2014 inizia una era glaciale? La Corrente del Golfo sta rallentando

di | Giugno 17, 2014

glaciazioneLa Circolazione meridionale Atlantica (Atlantic Meridional Overturning Circulation o AMOC), una delle principali correnti oceaniche mondiali da cui dipende anche la Corrente del Golfo, sta rallentando, un fenomeno che secondo alcuni esperti potrebbe portare a una glaciazione in tempi relativamente rapidi. Lo afferma uno studio del National Oceanography Centre di Southampton pubblicato dalla rivista Ocean Science. Lo studio si basa sull’osservazione continua della corrente all’altezza del ventiseiesimo parallelo Nord a partire dall’aprile 2004 all’ottobre 2012 ottenuta combinando le misure di diversi sensori, compresi quelli sottomarini lungo il percorso della Corrente del Golfo. Nei secondi quattro anni del periodo, scrivono gli autori, la Amoc e’ risultata piu’ lenta di 2,7 milioni di metri cubi al secondo, mentre per la Corrente del Golfo la riduzione e’ stata di 0,5 milioni di metri cubi al secondo.

A causare il fenomeno, secondo alcuni ricercatori, potrebbe essere paradossalmente il riscaldamento globale, con lo scioglimento dell’Artico che si ripercuote su tutto il sistema delle correnti oceaniche. Le conseguenze, spiega il climatologo Vincenzo Ferrara (Enea) sul suo profilo Facebook, potrebbero essere disastrose. “Arriva la conferma che la Corrente del Golfo e’ in fase di rallentamento – commenta Ferrara – Questo significa che aumenta il rischio di un nuovo stadiale come lo “Youger Dries” cioe’ di un cambiamento improvviso del clima verso una glaciazione millenaria del nord Europa e di parte dell’emisfero nord. Come dire: glaciazione per eccessiva velocita’ di riscaldamento”. Lo scenario, simile al film ‘The Day After Tomorrow’, non e’ comunque immediato secondo l’esperto. “La eventuale glaciazione non riguarda noi, il processo e’ lento rispetto alla vita umana, ma molto rapido rispetto ai normali tempi (geologici) del pianeta – precisa Ferrara -. Ti ricordi il film ‘The day after tomorrow’. Quel film era molto velocizzato: il tutto accadeva nel giro di qualche settimana, invece che nel giro di almeno un centinaio di anni. Ma la sostanza e’ piu’ o meno quella”.

L’Europa si raffredderrà e un raffreddamento della portata di 2-3°C in pochi anni potrebbe avere conseguenze ben più gravi del grado di riscaldamento che abbiamo sperimentato dall’uscita della piccola era glaciale. Lo sostiene il professorAbdussamatov ripreso da MeteoLive.it,  il quale ribadisce, a sostegno della sua teoria, che, a causa della forte attività solare, tutti i pianeti del sistema solare hanno subito un aumento della temperatura in questi ultimi anni, anche ben più rilevanti che sulla Terra, come avvenuto su Giove e Marte, dove l’aumento della temperatura è indicato anche dalla forte diminuzione delle calotte polari. Anche nei pianeti più lontani come Urano, Nettuno e Plutone si constatano aumenti di temperatura, ma ora tutto cambierà: il sole è entrato in fase di relativa “quiete”, il ciclo solare 24, dopo un ultimo sussulto, terminerà con pochissime macchie, il 25 sarà trascurabile.

Secondo Abdussamatov altri fattori, rispetto all’aumento della concentrazione di CO2 e metano in atmosfera sembrerebbero quindi influenzare l’aumento della temperatura sulla Terra, in primis il Sole, ma anche le variazioni di quantità della polvere interstellare che filtra i raggi solari. Entro pochi mesi il sole si avvierà verso una fase di ulteriore “dormienza”, caratterizzata da pochissime macchie solari. Secondo Abdussamatov il clima del nord Europa, compreso quello del Regno Unito, entro pochi anni diverrà gelido, con inverni simili a quelli siberiani, in estate ci saranno molte inondazioni nel Regno Unito e praticamente l’estate non sarà più vissuta come stagione a nord di Berlino. L’Europa meridionale subirà un cambiamento meno drammatico, ma certamente rilevante, con freddo e neve a più riprese in inverno e alterazione del clima anche delle altre stagioni, con l’estate che potrebbe diventare particolarmente piovosa e ricca di episodi temporaleschi anche gravi. La fase critica del raffreddamento si vivrà entro il 2050, poi le temperature, complice un aumento dell’attività solare, tornerebbero a salire progressivamente, ma sarà difficile tornare alle temperature attuali prima del 2070.

da affaritaliani

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