Archive for September, 2009
L’autunno nelle Langhe piemontesi
Langhe, terra di vini e tartufi
di Emanuele Coen
Vigneti forgiati come opere d’arte, su terreni sistemati con tecniche dai nomi d’altri tempi: ritocchino, cavalcapoggio, girapoggio. Sapienza antica e rispetto sacrale per la natura e i suoi ritmi. E poi colline, casali, torri, castelli, borghi e cascinali come quello di Santo Stefano Belbo, la cittadina del cuneese dove nel 1908 nacque Cesare Pavese.
Un paesaggio inconfondibile, fonte di ispirazione delle pagine più belle del grande scrittore piemontese e sfondo amaro delle vicende della Resistenza narrate da Beppe Fenoglio ne Il partigiano Johnny. Fin dal Medioevo – quando i maestri tagliatori di pietre di Como e i monaci benedettini favorirono la diffusione del Nebbiolo – le Langhe, il Roero e il Monferrato sono la patria del vino. O meglio dei vini, una varietà di qualità e pregio straordinari: Barbaresco, Dolcetto d’< strong>Alba, Barolo, Barbera d’A sti, Grignolino d’Asti e tanti altri.
Paesaggi vitivinicoli inconfondibili che, insieme a quelli della Valtellina, sono in lizza per diventare patrimonio mondiale dell’umanità Unesco. La candidatura che coinvolge i comuni e i territori piemontesi, presentata nel 2006, sarà il cavallo di battaglia dell’Italia per il 2012.
Le Langhe, nella parte meridionale del Piemonte, si dividono in Bassa Langa, la zona compresa fra il Tanaro e il Belbo, con quote in genere inferiori ai 600 metri, dove si trova Alba, la capitale delle Langhe. E l’Alta Langa, al confine con la Liguria. Il Roero, invece, si trova nella parte nordorientale della provincia di Cuneo e prende il nome dalla famiglia che a partire dal Medioevo dominò per secoli su questo territorio.
Il Monferrato (Basso e Alto), infine, nel cuore della regione, nel territorio delle province di Alessandria e Asti fino ai piedi dell’Appennino ligure.
da LA REPUBBLICA
Medina di Tunisi bellezza restaurata
Tunisi Renaissance
La medina è stata rimessa a nuovo. Dai carrugi ai suq, agli antichi palazzi dove ora aprono case da tè, ristoranti e maison d’hôtes
La medina di Tunisi, dichiarata patrimonio mondiale dall’Unesco nel 1979, lo scorso inverno era un cantiere: in strade e carrugi sono stati stesi chilometri di cavi elettrici e telefonici per la linea Adsl, è stata ripristinata la pavimentazione in pietra, portali e facciate della zona attorno ai suq sono stati riportati agli antichi splendori, palazzi pubblici restaurati.
“L’obiettivo è svelare un lato diverso del Paese”, ha detto di recente il direttore dell’Ente del turismo tunisino, Mustapha Nasri, “far riscoprire il fascino delle nostre medine”. Incentivi statali hanno coinvolto anche diversi privati nei progetti di restauro, convincendoli ad aprire ai visitatori i loro palazzi storici.
Lo hanno fatto Jalel e Alya El Behi, proprietari di Dar El Behi, casa da tè al 9 di rue Dar El Jeld, in una dimora del XIII secolo che risale alla dinastia Hafside. Jalel El Behi, ex dirigente in una società petrolifera, dopo aver girato il mondo si è stabilito al piano superiore con la famiglia e insieme alla moglie riceve e fa visitare le stanze al pianoterra, arredate con mobili del Seicento, argenterie e tappeti antichi, poi offre tè alla menta e squisiti dolci arabi nel patio. Da vedere la stanza nuziale, con l’alcova che ha mantenuto i tessuti e i decori originali.
La prima abitazione privata a essere aperta al pubblico è stata, quattro anni fa, Dar El Medina, maison d’hôtes nel cuore della kasbah: cinque camere e sette suite con spazi e arredi diversi. Si va dagli imbottiti anni Cinquanta ai rivestimenti in tessuti tradizionali, stucchi e soffitti a cassettoni decorati. Ovunque, Internet free.
In un percorso nella Tunisi Renaissance non può mancare una sosta a Dar El Kheirat, in rue El Jeld, ristorante in un palazzo seicentesco che ha richiesto due anni di restauri: maioliche antiche alle pareti, volte a crociera ai soffitti, stucchi come trine e cassettoni decorati. Arredi e luci di design: sedute LC2 di Le Corbusier (Cassina) in pelle e acciaio e lampade minimali. Si servono piatti di cucina tradizionale rivisitata e dopo pranzo, su richiesta, si può fare un tour dell’edificio.
