Archive for January, 2010
Turismo i 31 posti da visitare per il New York Times
Dove andare nel 2010: 31 luoghi scelti dal New York Times
Il prestigioso quotidiano statunitense consiglia le destinazioni al top in giro per il mondo. Dalla street art ai pellegrinaggi yoga. E per l’Italia, il Gargano
Destinazioni al topShangai si prepara all’Expo 2010. Attesi 70 milioni di visitatori
Ci sono 31 luoghi nel mondo che vale la pena visitare nel 2010. A dirlo è il più autorevole quotidiano statunitense, il New York Times, che ha stilato un elenco delle mete più alla moda. Grandi classici e nuove mete, destinazioni note e inconsuete, dal Nepal gay friendly ai pellegrinaggi yoga di Mysore. Si può stare certi che, per le prossime vacanze, le idee non mancheranno.
1. SRI LANKA: LO ZOO TROPICALE – Dopo 25 anni di guerra civile, lo Sri Lanka, l’isola-giardino al largo della costa indiana, può finalmente richiamare i turisti e mostrare al mondo i suoi tesori. In questo zoo tropicale en plein air, dove le spiagge hanno sabbia che sembra farina e gli elefanti girano indisturbati, il massimo è Nilaveli Beach, nel nord Tamil. Anche se restano i checkpoint militari a ricordare una ferita recente, per raggiungere la spiaggia sta per essere inaugurato il nuovo aeroporto di Matara che renderà più facile l’accesso alla costa vicino a Galle. Questo delizioso villaggio, decimato dallo tsunami del 2004, oggi pullula di guesthouse e boutique hotel. Qualche esempio? Il Sun House, dal décor coloniale, sembra fatto apposta per la Regina d’Inghilterra (www.thesunhouse.com).
2. PATAGONIA: VINOTERAPIA IN ARGENTINA – Dieci anni fa, un gruppo di avventurieri amanti del vino ha scoperto un angolo fertile in Patagonia, a San Patricio del Chanar. Dai vigneti sono nati Merlot, Cabernet e Pinot nero di qualità. Per gustarli basta andare alla Bodega del Fin del Mundo (www.bodegadelfindelmundo.com), o, non lontano, all’Enoteca Valle Perdido (www.valleperdido.com.ar). Oltre alle degustazioni, ci sono 18 camere e una spa con trattamenti a base di vino.
3. SEOUL: LA CAPITALE DEL DESIGN – Dimenticate Tokyo. Nel 2010 i design-addicted vanno a Seoul. La capitale coreana fa concorrenza a Milano e New York: quest’anno è stata eletta World Design Capital (wdc2010.seoul.go.kr) e, dal 17 settembre al 17 ottobre, ospiterà anche la terza edizione della Seoul Design Fair. Un appuntamento che l’anno scorso ha richiamato quasi tre milioni di visitatori.
4. MYSORE: IN INDIA ALLA RICERCA DELLA FELICITÀ – Oltre oceano, è lì che sta la felicità. Chi è in cerca della propria spiritualità può andare Mysore, la città dei palazzi nel sud dell’India. Il pelligrinaggio yogi segue gli insegnamenti del maestro yoga Krishna Pattabhi Jois, morto nel 2009 a 94 anni. La sua scuola, l’Ashtanga Yoga Research Institute, è ora nelle mani del nipote: il training dura circa un mese (www.kpjayi.org). Una moda, quella dei viaggi-meditazione, che sta contagiando molti. Basta saper scegliere la giusta via per raggiungere lo stato di coscienza superiore.
5. COPENAGHEN: GREEN REVOLUTION – Il summit sul clima dello scorso dicembre è stato deludente ma la capitale danese si è riconfermata una delle città più verdi ed ecosostenibili d’Europa. Protagonisti della “green revolution” sono i chilometri di piste ciclabili che attraversano ogni arteria cittadina, bici a noleggio gratuito e i biker che qui fanno tendenza (vedi copenhagencyclechic.com). Ma non è tutto. A Copenaghen adesso si punta anche sulla riqualificazione di aree urbane e Norrebro ne è un esempio. Quartiere un tempo malfamato, oggi è uno dei ritrovi alla moda per giovani, studenti e intelletuali che si danno appuntamento nella piazza di Sankt Hans Torv. Dove i locali restano aperti fino all’alba.
6. KOH KOOD: L’ISOLA DEI MODERNI ROBINSON CROSUE – La nuova Thailandia di lusso si trova a Koh Kood, nelle isole Trat. Destinazione poco frequentata a causa degli scarsi collegamenti e delle tensioni nella vicina Cambogia, ora può contare su voli diretti e resort paradisiaci. Uno su tutti, il Soneva Kiri del brand Six Senses: 42 ville-boungalow per sentirsi come Robinson Crosue. Senza, però, farsi mancare nulla.
