impressionisti & Co.

I nomi sono di quelli che fanno venire la pelle d’oca. Monet, Rodin, van Gogh, Cézanne, Picasso, Kandinsky, Klee, Magritte, Mondrian. Maestri monetche sfilano nella monumentale mostra (ben 240 opere) dal titolo “Capolavori della modernità. Opere dalla collezione del Kunstmuseum Winterthur” che propone il Mart di Rovereto dal 19 settembre al 10 gennaio.

Sempre in tema di collezioni doc, Castel Sismondo a Rimini accoglie “Da Rembrandt a Gauguin a Picasso. L’incanto della pittura. Capolavori dal Museum of Fine Arts di Boston” dal 10 ottobre al 14 marzo, rassegna di 65 quadri dal Cinquecento al Novecento in trasferta per lavori in corso (la nuova ala progettata da Norman Foster aprirà nell’autunno 2010).

Ancora suggestioni europee le riserba Villa Manin a Passariano di Codroipo (Udine) che dal 26 settembre al 7 marzo riserba “L’età di Courbet e Monet. La diffusione del realismo e dell’impressionismo nell’Europa centrale e orientale”. Una sorta di viaggio nella genesi dell’impressionismo attraverso 120 opere con autori del calibro di Manet, Monet, Renoir, Pissarro, Degas, Cézanne fino a van Gogh, presente con tre preziose tele, la prima del periodo olandese e due scenari della Senna, provenienti dal Kröller-Müller Museum di Otterlo e dal Van Gogh Museum di Amsterdam.

E a rinvigorire le affinità elettive tra macchiaioli e impressionisti ecco l’omaggio a “Telemaco Signorini e la pittura in Europa” a Palazzo Zabarella a Padova dal 19 settembre al 31 gennaio. Oltre cento opere che indagano il rapporto tra l’artista toscano e i francesi, con prestiti illustri come “L’Absinthe” di Degas dal parigino Museo d’Orsay.

Ancora “italien de Paris”, dal 20 settembre al 10 gennaio al Palazzo dei Diamanti di Ferrara arriva “Boldini nella Parigi degli Impressionisti”, mostra che documenta il primo periodo parigino del pittore ferrarese, dal 1871 al 1886 quando fu soprattutto pittore di Parigi. Circa cento opere rievocano la vita pulsante della ville lumière.

  • A tutto Classico.

Quintessenza della bellezza, senza retorica. L’Ercole di Lisippo, la Venere Callipigia, l’Atlante Farnese, i Tirannicidi, e il monumentale Toro Farnese, solo alcuni esemplari tra più di 300 sculture che compongono la leggendaria Collezione Farnese che dal 18 settembre al 12 dicembre sarà presentata nel nuovo allestimento al Museo Archeologico di Napoli. Si tratta della monumentale collezione d’arte antica che fu trasferita da Roma nel Settecento a formare il primo nucleo del Real Museo Borbonico e qui sarà presentata con gruppo di marmi inediti riconosciuti grazie a ricerche sistematiche su documenti d’archivio e testimonianze grafiche.

Grandi suggestioni anche con “Roma. La pittura di un Impero” alle romane Scuderie del Quirinale dal 24 settembre al 17 gennaio. Un viaggio nella classe e nel virtuosismo della rappresentazione figurativa dell’Impero, dal I secolo a. C. al V d. C., raccontato con cento opere tra grandi affreschi, ritratti su legno e su vetro, decorazioni, fregi e vedute, provenienti dalle domus patrizie, dalle abitazioni e botteghe popolari dei più importanti siti archeologici e dai musei di tutto il mondo. E un allestimento firmato dal regista teatrale Luca Ronconi.