Il cuore della medina è la moschea El Zeituna (moschea degli ulivi) costruita nel 732 da Hassan Ibn Nooman, sceicco omayyade, (si può visitare tutti i giorni, tranne venerdì, dalle 8 alle 12).
Sotto la moschea, Espace Diwan è una libreria specializzata in arte e storia. Vale la pena di entrarci e alzare gli occhi verso il lucernario che
incornicia il minareto in una prospettiva particolare: sembra quasi di poterlo toccare.
Di fronte, Eddar propone pezzi d’antiquariato. Ali Chammakhi, il proprietario, è un collezionista appassionato e ha trasformato la casa di famiglia in uno spazio dove mobili, tessuti, tappeti e gioielli in vendita sono esposti accanto a pezzi rari dai quali non si separerebbe mai. Chammakhi è anche ceramista e propone piatti e vasellame dipinto a mano. Merita salire sul terrazzo: si ammirano il giardino di piante grasse e la moschea El Zeituna, a pochi metri.
Le spiagge e i quartieri chic dei tunisini si concentrano tra Cartagine e Sidi Bou Said. Con la litoranea ci si arriva in pochi chilometri. Per dormire in zona, un indirizzo da annotare è Villa Didon, un boutique hotel dall’architettura lineare affacciato sul Porto Punico. Progettato dal francese Philippe Boisselier, l’albergo ha le pareti trasparenti che fanno del mare e del verde attorno un elemento d’arredo. All’interno pezzi di Antonio Citterio, Philippe Starck, Patricia Urquiola. Il ristorante Rest’ô propone cucina mediterranea creativa ed è frequentato da politici, diplomatici e uomini d’affari. Per la remise en forme si può prenotare un massaggio al centro di Thalassoterapia dell’hotel.
Maurizia Bonvini
Umbria Vitae Borsa del Turismo del Benessere
Un fine settimana interamente dedicato al benessere, non solo del fisico e della mente, ma anche del palato: e’ quanto propone ‘Vitae – Borsa del Turismo del Benessere’ che, da domani fino a domenica 27, permettera’ a 80 operatori e giornalisti di immergersi in tutto cio’ che l’Umbria offre per la cura della persona nella sua totalita’.
L’edizione 2009, organizzata da Regione e Apt dell’Umbria, in collaborazione con Enit e Alitalia, e’ all’insegna del cambiamento: non piu’ una rassegna espositiva al Centro fieristico di Umbriafiere di Bastia Umbra come per le scorse edizioni, ma un soggiorno nelle 18 strutture ricettive sparse sul territorio regionale che fanno parte del Consorzio regionale UmbriaBenessere.
”La nostra regione diventa sempre di piu’ meta di visitatori che amano un nuovo modo di fare vacanza che, oltre alla ricerca di cultura e arte, desiderano relax e nuovi spazi per rigenerare le proprie energie lontani dalla quotidianita’ – ha spiegato l’amministratore unico di Apt, Stefano Cimicchi -.Vitae permettera’ ad operatori e giornalisti di ‘sperimentare’ i programmi proposti dai centri benessere umbri che, in seguito alle precedenti edizioni della manifestazione, si sono unite in un unico marchio, quello del consorzio regionale Umbriabenessere, che ha permesso di coordinare e razionalizzare gli investimenti promozionali sui mercati nazionali ed esteri”. ‘
Il benessere del palato’ e’ un altro aspetto curato dagli organizzatori di Vitae e, le varie strutture ricettive che aderiscono alla manifestazione, offriranno piatti regionali preparati con prodotti di indiscutibile pregio come l’olio, i vini e i tartufi umbri. Ma ci saranno anche incontri tematici e visite guidate nei luoghi di produzione. Sabato 26 settembre settembre Vitae si trasferira’ a Villa Fabri di Trevi con un fitto programma: alle ore 9 e’ prevista la presentazione dell’indagine sul turismo del benessere in Umbria a cura dell’Osservatorio regionale sul turismo con il coordinamento di Sviluppumbria e il supporto tecnico del Cst di Assisi, di seguito una presentazione sui parchi dell’Umbria e una tavola rotonda dal titolo ‘La funzione dei percorsi del benessere tra educazione alimentare, dispendio energetico e cultura’.
A partire dalle 15 e 30 si terra’ un workshop operativo con la presenza di operatori della domanda e dell’offerta. Al termine e’ prevista una presentazione della ‘Strada del Vino e dell’Olio dell’Umbria’. ”La giornata finale di Vitae si terra’ in un luogo simbolico della nostra regione che verra’ scelto di anno in anno – ha precisato l’amministratore unico di Apt -.
