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Anterivo Alto Adige il sentiero motivazionale del respiro per smettere di fumare ispirato a Prochaska

In Alto Adige il paese che respira
Inaugurato ad Anterivo un «sentiero motivazionale»
per trovare nella natura gli stimoli per smettere di fumare

«Tutti possono cambiare. Ma quello che importa non è chi uno è, ma quello che fa e quando lo fa». Il pensiero dello psicologo statunitense James Prochaska e il suo «approccio comportamentale transteoretico» hanno preso corpo tra gli immensi boschi di larice di Anterivo. Ci sono voluti 18 mesi ma in occasione della Giornata mondiale senza tabacco, le autorità e gli abitanti di questo paesino da fiaba, adagiato su una terrazza naturale esposta a Sud a 1.200 metri di altitudine in provincia di Bolzano, hanno inaugurato il loro «sentiero motivazionale del respiro» per smettere di fumare, ispirato proprio alle cinque fasi del modello di Prochaska. È il primo esperimento del genere in Italia, dove i programmi per la cessazione del tabagismo sono tanti e validi ma non contemplano iniziative «sul campo». È stato realizzato nel contesto del progetto «Anterivo, un paese senza fumo», lanciato nel 2010 da Antonio Triani, medico specialista del Servizio Pneumologico dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige, con il sostegno dell’Assessorato alla Sanità e del Corpo forestale.
LA SCELTA DEL LUOGO – In Alto Adige fuma il 23,9% degli uomini ed il 18,9% delle donne (dati 2005). Una percentuale che, in modo proporzionale, è riscontrabile anche nel Comune di Anterivo dove 1 persona su 5 fa abitualmente uso di tabacco. La scelta del luogo dove realizzare questo progetto non è dunque caduta a caso sulla micro-realtà di un paese che, oltre a rappresentare una buona corrispondenza numerica, si presta particolarmente bene all’intento dell’iniziativa: offrire dei percorsi naturalistici che siano un incentivo a liberarsi dalla dipendenza da tabacco. Natura, salute, comunità, relazione, terra, acqua, luce, aria sono dunque i principi che hanno dato ai promotori di «Anterivo, un paese senza fumo» lo spunto per coniugare natura e salute stimolando la partecipazione di una comunità che, ispirandosi alle ricchezze ambientali che le appartengono, si è resa da subito disponibile allo sviluppo di un’esperienza così unica nel suo genere. Non è stato semplicissimo, come racconta il «burgmeister» Hartwig Lochmann, un cinquantenne di professione portalettere, a capo di una giunta tutta Svp (Südtiroler Volkspartei). «Abbiamo lavorato molto e non sono mancate le critiche. Qualcuno ha avuto da ridire sui 10 mila euro spesi per il progetto, ma sono convinto che sia una grande opportunità. Dal punto di vista delle salute dei cittadini, perché già un 30% di quelli che fumavano hanno smesso. E poi non è escluso che possa portare anche qualche turista in più. All’inaugurazione di oggi, ad esempio, erano presenti un centinaio di persone e davvero non mi aspettavo di trovare fra loro due abitanti di Brindisi venuti apposta perché avevano saputo del progetto».

IL SENTIERO DEL RESPIRO – Il «sentiero motivazionale del respiro» si compone di 6 distinte stazioni tematiche appositamente create in un’area boschiva situata ai margini dell’abitato di Anterivo e si inserisce nel progetto come strumento ricreativo e terapeutico. Si tratta di un ambiente dove il visitatore riceve messaggi utili per riconoscere e modificare un proprio comportamento. La disassuefazione da fumo di tabacco viene riletta in chiave simbolica ed olistica rifacendosi al modello di Prochaska secondo il quale il cambiamento è un processo graduale che, attraverso specifici stadi, dovrebbero indurre ad una serena introspezione e quindi alla volontà di cambiare. «Rispetto alle cinque fasi di Prochaska (precontemplazione, contemplazione, programmazione, avvio dell’azione e mantenimento) – spiega Antonio Triani -, abbiamo inventato un passaggio in più: il rinforzo dell’azione, che secondo noi può dare maggiore valenza alle cose che uno riesce a fare per se stesso La mia proposta era di offrire in modo volontario e spassionato qualcosa che potesse essere pregnante più delle parole o di quanto si possa ottenere con i farmaci e il counselling psicologico. Siamo andati al di là della solita esperienza di comunità, tipo la biciclettata antifumo oppure la giornata di comunità per cui festeggiamo e non fumiamo. Lasciamo qualcosa che viene rielaborata sia dai cittadini, sia dalle persone che visiteranno occasionalmente o di proposito questo luogo».

