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America’s Cup a Venezia tutto esaurito video

America’s Cup, a Venezia un «tutto esaurito» a 5 stelle

Quanto può valere una tappa delle World Series della America’s Cup, la più antica competizione velistica mondiale, se la si disputa in laguna a Venezia?
I cugini partenopei, con la tappa disputata ad aprile a Napoli, hanno già dimostrato che portare la Coppa America in Italia è un affare da milioni, figuriamoci se sullo sfondo ci sono Piazza San Marco e il bacino di mare più famoso al mondo.

Ma la sfida che va in scena dal 12 al 20 maggio tra i campi di regata di Venezia e del Lido va ben oltre la semplice, seppur prestigiosa, gara sportiva. È l’occasione per dimostrare al mondo che Venezia non è solo quella Disneyland per turisti di massa incapace di rinnovarsi e avviata ad un lento ma inesorabile declino; piuttosto è una città viva in grado di costruire anche con un budget estremamente risicato (5,8 milioni di euro, tutti provenienti da privati) un evento di portata mondiale come la Coppa America, che non manca certo di complessità negli aspetti logistici e organizzativi.

Alberghi al completo: picchi di 600 euro a notte
Il tutto con una ricaduta di decine e decine di milioni per l’indotto. In città le presenze sono date in crescita del 4% in concomitanza con le regate della America’s Cup (dati Ciset), il che è tutto dire se si considera il fatto che maggio è già uno dei mesi clou per il turismo cittadino.

A Venezia gli alberghi sono al completo (con picchi di 5/600 euro a notte per una camera standard) e si registra il quasi esaurito anche per le strutture ricettive extra-alberghiere. «Un’iniziativa ottima – commenta Claudio Scarpa, Direttore dell’Ava (l’Associazione Veneziana Albergatori) – perché promuove la città presso un segmento di mercato che è di poco impatto ma ad alta capacità di spesa».

Terminal e parcheggi già tutti esauriti e alberghi gremiti e anche in terraferma e nell’area padovana e trevigiana. «L’America’s Cup è un segnale che ce la possiamo fare: la crescita si gioca anche sui grandi eventi. In un periodo di crisi, in cui tutti siamo chiamati a sacrifici al limite dell’umana sopportazione, di questo segnale dobbiamo fare tesoro e volare alto perché investimenti come questo non si concentrano solo sul luogo in cui nascono ma portano benefici a tutti nel raggio di diverse decine di chilometri» dice Marco Michielli, Presidente di Federalberghi Veneto.

Insomma un turismo diverso, di lusso e sostenibile, non l’assalto del mordi-e-fuggi. Ci hanno creduto prima di tutto le imprese che hanno costituito il comitato organizzatore della manifestazione, significatico fin dal nome: “VivereVenezia”.

Ancor più eloquenti i nomi dei componenti: oltre al Comune, un team di aziende private come la Mantovani, Thetis, EstCapital Group, Grandi Lavori Fincosit e la Società Italiana Condotte d’Acqua, affiancate da una serie di partecipate del Comune di Venezia per i servizi.
«Sono imprenditori che operano in Venezia col loro business ma che hanno voluto investire anche in questa sfida sportiva – spiega il sindaco Giorgio Orsoni – perché credono nelle potenzialità di questa città e hanno voluto mostrare la loro fidelizzazione. Abbiamo portato la nautica tecnologicamente più avanzata nel luogo in cui nei secoli sono state costruite imbarcazioni all’avanguardia sui tempi».

In effetti uno dei meriti di questo grande evento, fortissimamente voluto dall’amministrazione comunale, sarà quello di mostrare al pubblico una Venezia meno conosciuta, a cominciare proprio dall’Arsenale, solitamente off-limits, dove è stato istituito il Village di America’s Cup e la base operativa dei sette Team sportivi, con la possibilità per il pubblico di andare a vedere da vicino gli splendidi catamarani AC 45 che gareggeranno.

Per l’occasione sono state aperte e sistemate alcune delle “Tese”, i capannoni dove un tempo si costruivano le varie parti delle navi veneziane: un ritorno alla vera vocazione della città, legata indissolubilmente al mare.

Intanto va a gonfie vele anche la vendita dei biglietti per assistere alle regate: chi non vuole starsene lungo le rive e cerca postazioni privilegiate per seguire le sfide dei catamarani potrà contare su circa 300 posti a pagamento su due motonavi messe a disposizione da Actv, l’azienda trasporti cittadina, oppure acquistare il biglietto per la mega tribuna galleggiate (circa 600 posti) allestita davanti all’isola di San Giorgio per seguire le gare in bacino S. Marco, mentre i possessori di barca che fino ad oggi si sono accreditati per vedere le gare dall’acqua sono già 1.600.

Prove tecniche di successo insomma per essere pronti a sostenere il peso di altre candidature internazionali, prima tra tutte quella di Venezia Capitale della Cultura 2019: un obiettivo a cui credono sempre più persone.

di Silva Menetto da ilsole24ore.it

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