Quest’anno e’ la volta di Villa Fabri, un luogo ‘speciale’ recentemente ristrutturato”. Si tratta di un edificio tardocinquecentesco riaperto alla cittadinanza in occasione dell’ultima edizione di ‘FestivOl’ e sta per diventare la sede permanente per la Rete Regionale di Ville, Parchi e Giardini, dell’Osservatorio sulla biodiversita’ e il paesaggio, e di un ‘polo di eccellenze regionali’.
da AGI.IT
Italia Sagre d’Autunno dal Nord al Sud
Sapori d’autunno, le sagre in Italia
Sono numerosi gli appuntamenti dedicati alla degustazione di prodotti regionali autunnali. Vino, funghi porcini, mele e zucca protagonisti delle piazze e dei borghi in festa
di Francesco Zardo
L’autunno è stagione di lavoro, o così dovrebbe essere. E in tanti si rimettono alla scrivania con un groppo in gola, avvinti da una insistente nostalgia delle vacanze appena finite. Non è il caso: ricordiamoci della cicala e della formica. Nella filastrocca di Lafontaine la cicala passava l’estate a cantare, mentre la formica s’ingegnava a far provviste per l’inverno.
Così, mentre l’Italia cittadina è in vacanza (chi può, almeno), l’Italia contadina approfitta della stagione estiva per coltivare e allevare le nostre provviste invernali. L’autunno è quindi stagione di raccolto e vendemmia, piante e animali diventano il cibo che consumeremo. E nel mondo contadino è tempo di festa, tempo di sagra. Sono tante, in tutta Italia: ci rammentano che il nostro Paese abbonda di cose buone: e l’autunno è la ricca e festosa stagione, il momento di assaggiarle.
Partiamo dal Nord Ovest, come si faceva alle elementari studiando la geografia. Sulle Alpi l’arrivo dell’autunno comporta la necessità di ricondurre a valle il bestiame che d’estate aveva pascolato in quota. E il ritorno dall’alpeggio è un’occasione celebrata su tutto l’arco alpino.
In VALLE D’AOSTA:
- lo chiamano “desarpa”, e tanti sono i paesi che, nell’ultima domenica di settembre, il 26, celebrano questa discesa, tra il Cervino e il Gran Paradiso, da Cervinia a Valgrisenche a Valtournanche. Suggestiva la sfilata dei bovini e le tavolate organizzate in questi paesi tra formaggi, salumi e tanti altri prodotti tipici.
- Terra di mele, la Val d’Aosta dedica a questo frutto due importanti sagre autunnali, la Feta di Pomme a Gressan e la Melevallée ad Antey-Saint-André, rispettivamente nella prima e seconda domenica di ottobre.
- Tante poi, nella regione, le feste dedicate alle castagne: a Fenis (9-10 ottobre), a Pont-Saint-Martin (18 ottobre) , e a Perloz (dal 12 al 15 novembre).
- È invece il miele che chiude il mese di ottobre, con la festa di Châtillon dedicata a questo prodotto e ai suoi derivati.
Anche il PIEMONTE
- è terra di miele, prodotto che viene celebrato dal 25 al 27 settembre a Marentino, in provincia di Torino, dove si svolge la XIV Fiera del miele, con oltre cento produttori che espongono e un significativo “ristorante in fiera” gestito dall’Accademia delle Tradizioni Enogastronomiche del Piemonte.
- Ma l’associazione spontanea con questa regione è quella col vino: domenica 27 settembre Alba ospita l’XI edizione della sua “Festa del vino”, e in tutto il centro storico della città, si possono degustare i prodotti più rappresentativi dei territori di Langa e Roero.
- L’occasione precede di pochi giorni quello che è uno degli eventi gastronomici più importanti d’Italia, la Fiera del tartufo bianco , di cui la cittadina piemontese è la capitale mondiale: l’esposizione resterà aperta per oltre un mese (dal 3 ottobre all’8 novembre).
- Sempre il vino è protagonista a Carema: dal 24 al 29 settembre ci sarà la Festa dell’uva e del vino che da più di mezzo secolo anima la cittadina in provincia di Torino; tra gli eventi più attesi la visita alle cantine del paese, dalle 19 in poi, per scoprire la storia dei luoghi di conservazione e invecchiamento del vino e, naturalmente, per bere.
- Al cinghiale è dedicata la sagra a Migiandone di Ornavasso, in provincia di Verbania, il 4 e il 5 ottobre.
- E per chi è curioso di assaggiare una rarità gastronomica, il comune di Carignano (To) propone il 9 e il 10 ottobre la sagra del “ciapinabò”, nome locale del topinambur, un tubero antenato della patata, che da quelle parti continuano a coltivare, per mangiarlo
con la bagna cauda o la fonduta.
