Archive for December, 2009
La capitale dell’Estonia Tallinn a Natale
Le tradizioni di fine anno nella capitale dell’Estonia
Natale a Tallinn
La città ha ancora un impianto medievale
MARCO MORETTI
Arroccata sul Baltico, chiusa da un giro di mura difeso da quarantasei torri, impreziosita da chiese ed edifici monumentali, Tallinn è l’unica capitale europea ad avere conservato un impianto urbanistico medievale. Un centro storico che – invaso di bancarelle, luminarie e addobbi – diventa ancora più caratteristico nel periodo natalizio.
Quando Raekojaplats, la piazza del Municipio chiusa da case di mercati del Quattrocento in stile gotico anseatico, ospita un gigantesco albero illuminato e un grande mercato di Natale. Tra un sottofondo di musica medievale, belle ragazze che vendono mandorle tostate e mescite di vin brulé, decine di bancarelle vendono i tradizionali maglioni di lana estoni (simili ai norvegesi ma costano un terzo), guanti, pizzi, pelletteria, candele, oggetti in legno, ceramiche e decorazioni: funziona fino al 7 gennaio.
Per i bambini è stata allestita una casa di Babbo Natale.
Da Raekojaplats, attraverso il lezioso vicolo di Mün si raggiunge Suurgildiplats dove si trova il Museo del Marzapane: una pasticceria che produce deliziose (anche per il palato) figure natalizie.
Al suo fianco, in Pikk 16, c’è Maiasmokk Kohvik, il più noto caffè storico della città vecchia: l’indirizzo ideale per combattere il freddo del Baltico con una cioccolata calda accompagnata da una fetta di torta.
Seguendo la via Pikk in direzione opposta si arriva alle porte di Toompea, la città alta fortificata, a cui si accede attraverso una lunga scalinate simboleggiata in cima alla salita dallo stemma di uno stivale in ferro battuto. Le insegne dei negozi di prodotti di lino, monili in ambra e souvenir finto medievali sono una delle attrazioni di Toompea. L’appeal della città alta è alimentato soprattutto dai belvedere da cui si domina tutta Tallinn e il contrasto tra le torri medievali del centro e i grattacieli di cristallo dei nuovi quartieri.
E dai suoi monumenti, la medievale chiesa di Santa Maria, l’imponente cattedrale Russa Alexander Nevsky e il Castello di Toompea, sede del Parlamento Estone.
Per rivivere il Medioevo anche a tavola si va a cena da Olde Hansa (Vana turg 1, www.oldehansa.net): tra camerieri in costume ed eteree fanciulle che suonano strumenti d’epoca, si gustano arrosti di diverse carni, sanguinacci (il piatto natalizio estone), zuppe di legumi e ricette che mescolano dolce e salato; costa 30 euro, i sapori sono interessanti, l’atmosfera kitsch.
Ci sono manifestazioni per l’Avvento anche fuori dal centro. L’Estonian Open Air Museum (www.evm.ee) – un borgo tradizionale con case,
chiese e mulini in legno – ospita il Villaggio di Natale con laboratori di decorazioni natalizie e giochi popolari.
Un altro bel quartiere di case in legno dell’Ottocento si trova a nord del centro dopo la stazione ferroviaria, gli edifici più eleganti sono nelle vie Pelgulinn, Kopli e Kalamaja.
Tra centro storico e porto, l’ex quartiere industriale Rotermann è diventato il nuovo fulcro ricreativo e commerciale: fornaci, distillerie, granai e fabbriche sono stati trasformati in gallerie d’arte, musei, cinema, shopping centre, hotel, club, ristoranti e caffè.
L’ex magazzino del sale ospita il Museo Estone dell’Architettura (www.arhitektuurimuuseum.ee).
da LA STAMPA
Torre Eiffel imbiancata dalla neve
Parigi sotto la neve
Il 7 gennaio, all’inizio di quest’anno, Parigi era al centro delle cronache turistiche per il gran freddo, il gelo e la neve che aveva bloccato anche la Torre Eiffel. In questi giorni, forse per concludere l’anno così come si è avviato, il generale inverno è tornato ad assediare la Capitale francese, con temperature tra i -6 e i -7 gradi e la neve che ha imbiancato i più celebri monumenti del mondo.