7. DAMASCO: L’HOTELLERIE SIRIANA – Damasco ha capito che i turisti possono essere una miniera d’oro. Prendendo esempio dalla ristrutturazione dei Riad di Marrakesh, l’hotellerie della città dichiarata “perla della Siria” prova a rifarsi il look riportando all’antico splendore i palazzi fatiscenti del centro storico. Dal restyling sono nati così i boutique hotel Old Vine (www.oldvinehotel.com) e Hanania (www.hanania.com). Tra palmeti sui tetti e cortili lussureggianti, il soggiorno è da pascià.
8. CESME: MARE DI TURCHIA – Prossima fermata, Cesme, Turchia. Quest’angolo intatto di costa egea, un tempo sonnolento villaggio di pescatori, sta emergendo come nuova metavacanziera. Fulcro del rinnovato interesse è la spiaggia Alacati che, la scorsa estate, ha ospitato la World cup del Professional Windsurfer Association Slalom. Si attende con trepidazione la primavera 2010, quando sarà terminato l’hotel Nars Alacati. Che già promette di diventare il luogo d’incontro per il fine settimana preferito dallo Smart-set di Istanbul (www.nars.com.tr).
9. ANTARTIDE: GHIACCI A RISCHIO – Questo potrebbe essere l’ultimo anno per andare in Antartide. A limitare il turismo che, negli ultimi anni, ha registrato un’impennata, nuove restrizioni di tutela ambientale e la minaccia del rapido scioglimento dei ghiacci. Il freddo deserto antartico è un ecosistema fragile, dicono gli scienziati, e le mastodontiche navi da crociera possono dannaggiarlo ulteriormente. I tour operator corrono ai ripari e annunciano imbarcazioni a norma per solcare le acque gelide. Ci ha già pensato la Abercrombie & Kent che ha varato Le Boreal, nave di lusso eco-compatibile per “soli” 199 passeggeri.
10. LIPSIA: 365 GIORNI DI MUSICA – L’elegante città dell’ex Germania dell’Est quest’anno festeggia due importanti ricorrenze, il 325esimo anniversario della nascita di Johann Sebastian Bach e il 200esimo compleanno di Robert Schumann. In calendario, concerti, festival, mostre e l’attesissima riapertura del Museo Bach (www.bach-leipzig.de). Grandi eventi in programma anche per gli appassionati d’arte: il Museo di Belle Arti sta organizzando una retrospettiva dedicata a Neo Raunch, padre della Nuova Scuola artistica di Lipsia e predecessore delle avanguardie contemporanee. Chi arriva qui non può perdersi una visita allo Spinnerei (www.spinnerei.de), un antico mulino per la lavorazione del cotone che ospita 11 gallerie, caffè e la nuovissima pensione Meisterzimmer (www.meisterzimmer.de, doppia da 50 €). E in maggio, da non perdere il Leipzig pop Up Festival. Sembra Berlino, 10 anni fa.
11. LOS ANGELES: L’AVANGUARDIA ARTISTICA – La Città degli Angeli ha pochi spazi d’avanguardia culturale, sostengono i turisti americani. Ma a ben guardare a Los Angeles la vita artistica c’è, eccome. Lo scorso ottobre la galleria Culver City Blum & Poe (www.blumandpoe.com) ha inaugurato un nuovo spazio di 21.000 metri quadrati, e a luglio il veterano gallerista Thomas Solomon (www.thomassolomongallery.com) ha aperto nel quartiere di Chinatown. Nel 2010 sono previsti altri opening: il Los Angeles County Museum of Art (www.lacma.org) cresce grazie al progetto di ampliamento firmato da Renzo Piano e il Museum of Contemporary Art (www.moca.org) festeggia il 30° compleanno con un’esposizione di oltre 500 opere della sua imponente collezione di arte del dopoguerra.
12. SHANGHAI: BETTER CITY, BETTER LIFE – Una città migliore per una migliore qualità di vita. È la filosofia di Shanghai che si prepara al grande evento, l’EXPO 2010 (1 maggio – 31 ottobre). Dopo le Olimpiadi di Pechino, la Cina non si ferma e Shanghai dispiega le sue forze per accogliere gli oltre 70 milioni di visitatori previsti. I lavori faraonici per l’Expo hanno richiamato in città architetti di grido, la metropolitana è stata già ampliata e le vie pedonali raddoppiate, con un investimento di 10 miliardi di dollari.
13. MUMBAI: LA RINASCITA DELLA STREET ART – Per il primo anniversario dopo gli attentati di Mumbai del 2008, i cittadini hanno dipinto un murales lungo un chilometro per mostrare il loro amore alla città. L’iniziativa, voluta da un gruppo di artisti del Mumbai Arts Project (MAP), ha dato inizio a numerosi progetti di arte pubblica, un incoraggiante segnale della ripresa artistica. Passeggiando nel Colaba Art District ci si accorge subito: cinque gallerie d’arte contemporanea e due di prossima apertura, la BMB Gallery (www.gallerybmb.com) e Volte (www.volte.in). C’è poi Project 88 (www.project88.in), un avamposto della Galleria 88 di Calcutta, che sponsorizza autori indiani emergenti e artisti asiatici. Non lontano, la Galleria Maskara (www.gallerymaskara.com) va vista anche solo per la location in un ex magazzino di cotone. Dal 15 marzo, nei suoi spazi espositivi, ospiterà dipinti, sculture e acquerelli di T. Venkanna, famoso artista locale.