Se la LIGURIA vi fa venire in mente
- il pesto, e siete ghiotti di questo condimento, il momento è propizio: dal 9 all’11 ottobre a Lavagna, in provincia di Genova, avrà luogo la sesta edizione di “Pesto e dintorni”, nel suggestivo centro storico della cittadina: l’evento è dedicato alla specialità ligure e ai “magnifici sette”, gli ingredienti che servono alla preparazione del pesto tradizionale, cioè basilico, aglio, olio, sale, pinoli, pecorino e formaggio grana.
- In provincia della Spezia il Borghetto di Vara ospita l’11 ottobre la sagra dello “sgabeo”, specialità della Val di Vara: si tratta di pasta di pane lievitata due volte e poi fritta; una volta pronto lo sgabeo viene farcito con salumi e stracchino, ma può essere anche la base di un dolce.
- A Calizzano, in provincia di Savona, i protagonisti della festa d’autunno sono i porcini della zona, pietanza principale della festa locale detta Funghinpiazza (il 10 e l’11 ottobre).
- La “quarantina bianca” genovese è protagonista della Sagra della patata di Rovegno (4 ottobre).
Fittissimo il calendario di feste gastronomiche in LOMBARDIA,
- che si apre con due sagre della patata, una a Lazate, in provincia di Milano, dal 24 al 27 settembre e la seconda a Mortara, il 26 e 27:
- la cittadina in provincia di Pavia ospita negli stessi giorni una festa del salame, mentre sempre nel pavese, a Montesegale, il 27 settembre si svolge il palio dell’oca (e l’oca finisce nel piatto, naturalmente).
- Virata verso il dolce il 3 e il 4 ottobre, quando sempre nel pavese, a Parona, c’è la sagra delle “offelle”, biscotto ovale tipico della zona, e invece a Gessate, alle porte di Milano si celebra il palio del pane e la sagra della Paciarela, torta campagnola caratteristica della Brianza.
- Negli stessi giorni a Casatenovo, vicino Lecco, c’è la sagra del cinghiale,
- mentre la zucca è protagonista, nel week end successivo (il 10 e l’11 ottobre) delle sagre di Fagnano Olona (Va), Ponte San Pietro (Bg), Quistello (Mn) e Dorno (Pv);
- nello stesso fine settimana Sondrio mette i suoi “Formaggi in piazza” mentre a Tirano, in provincia di Sondrio, ed ad Albavilla, in provincia di Como, c’è la festa dei “crotti”, ovvero le grotte naturali, tipiche di questa zona, in cui si conservano vini, bresaola e formaggi (la festa dei crotti è doppia, si svolge anche nel week end precedente).
- Anche la Lombardia è terra di funghi, e il 25 ottobre a Pizzale (Pv) c’è la festa del fungo chiodino.
In TRENTINO ALTO ADIGE la festa d’autunno si chiama Törggelen: ci si riunisce intorno alla stube, la tavola e le panche tipice del contesto domestico atesino, per assaggiare il vino frutto della prima spremitura (il termine Törggelen deriva dal torchio per l’uva):
- a Chiusa, in provincia di Bolzano, sono tre i fine settimana in cui si celebra la festività, il 19 e il 26 settembre e il 3 ottobre; il vino nuovo è accompagnato dalle specialità locali: speck, zuppa d’orzo, canederli, salsicce, crauti, krapfen e caldarroste. Ma il Törggelen si celebra in questa stagione un po’ in tutto l’arco pedemontano atesino, specie in Val d’Isarco.
- Sempre nella provincia di Bolzano il 3 ottobre a Funes, c’è la festa dello speck,
- e il 10 a Terento si festeggia il ritorno dall’alpeggio,
- mentre il 17 il centro storico di Merano si accende con la sua grande festa dell’uva.
- La ricorrenza di Halloween si manifesta poi da queste parti in una sua originale radice atesina, il “Krapfenbetteln”: il primo novembre i bambini di Fundres si mascherano e vanno di maso in maso a bussare per farsi elargire appunto i krapfen. Ma anche per i grandi l’occasione è ghiotta.
Il vino è il protagonista delle sagre autunnali anche in VENETO:
- quest’anno l’evento clou si svolge a Vicenza, dove si svolgerà, dal 23 al 25 ottobre il primo Festival nazionale dell’enoturismo.
- I funghi sono invece l’argomento della festa che si svolge, tra il 25 e il 29 di settembre, a Nervesa della Battaglia, in provincia di Treviso;
- sempre nel trevigiano, a Fanzolo, il 3 e il 4 ottobre sono i giorni di “Caseus veneti, l’eccellenza dei formaggi in mostra”.
- Vicino a Padova, a Curtarolo, dal 10 al 14 ottobre si celebra la Sagra della Madonna di Tessara
- e spostandosi verso l’Adriatico dura una settimana la quarta edizione di “Un mare di sapori – i sapori del Veneto dal mare alla montagna”: fra il 18 e il 25 ottobre tutte le calli e i campielli di Caorle si trasformano in un paradiso gastronomico.
