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A Roma Eataly

L’Eataly più grande del mondo
brinda con l’acqua nei calici

23ristorantini specializzati in pasta, pesce, carne, fritti romani. Le trattorie romane si alterneranno in uno spazio dedicato La vendita Eataly metterà in vendita prodotti alimentari di ogni genere in aree simili a quelle di un “supermercato” di qualità

Una Disneyland del cibo, del buon cibo, dove in quattro piani ci sono prodotti, ristoranti, angoli dell’aperitivo, sale conferenze per parlare, ovviamente, ancora, di cibo. Ecco Eataly – nato dall’incontro tra il patron Oscar Farinetti e il fondatore di Slow Food, Carlo Petrini alla conquista della Capitale con il suo più grande spazio (17 mila metri quadri) tra i 19 presenti nel mondo. Una casa gourmet recuperata nell’ex Air Terminal Ostiense costruito (e abbandonato) per i Mondiali del 1990.

Seicento i posti auto nel parcheggio per la folla di buongustai che si prevede arriverà dal 21 giugno, giorno dell’apertura al pubblico. Ieri visita per «vip» tenuti a digiuno, per loro sola acqua, in modo da devolvere ai terremotati il budget del buffet.

Tenuti a stecchetto il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, quello dell’Agricoltura, Mario Catania, il responsabile dello Sviluppo e c o n o m i c o , Corrado Passera, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, e quello della Regione Lazio, Renata Polverini, e don Ciotti. Solo a entrare viene fame con tutte le specialità, 14 mila, dei diversi territori in mostra e in vendita. Ci sono anche i prodotti di Libera. E poi ristoranti, 23, specializzati in pasta, pesce, carne, fritti romani. Ogni mese una trattoria romana doc si alternerà in uno spazio dedicato. E poi ci sono i corner dove si vede nascere il cibo. Come la fabbrica della birra, il forno a legna, il mozzarella show, il pastificio, il cioccolatificio con le creme gianduia. I costi? Dai 3 euro dei chioschi ai 100 euro del ristorante Italia.

«Oggi inauguriamo un vero modello», ha detto il sindaco Gianni Alemanno. «Dire no al consumismo significa dire di sì alla qualità del consumo, che fa bellezza, territorio e qualità vera».

Al sindaco, Carlin Petrini promette che Eataly sarà per Roma una «olimpiade permanente». Poi una riflessione amaro-ironica: «Nel giorno in cui un cuneese, Oscar Farinetti, apre il più grande Eataly del mondo, quello di Roma, un altro cuneese, Flavio Briatore, chiude il Billionaire. Mi chiedo, commenta Petrini, quale sia la notizia migliore».

Il meglio dell’agroalimentare. Il meglio del gusto con una squadra di ristoratori scelta nelle vette delle classifiche stilate dai critici di cucina. Ci sono i panini di Alessandro Frassica di Firenze, le piadine dei fratelli Maioli di Cervia, i gelati Lait di Ugo Alciati da Asti, la friggitoria Torrente di Cetara, la mozzarella di Roberto Battaglia di Caserta. E la lista è troppo lunga.

La corsa di Eataly passa dalla Capitale e va oltre, nei prossimi tre anni il programma è di «unire» nel gusto l’Italia aprendo a Bari, Piacenza, Milano, Firenze e Verona. E poi all’estero: Chicago, Los Angeles, San Paolo, Toronto. Chi si sazia è perduto.

MARIA CORBI da lastampa.it

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