14. MINORCA: TURISMO RURAL CHIC – Mentre Ibiza e Maiorca sono le mete preferite per i divertimenti notturni, Minorca resta un’oasi di pace nel Mediterraneo. Dichiarata biosfera dall’Unesco, l’isola delle Baleari protegge la sua natura incontaminata e si conferma anche quest’anno destinazione ideale per eco-turisti consapevoli. Per un soggiorno rural chic sull’isola, i b&b sono il massimo. Da provare Ca Na Xini (www.canaxini.com).
15. COSTA RICA: IL PARADISO DEL BIRDWATCHING – Novità assoluta del 2010 è il Costa Rican Bird Route (www.costaricanbirdroute.com), il nuovo paradiso del birdwatching. Il percorso del parco passa attraverso 13 riserve differenti, habitat naturali per oltre 500 specie di uccelli. Si può girare da soli (con una mappa scaricabile online) oppure accompagnati da ornitologi e guide locali. C’è anche la possibilità di dormire in eco-lodge e di fare escursioni in canoa.
16. MARRAKESH: DOVE OSANO I VIP - Le antiche mura di Marrakesh devono aver protetto la città dalla recessione globale. Gli hotel di lusso spuntano ovunque e il simbolo di questa tendenza è La Mamounia, riaperta a novembre dopo un restyling costato 176 milioni dollari (www.mamounia.com). All’inaugurazione c’erano Jennifer Aniston, Orlando Bloom e Gwyneth Paltrow e gli acrobati del Cirque du Soleil hanno “scalato” le mura dell’albergo. Presto, a tenergli compagnia, aprirà i battenti il Royal Mansour, di proprietà del Re Mohammed VI, responsabile dell’allure glamour del paese. Il Royal Mansour sarà una mini-medina di 20.000 metri quadrati, con cortili in stile andaluso, piscine private, palestre, bagno turco e tre ristoranti. E per sole donne, si attende l’apertura di Harem (www.harem-escape.com), un rifugio benessere alla periferia della città.
17. LAS VEGAS: ORE PICCOLE - Nonostante nel 2009 si sia registrato un calo di visitatori del 4%, Las Vegas continua a investire. Sono quasi finiti i lavori del City Center, mega complesso sulla Strip, la via più famosa di Las Vegas (www.citycenter.com). Sono già stati inaugurati tre hotel e il centro commerciale per shopping deluxe. Si attendono il residence Veer Towers e il boutique hotel Harmon, con 400 camere. A disposizione degli ospiti il City Center avrà anche un enorme nightclub dove gli artisti del Cirque Du Soleil si esibiranno in Viva Elvis, spettacolo-tributo al re del rock. Quest’estate, invece, nuovo beach club e nuovo locale notturno all’Encore di Steve Wynn. Cambiamenti in vista anche per l’Hard Rock Hotel e il Casino. Staremo a vedere.
18. BAHIA: L’ALTRA ANIMA DO BRAZIL – Nel 2016 gli occhi saranno puntati su Rio de Janeiro per i Giochi Olimpici. Ma per ora si va a Bahia, stato a nord est del Brasile. Sapori e contaminazioni afro, intriganti mix culturali, un paesaggio da cartolina e nuovi hotel chic & charme, la incoronano nuova meta per vacanze al top. Nel villaggio di Trancoso, il designer olandese Wilbert Das, ex direttore creativo Diesel, ha aperto il Uxua Casa Hotel (www.uxua.com), fatto con materiali di riciclo, vecchie tegole e barche da pesca abbandonate. Salvador di Bahia, oltre al carnevale, è famosa per il Pelourinho District, tempio dello shopping, e per lo Zank Hotel (www.zankhotel.com.br) e il Pestana Bahia Lodge (www.pestana.com), con infinity pool. Entrambi hanno una vista spettacolare sull’Oceano Atlantico.
19. ISTANBUL: LA CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA – La sua reputazione continua a crescere, soprattutto nel mondo dell’arte. Istanbul, eletta Capitale Europea della Cultura 2010, ha un cartellone ricco di eventi, performance, mostre, concerti (l’elenco è su: en.instanbul2010.org/index.htm). Un modo più rapido per una full immersion esauriente nell’arte turca è andare nei Misir Appartments, lungo la via che attraversa Beygolu, il quartiere della moda. In un elegante palazzo si trovano alcune delle gallerie più trendy della città, come Galerist e Gallerie Nev.