Il FRIULI VENEZIA GIULIA, terra di confine, valorizza questa sua specificità
- dal 25 al 27 settembre a Gorizia, dove il week end è dedicato ai “Gusti di frontiera“: vini, bevande e cibi provenienti da tutte le regioni italiane e da tutta Europa.
- La “Festa dell’agricoltura” anima il 3 e il 4 ottobre il paese di Resiutta, in provincia di Udine, con polenta, formaggi, vini e alimentazione “di Malga”;
- sempre da quelle parti, a Montenars, si svolge negli stessi giorni la “Festa delle castagne“.
- La pratica del baratto è all’origine della sagra delle “Masanette” di Villaorba: la masanetta è un granchio diffuso nella non lontana laguna di Marano che, insieme con altro pesce, veniva barattata dai pescatori con i contandini, ottenendo in cambio farina e polenta; ne deriva questa sagra, che si svolge fra il 9 e il 18 ottobre e in cui il pesce è protagonista.
- Il “Pan zal”, letteralmente pane giallo, è una focaccia dolce a base di zucca cui è intitolata la sagra che fra il 15 e il 25 ottobre si svolge a San Vito al Tagliamento, in provincia di Pordenone.
- Ottobre si chiude ad Ampezzo, che il 31 ottobre festeggia il “capodanno celtico” con la Fiesta de Lis Muars, la festa delle zucche che nella tradizione di Ognissanti comincia dopo il tramonto, quando le zucche intagliate si accendono e illuminano il centro storico del paese e dei suoi cortili, dove non manca da bere e da mangiare.
L’EMILIA ROMAGNA rende omaggio a uno dei suoi simboli, il tortellino.
- Si chiama “Gran Galà del Tortel Dols” il peculiare evento gastronomico di Colorno dedicato alla riscoperta di questo ripieno tipico della bassa parmense: l’11 ottobre si potrà assaporare il “tortel dols” (tortello dolce) insieme con torte fritte, salumi, caldarroste. E per scoprire i segreti della sua preparazione si può assistere alla gara tra le cuoche che durante la festa si cimenteranno nel cucinare il tortello.
- Frutti antichi nella mostra dedicata ai prodotti della terra dimenticati e da riscoprire a Pontenure, vicino Piacenza, il 3 e il 4 ottobre;
- castagne a volontà, sempre da quelle parti e nello stesso weekend a Gusano di Gropparello.
- La castagna è protagonista anche della “Marronata in piazza” di Pioppe di Sanvaro (Bo), il 18 ottobre.
- Ogni venerdì, sabato e domenica fino all’11 ottobre, a Madonna Boschi, non distante da Ferrara, si accende il gusto per la mitica salamina da sugo al cucchiaio, una specialità locale cucinata con aceto, grana e patate, e impiegata per condire tagliatelle e lasagne.
- E poi la Riviera, che vuol dire pesce: la città lagunare di Comacchio rende omaggio alle sue anguille attraverso l’evocazione degli usi e dei costumi che da sempre ruotano attorno a questo pesce di acqua salmastra: dal 3 all’11 ottobre verranno ricostruite le storiche ambientazione vallive e si potrà assaporare l’anguilla locale insieme con i prodotti tipici del territorio ferrarese, come l’aglio, la zucca, la vongola, l’asparago.
La riviera adriatica offre pesce in abbondanza scendendo nelle MARCHE, in ABRUZZO e in MOLISE: ma queste regioni sono tutt’altro che avare di specialità quando ci si sposta nell’entroterra.
- Fagioli e cotiche abbondano nella sagra marchigiana di Fratte, vicino a Pesaro, il 3 e il 4 ottobre.
- Nello stesso weekend e nella stessa zona, a Monte Porzio si potrà assistere alle fasi contadine di preparazione del vino: portata in piazza su un carro agricolo, l’uva verrà pesata sotto l’occhio vigile del fattore e poi pigiata a piedi nudi dalle ragazze del paese.
- Ancora vino nella festa del novello, castagne e olio nuovo di Treglio, dove il 7 e l’8 novembre si aprono le cantine del centro storico per offrire in degustazione anche i piatti tipici dell’antica Frentania.
- A Sante Marie, vicino all’Aquila, nessuno intende rinunciare alle tradizioni: dal 30 ottobre al primo novembre si può esplorare un vero e proprio villaggio della castagna.
- Il miele è al centro della promozione gastronomica di Tornareccio, nei pressi di Chieti, dove il 26 e il 27 settembre ci sarà la tradizionale mostra mercato nel centro storico del paese.