  • Geni maledetti.

caravaggio1Grande attesa per un duetto di “maledetti” dell’arte. Dal primo ottobre al 24 gennaio la Galleria Borghese di Roma celebra Caravaggio, in occasione del IV centenario dalla morte, affiancando ai suoi capolavori venti dipinti dell’estremo e tormentato Francis Bacon, di cui ricorre, invece, il centenario dalla nascita. Due personalità contorte che dell’arte hanno fatto il loro diario intimo di un’esistenza scalpitante. Due geni raccontati dall’accostamento inconsueto e inedito delle loro creazioni più visionarie e intense.

Spazio anche a Michelangelo protagonista dell’autunno romano con la mostra-evento ai Musei Capitolini, “Michelangelo Buonarroti architetto a Roma” da ottobre. Una selezione di disegni relativi ai progetti romani del grande artista. Chicca del percorso, ideato dalla Fondazione Casa Buonarroti in accordo con l’Associazione Culturale Metamorfosi, i numerosi studi di architettura che documentano l’attività di Michelangelo nella Capitale attraverso un percorso cronologico che va dalla giovanile passione per l’arte classica all’innovazione compositiva della maturità.

  • American Life.

Camere d’albergo, uffici di notte, scene che sembrano tratte da un romanzo di Raymond Chandler o James Ellroy, sullo sfondo di una città bella e maledetta che non perdona. Il pittore Edward Hopper (1882-1967), padre del realismo americano, invade Palazzo Reale a Milano dal 15 ottobre al 24 gennaio con una grande antologica senza precedenti in Italia (a Roma al Museo Fondazione Roma dal 16 febbraio al 13 giugno 2010) che comprende più di 160 opere, curata da Carter Foster, conservatore del Whitney Museum. Oli, acquerelli, disegni e stampe per ricostruire la carriera di Hopper in un percorso cronologico, dal soggiorno parigino fino alle scene dell’american life, di un realismo iper-reale ante litteram, tra paesaggi di provincia, praterie di frontiera fino agli antri cittadini, tutti infarciti di una soffocante tensione psicologica.

  • Assoli di contemporanea.

cameradeglisposi_palazzoducaleOrigami a Palazzo Ducale di Mantova. Li porta il raffinato Stefano Arienti dal 9 settembre al 6 gennaio. La sua è un’arte “In-Percettibile”, come cita il titolo, virtuoso manipolatore e incantatore di carte, corde, ciottoli cui restituisce una nuova fisionomia. Quindici installazioni camouflage, in parte inedite, offrono una nuova percezione del percorso museale a partire dal Cortile delle Otto Facce.

Al Palazzo Ducale di Genova arriva “Otto Hofmann. La poetica del Bauhaus” dal 16 ottobre al 14 gennaio. Nel centenario della storica scuola tedesca, val la pena approfondire la figura di un maestro dell’astrattismo, legato alla lezione di Klee e Kandinskij, versatile ed eclettico nella sua lunga carriera dagli anni 20 agli anni 90 tutta da riscoprire.

Al Palazzo delle Esposizioni di Roma dal 23 ottobre al 14 febbraio arriva Alexander Calder, l’inventore dei “mobile”, le sculture aeree, celebrato con una retrospettiva monumentale dai giovanili oli e wire sculptures (sculture costruite con il fil di ferro), fino ai bronzi degli anni Trenta, e alla scoperta dell’arte astratta e alla invenzione dei mobile e degli stabile.

Se il Castello di Rivoli ricorda Gianni Colombo, protagonista dell’arte cinetica internazionale con le sue mirabolanti strutture di luce e i suoi ambienti mobili (dal 16 settembre al 10 gennaio), al Marca di Catanzaro sbarca l’informale materico dello spagnolo Antoni Tàpies da novembre a marzo. A Napoli sfilano due maestri come Giulio Paolini al Museo archeologico dal 30 novembre e William Kentridge dal 14 novembre al Museo di Capodimente. A Roma, alla Fondazione Roma, omaggio a “Piero Dorazio. Le avventure della luce” dal 20 ottobre al 17 gennaio.

  • Archi-Star.