Le previsioni, per chi abita a Parigi o ha scelto di passare il Natale sotto le sapin, non sono confortanti: almeno per una settimana non ci saranno miglioramenti e la neve continuerà a cadere… Qui potete ammirare una vasta e intrigante galleria di immagini della magica città imbiancata dai fiocchi di neve.
Questa evenienza meterologica può essere una buona scusa, oltre che per mettersi a fare pupazzi di neve sotto la Tour o davanti Notre Dame, anche per scoprire i tanti, stupendi, passaggi coperti e le gallerie di Parigi, per fare un poco di shopping al riparo dalle intemperie.
da TRAVELBLOG.IT
Federalberghi, Natale tra poveri e vacanzieri
Feste: in aumento turisti e “poveri”
Dati Federalberghi: 10 milioni di vacanzieri tra Natale e Capodanno (più 20 per cento). Ma 17 milioni di italiani resteranno a casa per motivi economici
Aumentano gli italiani che andranno in vacanza a Natale e Capodanno, da 8,2 fino a quasi 10 milioni (+20%), ma aumentano anche coloro che la crisi tratterrà a casa, 17 milioni di persone rispetto ai 15 milioni dell’anno scorso (+13%).
Sono le due facce della medaglia, l’ennesima dimostrazione di una forbice, quella tra ricchi e poveri, che sembra allargarsi sempre più, nel nostro Paese. Dati che emergono dall’indagine previsionale di Federalberghi- Confturismo, presentata oggi in vista dell’imminente periodo festivo. Il giro d’affari determinato da questo movimento turistico assommerà a circa 5,3 miliardi di euro (rispetto ai 4,8 miliardi di Euro del 2008), pur diminuendo la spesa media pro-capite sia a Natale sia a Capodanno.
Nel dettaglio, per Natale, saranno 4,8 milioni gli italiani maggiorenni (rispetto ai 4 milioni del 2008) che si muoveranno dalla propria città, dormendo almeno una notte fuori casa, per un incremento di circa il 20%. Di essi l’85% (rispetto al 79% del 2008) resterà in Italia, mentre il 15% (rispetto al 21% del 2008) andrà all’estero. In Italia a Natale le Regioni più gettonate saranno la Lombardia con il 13,5% della domanda, seguita dal Piemonte (11,2%), dal Trentino Alto Adige (9%), dalla Liguria (7,2%), dalla Valle d’Aosta (6,7%) e dalla Campania (6,3%). La vacanza preferita sarà in montagna (46,6% della quota di domanda natalizia rispetto al 49,3% del 2008), seguita dal mare (nel 21% dei casi rispetto al 17,2% del 2008) e da una città diversa da quella di residenza (18,8% rispetto al 18% del 2008).
L’alloggio preferito sarà la casa di parenti o amici (33,3% rispetto al 33,6% del 2008), seguito dall’albergo (32,9% rispetto al 30,2% del 2008) e dalla casa di proprietà (16% rispetto al 17,1% del 2008). A Natale gli italiani in vacanza dormiranno in media 5,2 notti fuori casa (rispetto alle 5,3 notti del 2008) per una spesa media pro-capite (comprensiva di trasporto, alloggio, cibo, divertimenti) in Italia di 505 Euro rispetto ai 551 Euro
del 2008 (-8,4%) ed all’estero di 1.255 Euro rispetto agli 870 Euro del 2008 (+44%), pari ad un giro d’affari di 3 miliardi di Euro rispetto ai 2,5 miliardi euro del 2008.
A confermare il quadro double face, l’aumento dei vacanzieri di lunga gittata. Le prossime festività di Natale e Capodanno vedranno addirittura 2,5 milioni di italiani effettuare un periodo di vacanza che comprenderà un soggiorno dal 24 dicembre almeno fino al 1° gennaio. Per l’esattezza tra tutti coloro che partiranno prima di Natale ben il 52% (rispetto al 29,5% del 2008) prolungheranno fino a Capodanno il loro viaggio.