- In tutte le salse troviamo i fagioli molisani nella “Faggiolata” di Acquaviva d’Isernia, martedì 29 settembre.
La varietà agricola della campagna in TOSCANA e in UMBRIA si raccoglie, nelle sagre di questa terra, intorno al blasone dei suoi vini:
- fino al 27 settembre siamo in tempo per celebrare la vendemmia a Impruneta (Fi), Vagliagli (Si) e Scansano (Gr), dove la festa dell’uva è dedicata al celebre “Morellino” e culmina nel fine settimana del 26 e 27 con l’apertura delle cantine storiche.
- Sempre nell’ultimo week end di settembre termina a Girone di Fiesole, non distante da Firenze, la sagra del tartufo.
- Ottobre si apre a sua volta sotto l’insegna del vino: il 3 e il 4 a Poggibonsi si festeggia la sagra detta del “pigio” in cui la spremitura dell’uva è occasione di una contesa fra le varie contrade e soprattutto occasione per assaggiare il vino della Valdelsa e del Chiani senese.
- L’11 ottobre il borgo di Rivalto nei dintorni di Pisa celebra la sua sagra del marrone e nello stesso giorno, stesse zone, si disputa il palio del papero di San Miniato: questo piccolo borgo del comune di Balconevisi ospita nel fine settimana successivo la sagra del tartufo bianco e del porcino.
- Il marrone e “i frutti del sottobosco” sono l’argomento della sagra che in tutte le domeniche di ottobre si svolge a Palazzuolo sul Senio, vicino Firenze.
- Ma la Toscana ci rimanda anche al sapore di mare: e il pesce sarà uno dei protagonisti di Livorno Food, una grande kermesse che raduna espositori gastronomici da tutta Italia.
- Spostandoci in Umbria la vendemmia si festeggia nel ternano fra il 2 e il 4 ottobre a Penna in Teverina, mentre il 9 e il 10 a Pietralunga, vicino Perugia, si tiene la XXII mostra mercato del tartufo e della patata bianca.
Assorbita nella moltitudine delle meraviglie capitoline, la provincia e la campagna del LAZIO spesso non gode del prestigio che merita. Occorre spegnere le luci sulla città per scoprire dunque la bellezza dei borghi antichi e l’autenticità dei sapori del contado. Gustare prodotti rurali diviene così un modo per visitare questi luoghi un po’ dimenticati e conoscere i lasciti storici e artistici che ne hanno fatto l’identità,
- come le mura poligonali e la Porta Saracena di Segni, sui monti Lepini, che dal 22 al 25 ottobre celebra la sua castagna pregiata, il marrone.
- Piatti tipici contadini e vini locali sono la base del festival di improvvisazione contadina il 26 e il 27 settembre ad Anguillara Sabazia, che rende omaggio al lavoro contadino con suonatori, stornellatori e poeti a braccio.
- Non solo sagre anche gare di gusto. Il viterbese è terra di nocciole: la “tonda gentile” romana è protagonista il 7 e l’8 novembre, nel seicentesco Palazzo delle maestranze di Ronciglione, dove verrà premiata la cittadina produttrice della nocciola più pregiata: per i visitatori l’occasione è mangereccia.
- E anche la zona pontina mette a confronto i suoi sapori: si chiama “Comuni del gusto” la mostra mercato di prodotti tipici di qualità dell’agro pontino, prevista per il 10 e l’11 ottobre al museo Piana delle Orme di Latina.
- C’è poi la celebratissima tradizione vinicola dei Castelli Romani. Nella storica sagra dell’uva di Marino, dal primo al 5 ottobre, il vino è occasione di festa e allegria.
- Anche Velletri dedica quattro giornate, dal 24 al 27 settembre, alla promozione della produzione vinicola e gastronomica locale.
- La degustazione gratuita del vino novello dei Colli accompagnato da caldarroste è quanto offre la sagra dell’ Argomenti: itinerari, appuntamenti, gastronomia, natura 11 novembre a Cerveteri.
- E poi il mare. Per chi si è perso la sagra della tellina di Ostia del 20 settembre la prossima occasione è a Fiumicino, il 18 ottobre: fritto di paranza arricchito con i sapori dei prodotti della terra, accompagnato dal vino di produzione locale, formaggi, salumi, verdure, miele: tutto questo nella mostra e degustazione dei prodotti del territorio che circonda il porto romano.
Zucche, nocciole e castagne sono le protagoniste delle mense autunnali in CAMPANIA e BASILICATA:
- dal 25 al 27 settembre a Giffoni Sei Casali, dalle parti di Salerno, oltre alla sagra e al mercatino della nocciola ci sarà l’ottava assise nazionale dedicata al prodotto;
- la sagra della “cucuozza”, vale a dire della zucca napoletana, ha luogo invece a Scafati, nella stessa provincia nello stesso fine settimana.