Lady and gentleman del decostruttivismo. L’anglo-irachena Zaha Hadid, dal 26 ottobre al primo marzo ospite d’onore della quarta edizione della Biennale internazionale di Architettura “Barbara Cappochin” a Palazzo della Ragione a Padova. E l’americano Frank O. Gehry alla Triennale di Milano dal 26 settembre al 10 gennaio. Per Zaha Hadid, la prima donna a vincere nel 2004 il Premio Pritzker, che equivale al Premio Nobel per l’architettura, una mostra personale concepita come una vera e propria grande installazione per raccontare i suoi progetti realizzati in tutto il mondo. Per Gehry, il creatore del Guggenheim di Bilbao, una rassegna che ripercorre i portentosi lavori degli ultimi dodici anni.

  • “Zeri” assoluti.

Una grande mostra tutta dedicata a Federico Zeri, illustre storico dell’arte, tra i più brillanti, infaticabili, arguti, simpatici e intelligenti. Dal 10 ottobre al 10 gennaio il Museo Civico Archeologico di Bologna accoglie “Dietro L’immagine. Opere d’arte e Fotografie” che ripercorre l’avventura intellettuale di Federico Zeri. Tre sezioni. Dipinti e sculture come “casi” esemplari da lui indagati (tra Lorenzetti, Sassetta, Bernini). La Fototeca Zeri – oggi patrimonio dell’Università di Bologna – considerata l’archivio fotografico privato sulla pittura italiana più grande del mondo. I suoi “luoghi”, monumenti di Roma e del Lazio testimoni del suo impegno per la tutela del patrimonio e del territorio italiano.

  • Corti d’oro.

castellovigevanoManifatture toscane e modelli orientali. Da questo incontro nasce “Lo stile degli Zar”, che viene raccontato nella bella mostra “Arte e moda tra Italia e Russia dal XIV e XVIII secolo” ospitata a Prato al Museo del Tessuto dal 19 settembre al 10 gennaio. Oltre 130 opere per un viaggio tra sete preziose e dipinti di grandi del tempo, come Tiziano, Paris Bordone, Domenico Parodi, Justus Suttermans, tra tesori tessili del Cremlino e paraventi italiani realizzati spesso su disegno di artisti, oreficerie e abiti della corte degli Zar, mai esposti prima in Italia.

Ancora fasti di corte evocati a Pavia al Castello Visconteo con la mostra “Da Velázquez a Murillo, il secolo d’oro della pittura spagnolo nelle collezioni dell’Ermitage”, dal 10 ottobre al 17 gennaio con 50 opere in gran parte inedite e mai esposte in Italia.

Al castello Visconteo di Vigevano arrivano “Gli Sforza, il Rinascimento, la città”, dal 3 ottobre al 31 gennaio, per indagare i legami nel territorio tra la signoria sforzesca e la figura di Leonardo da Vinci.

  • Arte e Natura.

Su una collina che domina la pianura tra Firenze e Pistoia si scopre La Fattoria di Celle famosa per aver costruito in vent’anni di attività l’imponente collezione d’arte ambientale con una settantina di installazioni permanenti di artisti internazionali. E dal 12 settembre arrivano due nuove opere “Cette Obscure Clarté qui tombe des étoiles” (“Questo Oscuro Chiarore che cade dalle stelle”) del tedesco Anselm Kiefer e “ExCelle” di Marco Tirelli.

E Palazzo Fabbroni a Pistoia celebra proprio la liaison tra arte e natura in Toscana, regione a più alto tasso di arte ambientale. Lo fa con una rassegna degli artisti più presenti sul territorio, tra Daniel Buren, Luciano Fabro, Joseph Kosuth, Jannis Kounellis, Sol Lewitt, Eliseo Mattiacci, Hidetoshi Nagasawa, Daniel Spoerri. E con una serie di sei itinerari nei luoghi ad hoc tra il padiglione di emodialisi dell’Ospedale di Pistoia, la stessa Fattoria di Celle, i Castelli di Ama e di Linari, i Comuni di Peccioli e di San Gimignano, il Parco di Carrara, Torre Luciana ed altre ancora.