20. SHENZHEN: MASSAGGI E TECNOLOGIA LOW COST- L’Ipod arriva da qui, da questa città industriale sul delta del fiume Pearl, nella Cina del sud. Ad appena un’ora di treno da Hong Kong, Shenzehen ha avuto un boom economico rapidissimo e oggi è un colosso capitalista al pari di Shangai e Pechino, ma il lusso è ancora a portata di mano. Un indirizzo da mettere in agenda è La Regina Spa: si dorme per 15 dollari a notte e i massaggi partono da 25 (www.queenspa.cn).
21. MACEDONIA: I BALCANI DA SCOPRIRE - Il Lago Ohrid è uno dei più profondi del pianeta e gli antichi villaggi che sorgono sulle sue sponde sono stati messi al sicuro dall’Unesco. Non stupisce che i macedoni vadano a Ohrid in vacanza, non lontano dal confine albanese. Per incrementare il turismo in questi luoghi poco conosciuti, è prevista l’apertura di un aeroporto, per voli nazionali e internazionali, e la costruzione di sei nuovi hotel di lusso. La Macedonia ha investito parecchio e, in poco tempo, lo stato balcanico cambierà faccia. Anche il governo ha fatto la sua parte, puntando soprattutto sull’archeologia, e recenti scavi, proprio lungo gli argini del lago, hanno portato alla luce tombe e tesori del XVI secolo.
22. SUD AFRICA: TIFO DA STADIO – Gli appassionati di calcio sanno già che quest’estate andranno in Sud Africa per i Mondiali 2010. Le partite si giocano in nove città, ma quella che più si sta investendo in vista dell’evento è Cape Town. Nuovi alberghi sono pronti ad accogliere i turisti del football: il Taj Cape Town è quasi pronto (www.tajhotels.com). Tra una partita e l’altra, non perdete l’occasione di un safari.
23. BRECKENRIDGE: L’AMSTERDAM DEL COLORADO - La celebre stazione sciistica della città mineraria di Breckenridge per il suo 150esimo compleanno depenalizza l’uso di piccole quantità di marijuana. Insolito regalo per questa località amata dagli sciatori di tutto il mondo. Tenetela presente per le piste e non per la nuova “tolleranza” che, tra l’altro, sulle montagne non è valida.
24. MONTENEGRO: SURF AD ADA BOJANA – Il paradiso si trova in Montenegro, a un passo dall’Albania. I surfisti tedeschi, inglesi e francesi se ne sono accorti da tempo e hanno trasformato l’isola di Ada Bojana nella loro destinazione preferita. Clima ottimale, ventilato al punto giusto, spiagge di sabbia finissima e birra a buon mercato. Un’unica avvertenza: il resort dell’isola è per nudisti. Chi vuole restare vestito può andare al Mediteran Hotel (www.mediteran-hotel.com), nella piccola città di Ulcinj, a 15 minuti di distanza.
25. VANCOUVER: CANADA SELVAGGIO - La novità da non perdere è il Wild Pacific Trail, il tour attraverso foreste di cedri e abeti rossi, pareti rocciose a strambiombo sul mare. Si percorre un tratto di Canada selvaggio che da Vancouver arriva fino a Nanaimo, sulla costa orientale. Il punto di partenza è il villaggio di pescatori di Folksy Ucluelet. Per dormire, scegliete il Terrace Beach Resort (www.terracebeachresort.ca), dall’atmosfera retrò.
26. COLOMBIA: AMERICA LATINA TRENDY - Non è tra le destinazioni turistiche più gettonate, a causa dei traffici di cocaina e degli episodi di violenza, ma i cacciatori di tendenze sanno che le cose stanno cambiando anche in Colombia. A partire dalla capitale Bogotà che, dalla fine degli anni Novanta, si è trasformata radicalmente: marciapiedi spaziosi, piste ciclabili, oasi verdi e autobus per limitare l’uso dell’auto. Per chi invece ha voglia di mare, Cartagena è l’ideale. Dichiarata Patrimonio dell’Umanità, questa pittoresca città costiera ha registrato un incremento del turismo. L’indirizzo di charme è l’Hotel Tcherassi (www.tcherassihotel.com), progettato dalla stilista e disegner colombiana Silvia Tcherassi.
27. KITZBUHEL: MONTAGNE GOURMAND – La maggior parte degli austriaci conosce Kitzbühel, rinomata località sciistica, con 53 impianti di risalita e 104 chilometri di piste. Ma tra i suoi vanti ci sono anche numerosi ristoranti per l’après ski. Per un itinerario del gusto si può far tappa all’Hotel Tennerhof, una stella Michelin (www.tennerhof.com), o all’Hotel Schwarzer Adler, che ospita il ristorante Neuwirt (www.restaurant-neuwirt.at). Tra le specialità, il fegato d’oca al forno accompagnato da latte di mandorla e prugne.
