Archive for October, 2009
2012 Pronta la crociera che seguirà lo stesso viaggio del Titanic
Il Titanic risorge in crociera
Viaggio fotocopia dell’originale: si parte nel 2012, già vendute quasi tutte le cabine
FABIO POZZO
TORINO
Nel ‘97 esce il film «Titanic», di James Cameron, con Leonardo DiCaprio e Kate Winslet: ha un successo mondiale. La rotta seguita dal Titanic ancor oggi viene disertata dal traffico commerciale e passeggeri perché ritenuta «maledetta». Molti marinai affermano che certe notti, laggiù a sud-est di Terranova, si possano udire i gemiti dei morti nella tragedia, le cui ossa giacciono insepolte sul fondo dell’Atlantico, a 3.800 metri di profondità.
Leggende, forse. Alle quali certo non devono credere i tanti passeggeri che hanno già prenotato, con due anni e mezzo di anticipo, un passaggio sul viaggio organizzato per commemorare la sciagura, nel centenario dell’affondamento dello sfortunato transatlantico della White Star. Le cabine più care e quelle più economiche, i cui prezzi sono compresi tra i 7.858 e i 3.929 euro, sono già «sold out». Offerta esaurita.
Sarà un viaggio fotocopia dell’originale. I passeggeri saranno 1309, come quelli di allora. L’itinerario sarà preciso: partenza l’8 aprile 2012 da Southampton (il Titanic salpò però il 10), rotta verso Cherbourg, dove l’Inaffondabile sostò con tutte le luci accese, e tappa a Cobh, in Irlanda, che all’epoca si chiamava Queenstown. Poi, la traversata, sino al punto contraddistinto dalle coordinate del relitto. La nave vi arriverà la sera del 14 aprile e qui fermerà i motori. A bordo si terranno letture, approfondimenti sulla sciagura, sino alle 2.20 del mattino. L’ora del silenzio, il momento della commemorazione delle vittime del Titanic.
Il liner della White Star terminò il suo primo e ultimo viaggio proprio la sera del 14 aprile 1912. Alle 23.40 (sugli orologi di bordo) urtò l’iceberg. Due ore e 40 minuti dopo, alle 2.20 del 15 aprile, sprofondò negli abissi. Morirono 1.517 persone, secondo il dossier del Senato degli Stati Uniti. Ma sul loro numero è ancora aperta la discussione. Per tutte, un secolo dopo, saranno recitate preghiere, gettate in mare corone. Probabilmente versate lacrime. Il viaggio proseguirà poi per Halifax, in Nuova Scozia, Canada, dove i passeggeri potranno visitare il cimitero di Fairview Lawn, dove riposano i corpi di 121 di quei naufraghi. Quindi, ripartiranno per New York, con arrivo il 20 aprile.
In tutto, 12 giorni. Alla velocità di 20 nodi, praticamente la stessa dell’Inaffondabile (21 nodi). La nave è la «Balmoral», un’unità da crociera costruita nel 1988 e ristrutturata nel 2008, che ha cambiato nome e proprietari cinque volte. Oggi è della Olsen Cruise Lines, compagnia che fa parte dell’omonimo Gruppo norvegese che ha interessi in vari settori.
«A bordo faremo rivivere l’atmosfera di allora, con menù e musiche d’epoca», dice Miles Morgan, managing director della travel agency inglese che ha noleggiato la «Balmoral» e organizzato la «Titanic Memorial Cruise». Iniziativa che è stata lanciata lo scorso 14 aprile, in occasione del 97° anniversario dell’affondamento. Durante la conferenza stampa è stato chiesto a Morgan se non temeva di risultare irrispettoso verso quelle anime. Il cartellone della «Balmoral» prevede infatti balli, musiche, giochi di bordo. «La nostra non è una celebrazione, è una commemorazione», ha risposto. «Abbiamo suscitato l’interesse in discendenti delle vittime, appassionati della storia del Titanic e semplici croceristi che vogliono fare un viaggio diverso». E la sicurezza? «Sarà attivo un sistema di allerta iceberg. Va bene ripercorrere il viaggio originale, ma a tutto c’è un limite».