Quanto poi ai motivi della ‘non vacanza’, le ragioni principali per i quali il resto della popolazione italiana maggiorenne dichiara che non effettuerà nemmeno un pernottamento fuori casa a Natale e/o Capodanno sono legati essenzialmente a motivi famigliari (21,9% rispetto al 17,9% del 2008). Ma, sottolinea Federalberghi, il dato veramente preoccupante è che quest’anno i motivi economici si attestano al 45,2% rispetto al 38,6% del 2008, andando ulteriormente a gonfiare il numero di italiani giunti ormai ad una vera e propria soglia di ‘poverta’ turisticà. Un 13,6%, infine, resterà a casa per motivi di lavoro rispetto al 10,5% del 2008.
da LA REPUBBLICA
Cracovia e il mercatino di Natale
Cracovia, il Natale è qui
La piazza principale della città polacca ospita uno dei più apprezzati mercatini d’Europa, con turisti e visitatori da ogni parte del vecchio continente. Occasione per scoprire un centro storico dove antico e contemporaneo si mescolano piacevolmente
di Cecilia Scaldaferri
Città dinamica e pulsante, con un passato glorioso e un presente estremamente vivace, Cracovia a dicembre si trasforma nella destinazione preferita delle shopping victim di mezza Europa, grazie al mercatino natalizio che in questo periodo occupa festosamente Rynek G³owny, la Piazza del Mercato più grande del Vecchio Continente.
Qui, vagando da un banchetto all’altro, accompagnati dai profumi delle specialità tipiche polacche e riscaldati da una tazza di grzaniec, il caratteristico vin brulé, si possono trovare decine di idee regalo originali ed estremamente convenienti, dagli addobbi natalizi, all’artigianato in legno, lana e pelle, fino agli indumenti in folta pelliccia. Percorsa incessantemente da moltitudini di giovani che accorrono da tutto il paese per frequentare l’Università Jagellonica, una fra le più antiche al mondo, Cracovia ha ritrovato lo smalto di un tempo, recuperando gli anni perduti dietro la cortina di ferro.
Con un patrimonio artistico d’eccezione – dalla Chiesa di Santa Maria con il magnifico altare maggiore alla Cattedrale nel Castello di Wavel, fino al Museo Czartoryski, dove è esposta La dama con l’e rmellino di Leonardo da Vinci – e una scena culturale fra le più ricche della Polonia, questa città di poco più di 750mila abitanti è riuscita a trovare il giusto equilibrio fra antico e moderno, creando un mix estremamente piacevole, che si rivela nella Città Vecchia, Stare Miasto, attorno alla quale si dipanano stradine caratteristiche piene di gallerie, localini e piccole librerie. Ecco così ristoranti trendy, dai colori accesi e il design accattivante, condividere il marciapiede con mense comuniste ancora funzionanti, i cosiddetti bar mleczny, dove per pochi zloty è possibile mangiare le specialità nazionali, dagli onnipresenti pierogy (tipici ravioloni ripieni, disponibili sia nella versione salata – con carne, crauti, cipolla o formaggio – che in quella dolce con frutta) alle decine di zuppe, il tutto ben esposto su un gigantesco menu attaccato alla parete, rigorosamente in polacco.
Gli interni tipicamente anni ’70, con tavolini e sedie in formica dai colori pastello, insieme alle matrone dietro il bancone, creano una piacevole
sensazione retrò, che neanche l’incertezza sull’o rdinazione e la barriera linguistica riescono a dissipare. Non sono da meno la moltitudine di piccoli negozi e ristorantini che sono sorti in tutta la zona centrale, uno fra tutti il caffè libreria Bona, dal nome dell’anticonformista regina polacca Bona Sforza, figlia di Isabella d’Aragona e di Gian Galeazzo Sforza, passata alla storia per le sue spiccate doti intellettive e di governo, nonché per i suoi amanti. Un’anima dalle mille sfaccettature che si rispecchia pienamente in questo angolo accogliente, nel quale libri (molti anche tradotti in inglese e alcuni addirittura in italiano) di letteratura, storia, arte, fotografia si mescolano con torte, cappuccini e cioccolate calde, a due passi dalla chiesa dei Santi Pietro e Paolo.