28. NORVEGIA: NON SOLO FIORDI – I norvegesi lo sanno, le destinazioni più frequentate su al nord sono i fiordi e le frastagliate coste che i turisti visitano d’estate in crociera. E allora perché non puntare anche sugli sport invernali cometrekking, sci o gite in barca tra i ghiacci? Anche la campagna norvegese riserva sorprese, da scoprire con il tour operator specializzato Ziniry (www.ziniry.com).
29. GARGANO: LA PUGLIA CHE PIACE (E COSTA POCO) – Lontano dalla folla della Costiera Amalfitana e delle Cinque Terre, il Gargano, affacciato sul mare Adriatico, è la meta perfetta per le vacanze d’estate. La scelta è ampia, dai boschi dell’area protetta del Parco Nazionale del Gargano alle grotte sulla costa caraibica, con le scogliere color gesso o nei paesi, come Peschici e Vieste. Ma il Gargano offre soprattutto il più raro dei lussi: alloggi a buon mercato (una camera costa in media tra i 30 e i 60 €). Certo, gli indirizzi di charme non mancano, ma le cifre sono abbordabili. All’hotel Chiusa delle More, in un casale del XVI secolo, si spendono circa 100 euro (www.lachiusadellemore.it).
30. NEPAL: LUNA DI MIELE (GAY) SULL’EVEREST – Il Nepal guarda avanti: la Corte Suprema ha dichiarato che gli omosessuali hanno gli stessi diritti degli etero. Uno dei Paesi tra i più conservatori al mondo diventa così gay friendly e l’agenzia del turismo di Katmandu prepara offerte a tema per lesbiche e transgender. Per quest’anno il governo pensa anche di legalizzare i matrimoni omosessuali. E il fatidico sì si potrà pronunciare al campo base dell’Everest. Accompagnati da un corteo nuziale di elefanti.
31. KUALA LUMPUR: 24 ORE DI SHOPPING - Nella capitale della Malesia fare shopping è un must. La nuova via della moda è Jalan Bukit Bintag dove lo stilista Bernard Chandran (quello che ha vestito Lady Gaga per lo show di Londra) ha appena inaugurato il suo concept store. Oppure si può andare a Jalan Telawi e nel quartiere Bangsar, a 15 minuti di taxi dal centro città. Per conoscere i giovani designer c’è il mercato delle pulci che, ogni tre mesi, si tiene in una delle discoteche più prestigiose di Kuala Lumpur, Zouk (www.zoukclub.com.my).
Alessandra Turci
da IL CORRIERE DELA SERA
Turismo mette in pericolo le otto Meraviglie del Mondo
Gli otto meravigliosi luoghi della Terra messi in pericolo dal turismo
La rivista britannica Wanderlust ha stilato l’annuale classifica ‘Threatened Wonders List’ dedicata alle meraviglie del mondo messe in pericolo dalla troppa popolarità. A mettere a rischio tali splendori soprattutto l’eccessivo numero di turisti che vi fanno visita, la cattiva organizzazione e la scarsa sorveglianza.
Ma andiamo a scoprire quali sono queste meraviglie in pericolo. Si tratta di otto luoghi.
Il primo posto della classifica è occupato dal Wadi Rum, il deserto più esteso della Giordania; qui nel 1962 vi fu in parte girato il celebre film ‘Lawrence d’Arabia’. Purtroppo questo luogo è messo in pericolo dalla cattiva organizzazione dei viaggi al suo interno e dalla mancanza di un’organizzazione preposta alla salvaguardia dell’ambiente.
Al secondo posto della classifica si trova il villaggio Yangshuo, nella provincia del Guangxi a sud della Cina. Qui ogni anno si recano oltre 3 milioni di visitatori. Tale mole di turisti crea inquinamento, per non parlare del fatto che molti abitanti del posto hanno venduto i propri locali a stranieri che ne hanno fatto negozi di souvenir.
Al terzo posto c’è Tulum, in Messico. Qui si trovano spiagge fantastiche che però nel corso degli anni hanno perso parte della loro bellezza a causa dei nuemrosi grandi alberghi che sono sorti nelle vicinanze.
Al quarto posto della classifica si trova il famoso sito neolitico di Stonehenge, in Inghilterra. Patrimonio dell’umanità dell’Unesco dal 1986, attorno a questo incredibile sito sono stati creati sottopassi in cemento, parcheggi e strade per rendere più agevole l’afflusso di turisti.
La classifica prosegue con il quinto posto occupato dal Machu Picchu, in Perù. Ogni giorno le rovine degli Inca sono visitate da 2.500 turisti, così per favorire l’accesso un paio di anni è stato costruito un ponte e una nuova strada. Bene per i visitatori, male per il luogo che con una mole maggiore di visitatori rischia di essere più facilmente danneggiato e inquinato.
Al sesto posto si trova la città di Jaisalmer, in India. Nel 2008 sono stati 300mila i turisti che hanno visitato questa città, tre volte tanto rispetto a dieci anni fa. Un numero così elevato di turisti è difficile da sostenere per la città indiana.