Già, l’iceberg. Quello che affondò il Titanic, secondo Djana e Michel Pascal, autori di «Titanic. Oltre la liberazione» (Corbaccio) si levò dalla Groenlandia, da Illulisat, baia di Disko. Un luogo maledetto per gli Inuit, perché qui le donne più vecchie in tempi di carestia si uccidevano, gettandosi dalle falesie. E la montagna ghiacciata si staccò cinque anni prima della sciagura, lo stesso anno in cui fu deciso di costruire il Titanic: avrebbe navigato cinque anni alla deriva, per incontrarlo. Leggende, forse.
da LA STAMPA
Roma ecco il Gran Ballo Viennese delle Debuttanti
La notte incantata delle Debuttanti
Fanciulle e cavalieri a passo di valzer alla terza edizione del Gran Ballo Viennese. Stucchi dorati e atmosfere d’antan a Palazzo Brancaccio. Il 23 ottobre
Il Gran Galà delle Debuttanti a Palazzo Brancaccio a Roma sta per iniziare
Difficile dire che cosa colpisce di più di Roma: l’arrogante opulenza del Vaticano, il fascino senza tempo del Foro o la monumentalità del Colosseo.
Gli appuntamenti, poi, nella Città Eterna sono sempre tanti, molti degni di nota. Uno su tutti, è da segnare in agenda.
Perché il Gran Ballo Viennese delle debuttanti è molto più che un evento.
È un rito e il simbolo di un mondo e di un’epoca che sta scomparendo. Oppure, semplicemente, una bellissima serata di ballo, ma diversa da tutte, con abiti bianchi e leggeri come nuvole, e tanto di coroncina fra i capelli. Romantiche per vocazione, per snobismo e per vanità, il colpo d’occhio è comunque impeccabile: gli eleganti saloni di Palazzo Brancaccio con stucchi dorati, lampadari in cristallo e broccati sono pronti a ricevere le moderne principesse al debutto in società: 24 fanciulle, di età compresa tra i 16 e i 23 anni, accompagnate dagli Atleti del Gruppo Sportivo della Polizia di Stato Fiamme Oro in alta uniforme.
L’evento è aperto al pubblico e, volendo, si può partecipare alla cena e assistere al ballo (prenotazioni tel. 06.69.30.31.83, cell. 345.39.77.364, costo 150 € a persona).
Al galà, presentato il 23 ottobre dall’Ambasciatore d’Austria in Italia, S.E. Christian Berlakovits, ci saranno naturalmente valzer e balli viennesi dell’Ottocento, ma anche ospiti e performance, come quelle della ballerina professionista Anbeta Toromani (scoperta da “Amici”) e di Alessandro Macario, Etoile al Teatro San Carlo di Napoli.
Le debuttanti riceveranno lezioni di danza da Natalia Titova, Samuel Peron, Samanta Togni (“Ballando con le Stelle”, ricordate?) e dai Maestri della Compagnia Nazionale di Danza Storica, ma anche di trucco base e persino di bon ton e portamento.
E come in tutte le Fiabe, è previsto un lieto fine: la Coppia che si distinguerà nel Ballo avrà l’onore di rappresentare l’Italia al celebre Opernball Ballo dell’Opera di Vienna gemellato con il Gran Ballo.
Il Gran Gala, presentato da Veronica Maya con le musiche dell’orchestra viennese diretta da Karin Leitner, avrà una finalità benefica. Il ricavato della serata sarà devoluto a sostegno del progetto “Giovani per l’Abruzzo”, ideato dal Ministro della Gioventù, per donare alla città de L’Aquila il Villaggio della Gioventù, un nuovo grande spazio multifunzionale pensato per lo sport, la musica e l’arte.
