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Il caso della morte del ristoratore Mirco Zampieri a Buenos Aires : riaperta inchiesta per omicidio

Il sospetto suicidio dell’imprenditore
Ora la procura apre un’inchiesta: omicidio
Mirco Zampieri, 61 anni, una vita all’Harry’s Bar di Venezia e New York. In Argentina aveva 6 ristoranti e un pastificio

di Alessandro Fulloni

buenos_aires_ristoratoreLa giustizia di Buenos Aires sta indagando sul presunto suicidio, lo scorso gennaio, di Mirco Zampieri, 61 anni, noto imprenditore italiano del settore ristorazione, conosciuto per aver diretto numerosi locali d’alta classe, tra cui l’Harry’s Bar di Venezia e altri locali a New York, tutti di proprietà di uno dei miti della gastronomia tricolore, Arrigo Cipriani.

L’ultimo (sempre della stessa prestigiosa catena italiana) è stato a Buenos Aires, dove peraltro l’uomo aveva deciso di stabilirsi definitivamente da qualche anno dove aveva aperto un pastificio e sei ristoranti. Tutti locali elegantissimi, che in qualche modo ricordavano i fasti passati della «Dolce vita». In precedenza era a lungo stato accanto a Cipriani, prima chef, poi sempre più su, apprezzato al punto da affidargli la direzione delle nuove avventure imprenditoriali all’estero.

Mirco Zampieri, 61 anni,trovato morto il 4 gennaio. Inizialmente si era pensato ad un suicidio. Ora l’inchiesta ipotizza l’omicidioMirco Zampieri, 61 anni,trovato morto il 4 gennaio. Inizialmente si era pensato ad un suicidio. Ora l’inchiesta ipotizza l’omicidio

A riferire del nuovo avvio dell’inchiesta sono fonti giudiziarie di argentine, precisando che potrebbe in realtà trattarsi di un omicidio. Zampieri, che aveva 61 anni ed era nato a Venezia, è stato trovato morto con un colpo d’arma da fuoco alla testa il 4 gennaio nell’appartamento dove aveva abitato fino a qualche giorno prima, in pieno centro a Buenos Aires, affermano le fonti giudiziarie citate dal quotidiano La Nacion.

Il procuratore Martin Lopez Perrando sta portando avanti un’ inchiesta sulla base di una serie di elementi che smentirebbero la possibilità di un suicidio. La custodia della pistola che aveva in mano l’imprenditore è stata infatti trovata sotto il corpo dello stesso Zampieri, affermano le fonti, precisando che l’esplosione del colpo non è stato ascoltato da nessuno: «Fatto strano, visto che la pistola era una potente calibro 380», ricordano le fonti.

Non solo. All’Harry’s Bar di Venezia (contattato dal Corriere) ricordano che Zampieri era mancino mentre il foro d’ingresso della pallottola sarebbe sulla parte destra del corpo. «Assurdo», è il commento lapidario di un dipendente di Cipriani, ancora commosso per la morte del suo ex collega.

«Nella dichiarazione resa dalla moglie, Flavia Giua, non era chiaro se il marito attraversava problemi economici…oppure se aveva ricevuto minacce di morte», afferma inoltre La Nacion.

da corriere.it

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