Al settimo posto della classifica c’è Timbuktu, nel Mali. Qui il problema predominante è rappresentato dal terrorismo e dai sequestri, tanto che nel novembre del 2009 il Foreign and Commonwealth Office ha inserito Timbuktu e gran parte del nord del Mali nella lista dei luoghi in cui non recarsi.
All’ultimo posto della classifica, l’ottavo, si trovano i 30 chilometri di spiaggia della Bay of Fires, in Australia. La celebre guida turistica Lonely Planet ha classificato questa località tra le migliori del 2009. Tanta pubblicità non aiuta però gli aborigeni del luogo che, invece, vogliono proteggere il territorio e gli antichi cimiteri al suo interno.
da VIAGGI.EXCITE.IT
Curiosità d’inverno, Alpen-Trail al via
Appuntamenti d’inverno: dall’Alpen-Trail alla gara di pale da neve
Al via il 16 gennaio la 14esima edizione della sfida di cani da slitta più importante d’Europa. E il 17, sul Monte Elmo, ci si prende a “palate”
Dopo duri allenamenti, finalmente possono sfidarsi nella gara dell’anno. Inizia il 16 gennaio la 14esima edizione dell’Alpen-Trail, una delle più importanti competizioni di cani da slitta in tutta Europa. Sette tappe, di cui una notturna, 300 chilometri con un dislivello totale di 5000 metri e 50 team provenienti da sei nazioni: questi i numeri del grande evento sportivo che appassiona i fan dello sleddog.
La prima tappa è in Svizzera, nella Val Monastero. Sono 40 chilometri, andata e ritorno da Lu a S-Charl (16-17 gennaio) e rappresentano una sfida nella sfida perché questo è uno dei percorsi più impegnativi per i cani-concorrenti, ma anche uno dei più coinvolgenti per il pubblico.
Il 19 e 20 gennaio l’Alpen-Trail arriva in Alto Adige e fa tappa in Alta Pusteria a Braies e Dobbiaco. La partenza è a Schmieden e da qui, in 55 chilometri, si sale verso Prato Piazza e poi giù in direzione Carbonin. Ultimo sforzo prima di tagliare il traguardo a Sesto, località Moos. Tre giorni (21-23 gennaio) per vincere, affrontando anche una tappa notturna di 15 chilometri. Agli sfidanti è richiesto un grande impegno atletico, con il Kreuzbergpass (1636 mt), la Malga Coltrondo (1880 mt) e il Kniebergpass (2300 mt) da superare. Ma gli spettatori non rimarranno delusi.
Chi trascorre un weekend in Alta Pusteria, in attesa dell’arrivo dei cani da slitta, non deve perdersi la Helm Juchiza del Monte Elmo, ovvero la gara di pale da neve. Questa volta niente corse, ma solo attrezzi normalmente usati per spalare che, il 17 gennaio, diventano l’alternativa agli sci. I migliori “piloti” gareggiano in una discesa a cavallo delle pale lungo un percorso di 800 metri. Possono partecipare tutti, esperti e non, donne e uomini, purché la squadra sia composta da un minimo di cinque persone.
Un’enorme pala intagliata nel legno di cirmiolo è il trofeo dei vincitori. E, a seguire, festa no stop per tutta la notte sul Monte Elmo.
Alessandra Turci
da IL CORRIERE DELLA SERA
Colombia agenzie turistiche offrono narcotour di Medellin
In Colombia agenzie turistiche offorno viaggi nei luoghi di Escbar
E a Medellin nasce il narcotour
E per i turisti si iventano anche le narcoreliquie
LORENZO CAIROLI
Medellin è la seconda città della Colombia, quasi due milioni e mezzo di abitanti. Un tempo era famosa per il caffè, oggi è una delle capitali dell’industria tessile sudamericana. Ha dato i natali a Fernando Botero, a due glorie del calcio colombiano – il portiere clown René Higuita e Ivan Ramiro Cordoba – ma se la città è diventata famosa in tutto il mondo è stato grazie, e a causa, di Pablo Emilio Escobar Gaviria, il più famigerato narcotrafficante colombiano.
Escobar nacque in una baraccopoli alle porte di Medellin chiamata Rionegro e a Medellin morì il 2 dicembre 1993 colpito dietro l’orecchio da un cecchino del Search Bloc, dopo una rocambolesca fuga sui tetti della città. In una parte di mondo dove il narcotrafficante prima ancora che un criminale è musa per i musicisti e Robin Hood per i diseredati, pensare che un proiettile potesse cancellare il mito di Escobar era pura follia. Morto Escobar, smantellato almeno in superficie il narcotraffico in Colombia, bonificate da una criminalità infernale Cali, Bogotà e Medellin, il paese ha ritrovato stabilità, investimenti stranieri, turismo. Ma ai turisti che tornavano in Colombia non bastavano più i siti archeologici, le Maserati di Bogotà, le magnifiche barriere coralline a sud-ovest di Cartagena. Volevano emozioni forti, brividi, adrenalina. Nel giugno del 2006 John MacDonald va in vacanza in Colombia.