GLI OBIETTIVI DEL PROGETTO – Obiettivo principale del progetto è quello di aumentare il numero di persone che riescano a smettere di fumare (cura) e, di conseguenza, ridurre il numero di giovani che potrebbero iniziare a fumare (prevenzione). «L’intento è inoltre quello di sviluppare una “rete” di conoscenze ed esperienze intese come relazioni sociali tra culture diverse – spiegano gli autori dell’iniziativa – nonché generare un forte rapporto di collaborazione tra figure professionali multidisciplinari – medici e pediatri di base, volontari di varie associazioni, personale delle scuole, educatori, collaboratori e collaboratrici del Servizio pneumologico aziendale – consapevoli che per raggiungere un obiettivo importante di salute è necessario sviluppare una “cultura collettiva” capace di sostenere e far condividere logiche, valori e prospettive comuni». Ma soprattutto, il progetto dovrebbe essere esportabile in qualunque contesto. «Sono cose fattibili anche in altre realtà – aggiunge Triani – negli spazi dove ci muoviamo solitamente. Non vogliamo essere architetti o messaggeri di nuovi modelli di abitare o di convivere però attraverso questi messaggi, modificando alcune cose dell’ambiente che ci circonda possiamo anche modificare i comportamenti. Abbiamo presentato questo progetto a un gruppo di esperti dei “Luoghi di prevenzione” di Reggio Emilia (centro di Didattica multimediale per la promozione della salute la cui gestione è affidata a Lega contro i Tumori – Onlus di Reggio Emilia, Azienda Usl di Reggio Emilia, Comune di Reggio Emilia e Provincia di Reggio Emilia con il supporto tecnico dell’Istituto Oncologico Romagnolo, ndr). Hanno apprezzato il fatto che per la prima volta si fa qualcosa di fisico e inoltre che sia stato modificato il percorso motivazionale di Prochaska. Verranno a visitarlo, come faranno anche i responsabili dei servizi antitabagismo di altre Regioni».

LE FASI DELL’INIZIATIVA – Partito nel 2010 con un’indagine preliminare sulle abitudini personali e sull’approccio individuale rispetto al tabagismo di un campione di cittadini di Anterivo, il progetto si è articolato in diverse fasi che, nel tempo, hanno visto la realizzazione di campagne informative e di sensibilizzazione, il coinvolgimento delle strutture scolastiche, la promozione di iniziative di marketing sociale e di formazione sia di operatori socio-sanitari che di volontari ed infine l’individuazione di aree «protette» contrassegnate da cartelli realizzati dagli studenti delle scuole di Anterivo che invitano, appunto, a non fumare. Il «sentiero motivazionale» è dunque solo la punta di un iceberg fatto di impegno e dedizione di un gruppo di attori eterogeneo ma compatto per quanto riguarda il risultato da raggiungere: creare un luogo dove sia nuovamente possibile respirare al ritmo della natura. «Credo che questo messaggio lo abbiano capito anche i bambini», sottolinea il sindaco Lochmann . Unico «cruccio», per lui, non essere riuscito ancora a far smettere sua figlia Heika, di 23 anni : «Ma non sono mai riuscito a convincere nessuno, nemmeno il mio migliore amico che sta in Val Gardena – si schermisce -. Mia figlia continua a fumare solo tre o quattro sigarette e io continuo a dirle che non le fa bene. Le dico fai pure tu, hai la libertà ma sono soldi e salute buttati via».

Ruggiero Corcella da repubblica.it

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