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Alpe di Siusi : vacanze e cucina

Vacanze Alpe di Siusi

alpe_siusi_vacanze_cucina1Nell’area vacanze Alpe di Siusi (Alto Adige/Südtirol) gli incontri con le delikatessen locali sono assicurati. Una grande distesa di prati e pascoli, dove, in un silenzio magico, si incontrano foreste e baite, malghe e stradine, circondate dai picchi rocciosi delle Dolomiti: tutto questo è l’Alpe di Siusi in estate.

Con la sua cinquantina di chilometri quadrati di estensione l’Alpe è il più vasto altopiano d’Europa: immancabili, quindi, anche nella bella stagione, le passeggiate nel verde, le escursioni tra sentieri e boschi, i trekking più o meno impegnativi. Ma l’area vacanze Alpe di Siusi è anche un piccolo eden per golosi e gourmet e tagliata su misura per loro c’è l’offerta vacanze “Delizie autoctone – cultura culinaria dell’area vacanze Alpe di Siusi” che dura ininterrottamente dal 26 maggio fino al 27ottobre 2013. Ricco, curioso e soprattutto gustoso il paniere degli appuntamenti: si visita una distilleria per scoprire come nascono grappe e acqueviti, si impara tutto sui caffè Arabica e Robusta, si vive da vicino la cultura rurale in un museo contadino ospitato in un maso del ‘600… Ma andiamo con ordine: la vacanza golosa (di tre o quattro notti, a scelta) inizia il giovedì o la domenica con un benvenuto dell’Alpe.

Si tratta di un cestino di prelibatezze locali: una confezione di Caffè Arabica di Caroma, un distillato griffato Plunhof, la birra della birreria Antonius, lo “Schüttelbrot” (il pane croccante originale di Fiè allo Sciliar), una bottiglia di vino della Cantina Gumphof e le erbe officinali del maso Pflegerhof. Poi iniziano le visite gourmand. Ecco, per esempio, il tour nella Torrefazione Caroma di Fiè allo Sciliar: a fare da guida è Valentin Hofer, il primo sommelier italiano del caffè, che racconta tutto sui metodi di raccolta dei preziosi chicchi e sui diversi tipi di preparazione e, poi, fa degustare le sue miscele di Arabica e Robusta, torrefatte lentamente e raffreddate all’aria.

Poi è la volta della Distilleria Plunhof dove in lucidi alambicchi di rame Florian Rabanser distilla le sue vinacce per ricavarne grappe e acqueviti profumate che poi affina in botti di quercia e di ciliegio. Da provare, assolutamente, il Dol-Gin,il primo gin prodotto in Alto Adige che contiene solo ingredienti locali (l’unica eccezione è il limone). E infine ci si sposta a S. Osvaldo nel comune di Castelrotto per visitare il museo del Maso Tschötscherhof, con cimeli e ricordi delle tradizioni contadine altoatesine,dagli attrezzi usati per i lavori nei campi agli oggetti di uso quotidiano agli arredi delle case. Finita la visita ci si delizia con un tradizionale “Bauernholbmittog”, vale a dire una degustazione di ruspanti piatti contadini.

da chefdicucinamagazine.com

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