A sud della Città Vecchia riposa l’antico quartiere di Kazimierz, fulcro della comunità ebraica prima che venisse deportata in massa nei campi di sterminio non lontano da Cracovia. Di quella presenza restano oggi poco più di un centinaio di persone, due antichi cimiteri e alcune sinagoghe, in parte convertite a musei. Negli ultimi anni una ventata di rinnovamento lo ha reso un quartiere multiculturale molto vivace nel quale si intrecciano studenti, artisti squattrinati e turisti, un mix riscontrabile nel mercato domenicale che si svolge a Plac Nowy, nella Piazza Nuova, dove montagne di scarpe, utensili usati e merletti della nonna fanno da contraltare a banchetti ricoperti di pellicce di visone ed ermellino. Non può mancare una visita a Nowa Huta, la cittadina, ormai completamente inglobata nel tessuto urbano, costruita dai comunisti nell’immediato dopoguerra attorno ad una enorme acciaieria per ‘annacquare’ l’anima borghese ed intellettuale di Cracovia.
Ciceroni d’eccezione in questa selva di palazzoni grigi sono i ragazzi di Crazy Guides, un’agenzia turistica molto particolare, specializzata in viaggi indietro nel tempo negli anni della cortina di ferro. Dotati di vecchi esemplari di auto d’epoca, questi giovani under30 raccontano di un mondo che non c’è più, passeggiando nella Piazza Centrale, oggi ribattezzata Piazza Ronald Reagan.
da LA REPUBBLICA
Alto Adige ecco gli hotel senza orari
In albergo senza orari. Gli indirizzi per una vacanza come vi pare
Colazione e pranzo a tutte le ore, cene fino a mezzanotte, Spa senza limiti di tempo e sport dall’alba a notte fonda. Ecco i weekend in Alto Adige che seguono i vostri ritmi
Silenzio, tempo libero, vita slow. Le aspirazioni di questi primi dieci anni del nuovo millennio. Ma ora si afferma un altro bisogno: il lusso della libertà. Di fare quello che si vuole almeno in vacanza. Senza regole e senza orari, in completa autonomia e flessibilità. Soprattutto in montagna, dove consuetudini e riti hanno abituato intere generazioni a scandire giornate di sport e relax con l’orologio alla mano.
IL LUSSO DELLA LIBERTÀ – Sono stati alcuni alberghi di montagna a far propria questa tendenza. Piccoli relais di charme e baite d’alta quota in Alto Adige. Una provincia simbolo dell’ordine come filosofia di vita, eppure la prima ad aprirsi a questo bisogno di innocente anarchia: senza regole, almeno durante weekend e settimane bianche, per vivere l’emozione di salire in quota con il gatto delle nevi di primissimo mattino o il piacere di alzarsi e trovare colazione e brunch pronti anche a mezzogiorno e oltre. Un esempio? Ortisei, Val Gardena, crocevia del più grande comprensorio sciistico dell’arco alpino. L’Hotel Angelo-Engel si trova a due passi dal centro pedonale, con le belle case ladine decorate, e dagli impianti per l’Alpe di Siusi e le piste del Seceda. Più che ospiti, qui si è trattati come amici dai proprietari. Caratteristica dell’hotel è l’ospitalità a 360 gradi, elastica negli orari e nei servizi.
UNA GUIDA A MISURA DI TEMPO – La prima colazione è servita anche in camera dalle 7 alle 12, mentre per la cena si possono ordinare piatti freddi fino a mezzanotte, al di fuori degli orari fissati per chi scende nella sala da pranzo. Freestyle anche la spa, dove la base dei trattamenti sono fiori di fieno, estratti di timo, pino mugo: le due grandi piscine riscaldate e le quattro saune restano aperte su richiesta fino a tardi. E si possono
ordinare spuntini a base di champagne e salmone, persino massaggi ayurvedici per conciliare il sonno. Una quarantina le camere, arredate in legno di cirmolo, non trattato con coloranti o sostanze chimiche; menu ladino e prodotti regionali, dallo speck alla selvaggina. La guida altoatesina Georg Costa è a disposizione esclusiva dei clienti, dal mattino fino a sera, per itinerari nel carosello sciistico che abbraccia 12 valli, 1200 chilometri di piste, 450 impianti e un unico skipass. E poi ciaspolate, le escursioni con le racchette da neve, sul Rasciesa, il Col Kaiser e l’Alpe con soste gastronomiche nelle piccole baite. E per chi vuole sciare sotto le stelle, un pulmino dell’hotel porta in pochi minuti agli impianti notturni illuminati di Selva di Val Gardena. Infine, visite private all’atelier dello scultore Adolf Vallazza e al laboratorio di Ferdinand Stuflesser, il meglio dell’ars sacra dolomitica.
