Archive for September, 2009
Pechino revoca visti turistici Tibet
Posted by: | CommentsCina, bloccati visti turistici per il Tibet
La decisione rientra nelle imponenti misure di sicurezza decise dal governo di Pechino in occasione delle celebrazioni per il sessantesimo anniversario della repubblica popolare cinese. La restrizione dura fino all’8 ottobre
Fino all’8 ottobre, tutti i visti turistici per il Tibet sono stati bloccati dalla Cina. I visitatori che gia’ ne possiedono uno, dovranno essere sottoposti ad una attenta verifica da parte delle autorita’ cinesi.
La decisione del governo di Pechino rientra nelle imponenti misure di sicurezza intraprese in vista della celebrazione dei 60 anni della Repubblica popolare cinese che si terra’ il primo ottobre.
A renderlo noto l’agenzia AsiaNews sul proprio sito web. ”Il provvedimento rischia di mutilare ancora una volta il turismo in Tibet e in Cina. Secondo dati raccolti a Lhasa, il turismo soffre gia’ di una perdita del 20-30%”, spiega l’agenzia.
Per quanto riguarda i turisti che hanno ottenuto il visto prima del 20 settembre, e che hanno intenzione di visitare la regione tibetana, dovranno essere accompagnati da una guida autorizzata e un veicolo registrato.
Le misure di sicurezza sono aumentate vistosamente in tutto il paese. Pechino si sta infatti preparando con molta attenzione alla festa nazionale del 1 ottobre con l’obiettivo di scongiurare ogni possibile minaccia terroristica o manifestazione anti-governativa.
Gia’ l’anno scorso la regione tibetana e’ stata isolata prima e durante le Olimpiadi di Pechino.
da LA REPUBBLICA
Rimini Fiera Ttg e Turismo Gay
Posted by: | CommentsIn Fiera si studia il turismo gay
Si tratta di un’settore in costante crescita: ecco perché alla prossima edizione del Ttg Incontri, la fiera del mercato turistico, si terrà un apposito laboratorio
La Riviera s’interroga su come intercattare il turismo gay. Il pubblico omosessuale, grazie anche agli outing dei personaggi più o meno celebri (che hanno dichiarato apertamente la loro omosessualità) e alle varie manifestazioni dedicate all’orgoglio gay, è diventato oggetto di ricerche di mercato ed esperti di marketing.
Si tratta di un’ settore’ in costante crescita: soltanto in Italia, secondo alcuni studiosi di settore, il giro d’affari generato dai turisti omosessuali è il 7% del totale, e sale addirittura al 10% del fatturato viaggi mondiale. Ecco perché alla prossima edizione del Ttg Incontri di Rimini, la fiera del mercato turistico (in programma in fiera dal 16 al 18 ottobre), si terrà un apposito laboratorio dedicato al fenomeno del turismo gay.
A condurre l’incontro in fiera sarà una delle massime realtà del settore, l’americana Iglta (la sigla sta per International gay & lesbian travel association), che da anni opera nel campo del turismo omosessuale. Un turismo che vede l’Italia come una delle mete predilette. Stando ad alcune ricerche di mercato, il 55% dei viaggiatori gay resta in Italia per le proprie vacanze, mentre il 25% sceglie destinazioni estere come Sud America, Canada, le grandi capitali europee e Sydney.
Tutte mete che, da tempo, si sono rivelate gay friendly, ovvero piuttosto accoglienti nei confronti dei vacanzieri omosessuali. Anche perché i turisti gay spendono (in media) molto più degli altri, puntano a prodotti di tendenza e hanno una cura maniacale per tutto quel che riguarda la cura del corpo (a partire dal wellness). Da qui la scelta di Ttg Italia, la società della fiera di Rimini che organizza Ttg Incontri, di inserire per la prima volta quest’anno, tra i vari incontri, anche un seminario ad hoc sul turismo gay.
da IL RESTO DEL CARLINO
Rilancio turismo casinò sul Trasimeno
Posted by: | CommentsCasinò sul Trasimeno, l’idea di Gianluca Bardelli piace a residenti e commercianti
E’ quanto risulta dall’inchiesta pubblicata dal Corriere dell’Umbria del 28 settembre
di Daniele Ubaldi
Fa il pieno di consensi, tra i residenti e i commercianti del Lago Trasimeno, l’idea dell’imprenditore umbro Gianluca Bardelli di dare vita a un casinò sull’Isola Polvese, per rilanciare il turismo locale.