Nell’alto Sud, in uno spicchio di maestosa e audace Basilicata apre il 5 settembre “ArtePollino”, il progetto che porta nel più grande parco nazionale d’Italia tre installazioni monumentali di Anish Kapoor, Giuseppe Penone e Carsten Höller. Rispettivamente, uno squarcio nella terra che corre per 45 metri, un “teatro” di alberi e pietre dalla forma circolare con un diametro di 125 metri e una vera e propria giostra da paese dei balocchi, capace di accogliere fino a ventiquattro persone per regalare con il suo andamento lento un panorama mozzafiato.

  • On the stage.

Tre eventi “cool” li regala il Romaeuropa Festival. Dal 30 settembre al 2 ottobre al Teatro Eliseo fa la sua incursione William Kentridge mirabolante artista visivo, virtuoso del video, con “Woyzeck on the Highveld” (testo di Georg Büchner), uno straordinario spettacolo di animazione costruito con la Handspring Puppet Company.

Dall’1 al 25 ottobre alla Gnam, sbarca nientemeno che “Retranslation. Final Unfinished Portrait (Francis Bacon)”, una monumentale installazione multimediale di William Forsythe e Peter Weltz, in omaggio al pittore irlandese, composta da tre schermi di tre metri e mezzo per cinque con cornice in alluminio, altoparlanti vicini agli schermi e non visibili, l’incompiuto ritratto di Francis Bacon o una sua copia a grandezza naturale (1,98 X 1,46 metri), due lastre di vetro, uno spazio tra i 400 e i 500 metri quadrati.

Dal 28 ottobre al 14 febbraio è la volta di Jan Fabre, l’artista belga tra i più versatili e un pizzico irriverenti della scena contemporanea, che torna a Roma con “Le temps emprunté” (Museo Carlo Bilotti), una mostra che ne ripercorre la carriera di artista performativo attraverso i suoi schizzi e le opere di dieci grandi fotografi, da Robert Mapplethorpe a Helmut Newton. In contemporanea, “Orgy of Tolerance” il suo ultimo lavoro, sorprendente, graffiante e pieno d’ironia (Teatro Olimpico).

  • Scherzi d’arte.

Omaggio all’inganno ottico nell’arte. A Palazzo Strozzi di Firenze va in scena dal 16 ottobre al 24 gennaio “Inganni ad arte. Meraviglie del trompemuseivaticanil’oeil dall’antichità al contemporaneo”, la prima mostra sulla storia della tecnica che rappresenta l’eterna sfida tra realtà e simulazione, attraverso 120 opere di pittura, scultura e arti applicate provenienti da diversi musei e collezioni. Ne sono maestri Tiziano, Velázquez e Mantegna, Tiepolo, Tintoretto, Turrell, ma anche Pistoletto.

  • Notti bianche ai Musei Vaticani.

Dopo l’exploit di luglio, i Musei Vaticani riaprono di notte tutti i venerdì di settembre (4, 11, 18, 25) e di ottobre (2, 9, 16, 23, 30), dalle ore 19 alle ore 23, a offrire un’inedita serata con Michelangelo, tra i tormenti del “Giudizio universale” e l’estasi della “Creazione del primo uomo”, con la grazia di Raffaello e i suoi capolavori nelle stanze di papa Giulio II, magari lasciandosi sedurre dall’Apollo del Belvedere e gustandosi la parata delle Gallerie della Biblioteca Apostolica con affreschi, stucchi e arredi d’epoca. Peccato solo che rimanga off limits la restaurata Cappella Paolina, ultima impresa pittorica di Michelangelo. Solo su prenotazione.

da LA REPUBBLICA