Ancora non lo sa, ma sta per diventare il pioniere del narcoturismo. Ozia per un po’ sulle spiagge caraibiche poi ingaggia una guida che per nove dollari lo porta in Sierra Nevada, gli fa visitare una piantagione di coca e un laboratorio per la raffinazione della cocaina. MacDonald riprende tutto con una videocamera. Tornato a casa, manda il video in rete, un redattore del ‘Daily Telegraph’ lo vede e ci scrive sopra un pezzo. Tanto basta per far nascere il narcoturismo. Nel giro di 24 ore le agenzie turistiche di tutto il mondo vengono bombardate da richieste di clienti che vogliono vivere un’esperienza alla MacDonald. La voce si sparge anche in Colombia. Per la gioia dei turisti, pacifici agricoltori recitano la parte di spietati boss della droga, pollai e porcilaie vengono trasformate in improbabili laboratori per la lavorazione della cocaina, falsi parenti di Escobar e dei fratelli Ochoa raddoppiano le entrate delle guide turistiche di Cali e di Medellin. Negli hotel di Cartagena, bugiardissimi venditori di narcoreliquie assediano i turisti nordamericani.
Capita non di rado che sullo stesso volo per New York, comitive di turisti scoprano d’aver acquistato lo stesso orologio, spacciato loro come il preferito da Escobar. A Medellin vive l’avvocato Héctor Jiménez, appassionato di sport estremi e titolare dell’agenzia turistica Medellin Experience. Nel 2008 bussa alla sua porta un turista canadese venuto in Colombia per praticare rafting. Il turista è ossessionato dalla leggenda di Escobar e per tutto il soggiorno non fa che chiedere di lui. Jiménez allora gli propone un tour a Medellin. Gli fa visitare Envigado, il quartiere dove Escobar è cresciuto – la casa dove abitava è stata demolita, in compenso c’è la scuola dove sua madre lavorava come istitutrice. Gli mostra nella zona alta di Medellin il monastero che ha preso il posto della scandalosa ‘La Catedral’, la prigione a cinque stelle dove Escobar fingeva una vita da recluso.
Lo porta a vedere la sua ultima residenza, una palazzina fatiscente al civico 45-94, a cui hanno murato le finestre per impedire l’accesso ai senzatetto, che a Medellin sono una piaga. Il tour si conclude nel cimitero ‘Jardines Montesacro’ di Itagui, a 11 chilometri da Medellin dove Escobar riposa nella tomba di famiglia insieme a Alvaro de Jesus Agudelo, detto ‘El Limon’, il fido guardaspalle che gli rimase fedele fino a quel maledetto 2 dicembre. Una tomba senza pretese, su cui i fiori, soprattutto orchidee, non mancano mai. Curioso per uno che in vita arrivò ad essere uno dei sette uomini più ricchi al mondo e che secondo ‘Fortune’ nel 1987 guadagnò 3.000 milioni di dollari, circa settemila miliardi delle vecchie lire.
Il canadese è così entusiasta che bacerebbe la sua guida. “Mentre lo riaccompagnavo in hotel – mi racconta Jimenez – compresi che la sua
ossessione per Escobar era stata la mia fortuna”. Il giorno dopo Jimenez include ‘El mistico Pablo Escobar’ nel listino della Medellin Experience. La notizia del narcotour su Escobar fa il giro del mondo; un paio di articoli, il passaparola in rete, e i turisti accorrono numerosi. “Quando arriva il gran finale nel cimitero di Itagui – confida Jiménez – c’è chi si limita a incidere il proprio nome sulla corteccia delle palme che ombreggiano la tomba e chi invece azzarda uno spinello o una sniffata di cocaina in onore di Don Pablo. I custodi del cimitero chiudono un occhio, perchè sanno che alla fine ci sarà da mangiare anche per loro”.
Alle autorità locali però il narcotour non piace, viene vissuto quasi come un tradimento. “Mi hanno accusato di apologia – si lamenta Jiménez – Invece, mi dovrebbero ringraziare. Racconto il calvario e la resurrezione di Medellin. Racconto l’incredibile metamorfosi di questa città: ieri ostaggio del narcotraffico, oggi una della metropoli più sicure e più dinamiche di tutta l’America Latina”. ‘El mistico Pablo Escobar’ costa 139 dollari per quattro persone, pranzo e merenda compresi.
da LA STAMPA
Il Giornale porta i lettori in viaggio a Mauritius
I Viaggi del Giornale Vi portiamo a Mauritius
Mario Cervi e Nicola Forcignanò accompagneranno i lettori alla scoperta della bellezza e della cultura di quest’isola magica. Partenza l’8 febbraio da Milano e da Roma
di Stefano Passaquindici
«Una perla che distilla molta dolcezza sul mondo», così Conrad definì Mauritius in uno dei suoi «Racconti di Mare e di Costa». A 800 km a est del Madagascar, quest’isola è un giardino galleggiante che esprime armonia nei colori della sua natura rigogliosa, nei sapori di una cucina ricca di spezie e di profumi e in un mare che ha le iridescenze delle conchiglie. Ma soprattutto nei tratti di una popolazione che ha saputo mescolare nel proprio spirito creolo l’energia dell’Africa, la leggerezza mistica dell’India, la raffinatezza e il savoir faire della Francia.