Info: Gran Ballo Viennese delle Debuttanti, Palazzo Brancaccio, Roma, 23 ottobre 2009, ore 20. Prenotazioni: tel. 06.69.30.31.83, cell. 345.39.77.364: Prezzi: 150 € a persona, cena inclusa. Info: www.granballodelledebuttantiroma.com
Carlotta Lombardo
da IL CORRIERE DELLA SERA
Milano arriva Smau salone Ict
Al via Smau, il salone dell’Ict
Dal 21 al 23 ottobre alla Fiera di Milano. Sarà presentato anche Windows 7, «disegnato su misura per gli utenti»
MILANO
Smau è stata la manifestazione italiana più importante per l’ICT negli Anni 90. Recentemente la fiera aveva fatto la scelta di abbandonare il mercato consumer, quello dei grandi numeri di visitatori, per cercare di parlare di tecnologia alle imprese, in una chiave «business to business».
In quest’ottica, l’edizione 2009 che si terrà presso Fiera Milano City dal 21 al 23 ottobre sembra che sia riuscita a ricreare grande interesse presso le principali aziende del settore. Sono attesi oltre 50.000 decisori aziendali, rappresentanti delle Pubbliche Amministrazioni e professionisti ICT, per un’edizione ricca di eventi.
Grande attesa per la presentazione di Windows 7, che si preannuncia come un sistema operativo «disegnato su misura per gli utenti»: più semplice, più veloce, più sicuro e soprattutto pratico. Il direttore del gruppo Windows client consumer di Microsoft Italia, Fabrizio Albergati, è pronto a scommettere che non deluderà le aspettative: «I nostri prodotti -spiega – si evolvono per osmosi con i clienti business e consumer. Le nuove funzionalità di Windows 7 nascono dalle necessità del cliente, dalle migliaia e migliaia di segnalazioni che abbiamo ricevuto da tutto il mondo che abbiamo raccolto, elaborato e travasato nel nuovo sistema».
Così Windows 7 si annuncia più veloce di Windows Vista, anche se dalla Microsoft sottolineano che non era Vista a essere lento, erano le macchine che dovevano essere più potenti. Ma Windows 7 «farà sembrare piu veloci -dice Albergati-anche i pentium quattro con un giga». In particolare Windows 7 è stato messo a punto per consentire ai computer di ridurre i tempi di risposta e quelli necessari per l’avvio, lo spegnimento e la ripresa dalla sospensione.
Tra le funzionalità che permetteranno di risparmiare c’è la Barra delle applicazioni di Windows che semplifica la gestione e l’utilizzo di applicazioni e file e la Jump List che permette di avere a portata di mano i documenti che servono e, a un paio di clic, quelli usati più di recente. La barra delle attività nella parte inferiore dello schermo consente di avviare i programmi e di passare da un’applicazione all’altra quando sono aperte. In Windows 7 si può bloccare qualsiasi programma sulla barra delle applicazioni così da poterlo richiamare con un solo clic del mouse.
Il convegno inaugurale, mercoledì 21 ottobre, vedrà la presenza del ministro Brunetta e di diverse personalità che si confronteranno sul ruolo delle moderne tecnologie nel rilancio della competitività del Sistema Italia. Venerdì 23 si terrà l’Innovation Day, iniziativa che coinvolge gli assessori all’Innovazione e Ricerca delle Regioni Lombardia, Piemonte, Lazio, delle Province di Bolzano, Milano, e del Comune di Milano, e che vedrà premiare le più innovative start up italiane scelte da una giuria di venture capital. Smau, più che un evento fieristico, vuole diventare una piattaforma di incontro e condivisione di conoscenza one-to-one: ogni visitatore potrà costruire il proprio percorso personalizzato attraverso il sito www.smau.it, ottimizzando il tempo in fiera tra incontri agli stand con i maggiori fornitori ICT e momenti di aggiornamento professionale. Ma Smau è soprattutto «business to business», quindi un evento che valorizza la cultura dell’innovazione per far crescere le imprese.