- E poi la carne: il 3 e il 4 ottobre a Mugnano del Cardinale, in provincia di Avellino, quella di maiale si potrà gustare in tutte le sue declinazioni: salsicce, affettati, bistecche ma anche piedi, orecchie, cotiche.
- Il cinghiale, accompagnato da funghi porcini, è il protagonista della tavola tutti i venerdì, sabato e domenica di settembre e ottobre a Dugenta, nel beneventano.
- Semplicemente arrostita o base di piatti tipici lucani, la castagna sarà celebrata a Melfi dal 18 al 19 ottobre nella sagra della “varola”, termine che definisce, da quelle parti, per l’appunto proprio il frutto emblema dell’autunno, in gran parte della nostra penisola.
Funghi, formaggi, salumi, miele, olii e prodotti sott’olio e zuppe sono gli ingredienti di ricette dell’antica tradizione in CALABRIA, da
gustare
- in tre weekend di festa a partire dal 16 ottobre fino al primo novembre a Camigliatello (Cs), sui monti della Sila.
- Scendendo di quota, le specialità enogastronomiche del cosentino arricchiscono di sapori, dal dolce al piccante, il raduno dei suonatori di organetto di altri strumenti tradizionali come la zampogna, il tamburello, la ciaramella, che si svolge il 17 ottobre a Bisignano, con la sagra della “quararella”, il tipico spezzatino locale.
Olio, olive, orecchiette: siamo in PUGLIA dove in ottobre
- la sagra più importante dedicata alla pasta fresca emblematica della regione si svolge nel primo fine settimana di ottobre a Latiano, in provincia di Brindisi, dove le orecchiette si chiamano “stacchioddi”, e le donne del luogo le preparano nella piazza principale del paese, condite in vari modi fra i quali il sugo di braciola di cavallo, specialità del luogo.
- Tra il 9 e l’11 ottobre a Sannicandro, in provincia di Bari, si svolge invece la ventireesima edizione della sagra delle olive, dove i produttori locali presentano il loro olio il quale è anche la base di tutte le specialità gastronomiche offerte nell’occasione.
- Negli stessi giorni a Palagiano, in provincia di Taranto la festa della “Madonna della Stella” coincide con la sagra della “tagghiarina”, una variante dell’orecchietta che viene cucinata con pomodoro e peperoncino in grandi calderoni d’acciaio.
- Dulcis in fundo: dal 10 al 13 ottobre a Galatina, nel leccese, c’è un salone dedicato ai più golosi: gelati, pasticcini, cioccolato, specialità locali e da tutta Italia.
L’autunno in SICILIA trattiene il calore dell’estate grazie ai frutti della stagione appena finita: primo fra tutti il fico d’india, originario del Messico (a dispetto del nome) e coltivato in tutto il Sud del Mediterraneo.
- Se ne fanno vanto Roccapalumba, vicino Palermo, che celebra il suo frutto spinoso dal 19 al 21 ottobre
- e Militello in Val di Catania che ne ha ricavato una specialità unica al mondo: la mostarda, condimento di tante pietanze durante la sagra locale, dal 9 all’11 ottobre.
- Coltivata dentro speciali sacchetti che la proteggono da insetti e maltempo, la pesca tardiva leonfortese giunge alla sua maturazione nei giorni della sagra, 3 e 4 ottobre, a Leonforte, in provincia di Enna, dove si potranno gustare anche decine di specialità da tutta l’isola: l’olio, le mandorle, i legumi, il miele e la fava larga.
- Ma la Sicilia è anche terra araba: il cous cous, piatto nordafricano che nella sua diffusione ha subìto influenze e contaminazioni, si può assaggiare nella sua variante più dotta a San Vito lo Capo, nella zona di Trapani: dal 22 al 27 settembre il Festival internazionale dell’integrazione culturale pone il cous cous come simbolo della sintesi di tutti i paesi del Mediterraneo.
L’ottobre della SARDEGNA è tutto da scoprire: questa regione affollatissima in estate, si ritempra a settembre ritrovando le sue radici.
- Nei paraggi di Nuoro diversi comuni si avvicendano nel festeggiare l’Autunno in Barbagia, che dal 25 al 27 settembre è occasione di riscoperta dei sapori e delle tradizioni locali a Sorgono, che apre al turista le sue “cortes”, i suoi cortili, mettendo in mostra funghi, vini e tessuti ricamati
- e ad Austis, dove protagonista della tavola è il maialetto.
- Il 4 ottobre ad Alà dei Sardi, in provincia di Oristano, si festeggia San Francesco con un grande pranzo sardo all’aperto che dura fino a sera.