Partiremo insieme da Milano e Roma con un volo di linea Air Mauritius e alloggeremo in uno splendido resort nel sudovest dell’Isola, il Dinarobin HotelGolf&Spa, nella penisola di le MorneBrabant: 150 ettari di sogno tropicale circondati da un nastro bianco di spiaggia che corre per sette chilometri lungo il periplo della penisola.
Come tutti i Viaggi de il Giornale anche questo sarà improntato all’insegna della massima libertà: potremo, a scelta, dedicarci al relax in spiaggia e nella spa, a divertenti escursioni in mare tra i delfini, allo snorkeling, alla visita di questa splendida isola tra fiumi, foreste, montagne, città e cultura creola, anche giocare a golf in uno spettacolare campo di 18 buche. Ma soprattutto stare insieme e parlare di politica italiana e internazionale durante gli incontri con il grande Mario Cervi, firma storica e fondatore con Indro Montanelli del vostro quotidiano, e Nicola Forcignanò, vicedirettore della testata. E non solo durante gli incontri, poiché stando tutti nello stesso albergo le occasioni di chiacchierate informali e a tu per tu non mancheranno.
Mauritius è un giardino, a tratti spontaneo, a tratti coltivato con uno straordinario ecosistema di specie vegetali endemiche. I picchi vulcanici dalle forme singolari e ammantati di leggende emergono da vaste distese di canna da zucchero e da rigogliose foreste. Visiteremo i giardini botanici di Pamplemousses, nel nord dell’isola. Voluti nel 1735 dal governatore Mahé de Labourdonnais, sono tra i migliori del mondo, frutto dell’ingegno di grandi orticoltori del passato e dell’amore di bravi giardinieri. Anche se non si è appassionati di botanica, ammireremo la varietà di palme, così plastiche da sembrare sculture, e la grandezza gigantesca delle ninfee.
Vedremo Port Louis, la capitale, con il suo mercato alimentare molto ricco di spezie e acquistare cannella, chiodi di garofano, ottimo currry, citronella, frutti tropicali e tisane realizzate con antiche ricette. Chi lo desidera potrà visitare Chamarel, famosa per le sue terre colorate risultato
del raffreddamento difforme della roccia e la foresta del Black River Gorges National Park. Questo grande parco selvaggio è ricco di fiori e piante rare, come l’ebano nero, punti panoramici e spettacolari cascate. Per vivere intensamente il mare si potrà partecipare a divertenti crociere in catamarano verso isolette disabitate o raggiungere la famosa Île aux Cerfs sulla costa est, gioiello di baie incontaminate.
La sera ci lasceremo coinvolgere dai ritmi energici del séga, combinazione di musica e danza creole, pura espressione di gioia. Se si ama cucinare ci sarà anche la possibilità di seguire un intrigante corso con Stefano Fontanesi, chef al Dinarobin che, all’alta cucina italiana, abbina spezie e prodotti locali. Per imparare a ricreare un po’ di magia creola anche tra le pareti di casa.
Quest’isola, che gli arabi denominarono a torto Dina Arobi, ovvero isola della desolazione, perché ai tempi disabitata, è un incrocio di culture, di tratti somatici e di luoghi diversi che ha dato origine a una popolazione sorridente, elegante nel portamento, molto gentile nei modi e capace di esprimere la propria la propria carica vitale attraverso i ritmi energici del séga, combinazione di musica e di danza espressione dell’anima creola, e i sapori speziati della sua cucina.
Non mancheranno ovviamente incontri a sorpresa con importanti e interessanti personaggi e serate di convivialità tra il «popolo dei lettori de il Giornale». Accompagnati nel viaggio da Mario Cervi, Nicola Forcignanò e da Stefano Passaquindici, responsabile dell’organizzazione dei Viaggi de il Giornale.
Si partirà da Milano e Roma l’8 febbraio con voli di linea Air Mauritius, pernottando nelle junior suite del prestigioso Dinarobin HotelGolf&Spa hotel, 5 stelle lusso, della catena Beachcomber al prezzo speciale riservato di 2.670 euro. Supplemento singola 610 euro. Possibilità di estensione del soggiorno di ulteriori 6 notti con rientro in Italia domenica 21 febbraio, euro 1.390.
Per informazioni e prenotazioni: Passatempo, tel. 035/403530; info@passatempo.it
da IL GIORNALE
