da LA STAMPA
Forte Campolongo restaurato, un tuffo nella Prima Guerra Mondiale
Forte Campolongo sorge su un erto sperone roccioso che domina la Val d’Astico sulla sommità della cima da cui prende il nome ad una quota di 1.720 m ed è raggiungibile attraverso due rotabili in discrete condizioni. Le caratteristiche di quest’opera corazzata sono simili a quelle del vicino forte di monte Verena, probabilmente le due migliori opere fortificate costruite durante il Regno d’Italia.
Armato con quattro moderni cannoni in acciaio da 149 mm, in cupole corazzate da 16 cm di spessore, con la relativa dotazione di mitragliatrici per la difesa ravvicinata, fu costruito negli anni che vanno dal 1908 al 1912. Anche per il forte Campolongo, il periodo di attività bellica coincise con l’epopea del “fratello” Verena. La direzione di tiro delle sue artiglierie era soprattutto rivolta contro l’antistante forte austriaco Luserna; il concentramento di fuoco era supportato da obici di 280 mm italiani in batteria schierati nei paraggi.
ll Forte venne gravemente danneggiato dal mortaio austro-ungarico Skoda da 305 mm. appostato a Cost’Alta nel luglio del 1915 e distrutto quasi completamente il 15 maggio 1916 dai colpi che diedero inizio all’Offensiva di Primavera (Strafexpedition). Il Forte, ridotto a rovina, venne abbandonato alle truppe imperiali che incalzavano gli italiani il 22 maggio 1916 e dopo l’arresto della Strafexpedition e la conseguente rettifica del fronte, rimase sino alla fine del conflitto in mano austriaca.
Il progetto di restauro conservativo di Forte Campolongo ha avuto come presupposto la continuazione di un’avventura culturale iniziata qualche anno fa con il museo all’aperto di M. Zebio ed il Sentiero della Pace, progetti realizzati che hanno riportato in vita le strutture e la storia di questi particolari beni della Grande Guerra. Successivamente, grazie ai fondi messi a disposizione dal Ministero dei Beni Culturali con la L. 78/2001, si è proceduto nel 2006 a dare avvio ai lavori di recupero del manufatto storico militare con la conseguente gara di appalto e l’aggiudicazione dei lavori. I lavori hanno pertanto riguardato il consolidamento delle strutture esistenti con la ricostruzione filologica dell’organizzazione logistica originaria, quale strumento di ricontestualizzazione del sito e per una caratterizzazione dell’aspetto culturale quale imprescindibile operazione rispetto a quella di recupero. Dal punto di vista tecnico i lavori hanno impegnato la ditta esecutrice dal 2006 fino alla fine del 2008, tenendo conto che le condizioni climatiche e l’elevata nevosità del sito consentono generalmente di lavorare solamente pochi mesi all’anno, durante l’estate e parte dell’autunno.
La spesa sostenuta per gli stessi è stata di circa € 400.000,00. Attraverso l’attuazione dell’intervento il complesso logistico fortificato è ora divenuto una sede ideale per manifestazioni culturali e di visita con la conseguente rivitalizzazione di tutte le altre componenti sociali, culturali, storiche e turistiche che, con l’aspetto architettonico, devono condurlo a divenire patrimonio collettivo. Il forte Campolongo, come ci mostra lo straordinario paesaggio circostante, è stato realizzato a strapiombo, in quota 1720 m.s.l.m., sulla parete dolomitica che domina la Val d’Astico. L’imponenza delle strutture hanno richiesto un intervento di consolidamento delle parti maggiormente degradate (interno e copertura) e soprattutto un grande lavoro di pulizia dai detriti e dalla vegetazione del cortile; dei corridoi del corpo principale; della polveriera. Unitamente ad altre opere di ricostruzione e restauro, può essere agevolmente visitato.