- E per chi ama il pane sardo l’occasione buona la offre l’ultimo fine settimana di ottobre, quando a Villaurbana, sempre nei paraggi di Oristano, c’è la sagra di “su pani fattu in domu“, cioè del pane fatto in casa.
Buon appetito, eh.
da LA REPUBBLICA
BTO Buy Tourism Online il turismo del futuro
Il futuro del turismo viaggia su internet
di Francesco Maria Del Vigo
Navigare fa rima con viaggiare. Sempre più spesso prima di preparare i bagagli il passaggio obbligato è davanti allo schermo del computer. Prenotare aerei, confrontare prezzi, condividere giudizi su hotel e bed and breakfast o, magari, lasciare un commento sulla propria esperienza.
I maggiori esperti mondiali del turismo online parteciperanno alla seconda edizione di BTO Buy Tourism Online, in programma alla Stazione Leopolda di Firenze il 16 e 17 novembre 2009. Ci saranno tutti i nomi noti del web che scende in campo per il turismo: Expedia, Tripadvisor e Travelzoo, fino ai nomi emergenti e meno noti ai più ma che fanno dell’innovazione e della ricerca di nuovi modelli di business il loro obiettivo.
La nouvelle vague del turismo on line. È il caso di Brand Karma, che promette di misurare quanto si parla di un marchio in rete e nei social network, di Oyster.com, che ripropone in versione online la recensione di hotel da parte di reporter in incognito e di Atrapalo.com, che sfida le regole del mercato con una proposta provocatoria: Pay What You Like, ovvero pagare l’hotel al termine del soggiorno, sulla base di quanto si è stati soddisfatti.
Bing travel. Sarà l’occasione per conoscere meglio i programmi del nuovissimo Bing Travel: direttamente da Seattle, per la prima volta in Italia, la responsabile del motore di ricerca di Microsoft presenterà i futuri progetti per l’Europa e la recente acquisizione di Farecast.com, il sistema che permette di prevedere, con un’attendibilità superiore al 70%, l’andamento delle tariffe aeree e alberghiere e di consigliare all’utente, come un agente di borsa virtuale, se comprare subito o se aspettare tempi migliori.
In sei anni una crescita del 54%. I primi dati indicano che la crescita a livello mondiale del turismo online tra il 2002 e il 2008 è stata del 54%, mentre i canali tradizionali sono rimasti stabili. In più, la previsione 2008 – 2012 indica per il turismo online una crescita media del 14% e un decremento dell’offline del 1.2%. Secondo Eye For Travel il mercato online in Italia a fine 2009 rappresenterà il 16% del totale, contro un 13.7% del 2008.
Incontro fra gli operatori.“Vogliamo realizzare un momento di incontro e di confronto” ha spiegato Giancarlo Carniani, il Coordinatore di BTO Buy Tourism Online “nel quale il focus siano la formazione, l’informazione e il dibattito sugli scenari futuri e sull’impatto delle nuove tecnologie e dei nuovi modelli di business sul settore”. E’ il caso dei siti che permettono agli utenti di recensire le strutture turistiche, in grado di influenzare, secondo le statistiche, oltre un terzo degli acquisti online o dei portali che selezionano le migliori offerte di viaggio, intrattenimento
e tempo libero. Cambiamenti radicali che gli operatori turistici possono fronteggiare con l’aiuto della tecnologia, in grado di potenziare la capacità del singolo hotel, del singolo business e di espanderne l’ambito a livello globale.
Le nuove dinamiche del settore. Un segmento, quello del turismo e del web, ancora in evoluzione. Una realtà in movimento che risulta difficile fotografare e analizzare. E’ necessario conoscere le dinamiche del nuovo mercato e il ruolo chiave del Cliente/navigatore che è giudice supremo della qualità della proposta, del value for money e del servizio erogato. Un mercato dalle straordinarie potenzialità, che impone però standard rigorosi, professionalità impeccabile e capacità di innovazione costante. “II mondo on line – afferma l’assessore al turismo, cultura e commercio della Regione Toscana, Paolo Cocchi – sta modificando profondamente i valori e i comportamenti nel turismo. E ciò non vale solo presso gli attori-consumatori o presso gli operatori turistici, ma anche nei sistemi informativi gestiti da operatori pubblici. Del resto l’utilizzo delle tecnologie ha permesso di migliorare la qualità dei servizi, in particolare quelli di prenotazione, di differenziare le proposte, di offrire prodotti personalizzati, con la possibilità di integrare i servizi fra di loro. Bto è un’occasione importante fare il punto su una situazione in continuo divenire, offrendo strumenti per la gestione delle informazioni e delle relazioni, per fidelizzare i clienti, fino a promuovere una vera e propria comunità virtuale che scambia informazioni, e riesce a creare nuove abitudini e nuove mete turistiche”.
da IL GIORNALE
