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Allarme la Costa Concordia sta affondando

Concordia, Costa lancia l’allarme: «Fare presto, la nave affonda»
Lo scafo si deforma, la prua è sprofondata di 91 centimetri. La società armatrice chiede a governo ed enti di accelerare al massimo il piano di recupero del relitto –
ROMA. Pochi mesi e la Costa Concordia si inabisserà. Per questo bisogna agire in fretta. Perché «l’integrità strutturale del relitto è minacciata». Lo scafo coricato su un fianco si sta «progressivamente deformando» e il rischio che si inabissi per sempre – in assenza di un intervento umano – è più che concreto. Entro quanto?
«Probabilisticamente entro un anno» dal naufragio, si legge nella relazione ambientale preparata da Costa Crociere in merito alle operazioni di recupero della nave naufragata sulle secche dell’Isola del Giglio nella notte del 13 gennaio scorso.
Le 148 pagine dello studio preparato da Costa il 7 maggio scorso, raccontano molto sui possibili scenari che potrebbero verificarsi. La relazione innanzitutto conferma, punto per punto, quanto anticipato in questi mesi dal nostro giornale circa la stabilità e le condizioni del relitto, le fratture apertesi nei due speroni di roccia che sostengono la nave a poppa e a prua e i rischi di uno scivolamento verso un fondale che scende repentino fino a cento metri.
Anche il monitoraggio degli spostamenti conferma che la Il momento più critico sarà quello del raddrizzamento, cioè quando la nave (attraverso una rete di tiranti e di pali piantati sul fondale di granito e sulla costa) verrà rialzata e poggiata su una piattaforma subacquea collocata sotto la chiglia. Per allora sarà stato messo a punto un piano ad hoc per fronteggiare eventuali emergenze.

di Natalia Andreani da Iltirreno.it

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