CINETECA NOTTURNA – Nei boschi incontaminati di Nova Ponente, tra il Corno Nero, il Corno Bianco, il massiccio dello Sciliar, del Catinaccio e del Latemar. Tutto è possibile, niente è d’obbligo è il motto dei fratelli Pichler, proprietari del Ganischgerhof Mountain Resort & Spa, tra i primi a lanciare la filosofia As you like it (come vi piace), secondo la quale sono gli ospiti a decidere orari, menu, persino gli spazi dove farsi servire pasti e aperitivi. In questo hotel, dove si alternano locali di design ad ambienti in puro stile alpino, si può scegliere di far colazione fino alle 11, di cenare fino alle 23 oppure di farsi servire uno spezzatino di cervo a tarda sera. Nella ex stalla con soffitti a botte e oggi ricoperta di scuro legno wengé si può leggere, sorseggiare un bicchiere di prosecco, ascoltare musica e vedere i film della stagione anche in piena notte.
SPUMANTE A MEZZANOTTE – C’è chi cena sempre nella lounge per gustare in solitudine la sella di cervo con salsa al miele di bosco, o i tortelloni di patate ripieni con fonduta in schiuma di basilico. I più sportivi si rifugiano nella spaziosa sala fitness tutta vetri, panoramicissima, aperta dalle 7 alle 23. All’angolo bar a mezzanotte si possono ordinare uno spuntino caldo e un calice di rosso altoatesino. Anche la scenografica piscina è sempre aperta, dalle 7 alle 23. Magnifica la sauna con la grande vetrata sul Catinaccio. Si godono fino alle 23 ordinando persino il menu previsto per le serate di gala.
COLAZIONE IN QUOTA ALLE 7 – L’hotel ha lanciato con grande successo anche l’Early morning ski: partenza alle 6 (pulmino e gatto delle nevi) per raggiungere la baita Ganischger Alm, a Pampeago, e godersi per primi, dopo una colazione in quota alle 7, le piste immacolate. In alternativa in pochi minuti di bus, si raggiungono gli impianti per salire alle piste del circuito Obereggen Fiemme: 100 chilometri di tracciato ai piedi del Latemar, Rosengarten, Cimon della Pala e della grande Catena dei Lagorai.
PRANZO E CENA A TUTTE LE ORE – Si considera un pioniere delle vacanze senza regole Gottfried Schgaguler, proprietario del Wellness
Residence Schgaguler di Castelrotto, apprezzato da chi cerca una vacanza in montagna senza vincoli e orari di sorta. Il ricco buffet del breakfast è servito fino alle 10.30 nella sala dove dominano i toni chiari e le grandi vetrate sulla vallata, ma chi ama poltrire tra le lenzuola può gustare la colazione o un piatto espresso a qualsiasi ora, così come non ci sono obblighi per il pranzo o la cena. La vasta area benessere (1400 mq) è aperta ininterrottamente dalle 8 alle 21.
DISCESE NOTTURNE – Design e materiali naturali dominano la spa che mette a disposizione anche degli esterni la kelo-sauna, bagni a vapore a diverse gradazioni, docce aromatiche, grotta dell’acqua gelata. Ricca la proposta dei trattamenti, con ingredienti naturali, da prenotare fino alle 20. L’hotel organizza inoltre discese notturne: dopo cena si sale con il gatto delle nevi in una delle baite dell’Alpe, come familiarmente qui si indica l’Alpe di Siusi, a degustare piatti tipici, e si scende con slittino o racchette illuminati solo dalle lampade frontali, circondati dal buio e dal silenzio più totale. Lo stesso Gottfried Schgaguler, ogni settimana, fa da guida agli sciatori che vogliono affrontare i circuiti più originali, quello delle Streghe all’Alpe o il più impegnativo tour della Grande Guerra.
Carmen Rolle
Ha collaborato Giuliana Vogel
Testo e foto tratti da DOVE
da IL CORRIERE DELLA SERA