Fu progettato e costruito tra gli anni 1908 e 1914. Era armato con 4 cannoni 149/A (acciaio) sistemati in cupole girevoli dello spessore di 180 mm. Fornito di mitragliatrici per la difesa ravvicinata, era accompagnato da obici da 280 in batteria nelle vicinanze. All’inizio del conflitto il fuoco era rivolto principalmente sul forte di Luserna e poi lungo la linea di confine, sulla piana di Vezzena dove, in località Verle, si trovavano i forti di Busa Verle e di Spitz Verle. Colpito il 12 giugno 1915, nel luglio 1915 venne praticamente demolito dai tiri degli obici da 305 piazzati al Millegrobe. Con l’Offensiva di Primavera (Strafexpedition) venne disarmato dei tre cannoni rimasti e fu conquistato dagli austro-ungarici, che lo occuparono fino al termine del conflitto.
da IL GIORNALE DI VICENZA
Croazia Dubrovnik la Ragusa italiana
Il fascino di Dubrovnik
Quando andare e cosa c’è da vedere
Se a Dubrovnik si arriva al mattino presto, si evitano i crocieristi, una razza tutta speciale che va in giro per le città di mare credendo di avere il diritto di prelazione su tutto, nei musei, nei caffè, sulle barche, al ristorante…
Dubrovnik si raggiunge molto facilmente in traghetto dopo una traversata che dura il tempo di una notte, da Ancona, Bari o Brindisi, oppure con un comodo volo di appena un’oretta.
Vale la pena godersi Ragusa (questo è il nome italiano della città croata) fuori stagione: magari in autunno quando le orde impazzite di turisti se ne sono andate, lasciando dietro di sé un polverone ingombrante fatto di bermuda colorati, macchine fotografiche, video camere e bambini che si rincorrono su per le mura smerlate; oppure in primavera, con i primi caldi, quando i tavolini dei bar sono già all’aperto ma sufficientemente vuoti da godersi la vista sul porticciolo o sul bel Palazzo della ex Dogana.
Alle sette di mattina, quando la città si sta svegliando, le strade sono semideserte, le reti dei pescatori sono rincasate da poco, insieme alla barche, e della Placa, la via principale a uso esclusivo dei pedoni, si riesce ancora a intravederne la fine… la Torre dell’Orologio. Le chiese romaniche fanno capolino dai tetti delle case, con quell’edicola singolare che poggia sulla facciata esterna, tipica dell’architettura templare e probabile retaggio bizantino.
Trionfa anche il barocco, un barocco molto simile a quello pugliese, come quello della Chiesa di San Biagio, dedicata al santo protettore della città cui a febbraio è dedicata una vera e propria festa, con tanto di abiti storici e spettacoli tradizionali.
Di romanico non resta più nulla nella Cattedrale dell’Assunzione, distrutta da un terremoto nel 1667 e ricostruita in stile barocco, anch’essa, nel XVIII secolo.
In pieno rinascimento è stata realizzata, invece, la splendida fontana di Onofrio, all’ingresso della città vecchia. Da Porta Pile inizia, inoltre, il camminamento delle mura che vale la pena fare, col bello e col brutto tempo, per ammirare Dubrovnik dall’alto e soprattutto la magnifica costa frastagliata, puntinata di isole e isolotti, vera e propria caratteristica di tutta la Dalmazia.
In inverno, visitare Dubrovnik con la DUbrovnik Winter Card è ancora più emozionante: acquistabile presso gli uffici turistici, a chi fa minimo due pernotti in città, questa card dà diritto a sconti interessanti e prezzi molto convenienti per assistere a concerti, visitare musei, mangiare in ristoranti e pizzerie convenzionate con l’iniziativa, fare escursioni, riservare trattamenti benessere, ecc. La card solitamente è valida fino a fine febbraio.
U. Lacatena
da TGCOM