La notizia, lanciata in anteprima da Spoletonline qualche giorno fa, è stata ripresa dai principali quotidiani locali, primo fra tutti il Corriere dell’Umbria, che anche oggi è tornato sull’argomento con un’inchiesta a firma della collega Alice Guerrini.
Nell’articolo, che apre pagina 10 del Corriere, alcuni residenti dei Comuni del Lago si dicono “più che favorevoli” all’apertura del casinò, che potrebbe cambiare il modo di vivere il turismo e il Lago stesso. Indubbi effetti positivi, secondo gli intervistati, ricadrebbero sulle strutture ricettive e ristorative della zona, mentre anche le condizioni di salute dello specchio d’acqua potrebbero beneficiare di un innalzamento vertiginoso del numero complessivo dei visitatori.
Da quanto Spoletonline è riuscito a sapere, a breve dovrebbe avvenire l’incontro fra l’imprenditore Bardelli, che dietro di sé sembrerebbe vantare una cordata di colleghi interessati al progetto, e il presidente della Provincia di Perugia Marco Vinicio Guasticchi.
da SPOLETONLINE.COM
Arabia Saudita da scoprire
Posted by: | CommentsLa regina dei deserti
Nella terra natale di Maometto, regno dei pastori nomadi bedù e di montagne alte fino a 3.000 metri. Tra grandi distese di sabbia e oasi verdeggianti
Sebbene per dimensioni si tratti di gran lunga della maggiore (80% del totale, grande oltre 7 volte l’Italia), l’Arabia Saudita rappresenta la
nazione meno conosciuta e frequentata di tutta la penisola arabica.
Niente da spartire con Giordania, Egitto, Yemen, Oman e Emirati, gli altri Paesi confinanti che brulicano invece di visitatori, forse perché le frontiere dell’Arabia sono state aperte solo di recente, e con notevoli limitazioni tanto da poter parlare di una delle ultime mete del turismo internazionale.
La terra natale del profeta Maometto, dell’Islam e delle città sacre di Mecca e Medina è desertica per ben il 95% della sua superficie, con alcune delle aree aride più vaste del pianeta, come Al Nafud nel nord, regno dei pastori nomadi bedù con le loro tende mobili di lana e le mandrie di capre e cammelli (ma anche con moderni fuoristrada, cellulari e tv satellitari), e il Rub al Khali nel centro-sud, grande come la Francia e esteso su metà del Paese, la maggior distesa continua di dune del mondo, spopolato e da sempre inaccessibile, attraversato per la prima volta dall’esploratore inglese Thesiger soltanto nel 1950.
Ma anche una terra di oasi verdeggianti (Al-Hofuf è la maggiore del mondo, con 1,5 milioni di palme), montagne nel sud-ovest alte fino a 3.000 metri con le caratteristiche case-torri di stile yemenita, e spiagge infinite e deserte sul Mar Rosso, come il promontorio di Ras Ash Sheikh Humayyd nel golfo di Aqaba di fronte alla penisola del Sinai, di una bellezza mozzafiato.
Un paese con una storia che parte molto da lontano: possiede quasi 200 mila siti di incisioni preistoriche rupestri, le più vecchie risalenti a 13 mila anni or sono, quando l’Arabia era una savana verde come il Sahara dell’epoca, con una abbondante fauna selvatica, fiumi e laghi alimentati dalle piogge.
Senza parlare delle ricchezze accumulate in epoca storica dal passaggio della Via dell’Incenso per portare le spezie dal sud della penisola fino al
Mediterraneo, e poi dei grandi astronomi, matematici, medici, filosofi e letterati prodotti dalla civiltà araba.
Tutti considerano le tombe rupestri di Petra, nel deserto giordano, uno dei siti storici più suggestivi del Medioriente. Nessuno sa invece che presso Medain Saleh, in un contesto non meno affascinante, nella necropoli di Hegra ci sono ben 130 tombe analoghe scavate nella roccia, con ingressi maestosi a forma di templi decorati da colonne, capitelli e architravi.
Paese turisticamente assai interessante, ma anche conservatore, maschilista e rigido custode dell’ortodossia islamica, che impone al visitatore regole inderogabili: solo viaggi di gruppo su percorsi prestabiliti, niente campeggio nel deserto, impossibilità di accesso alle moschee e alle città sacre, divieto di alcol, droga e pornografia, abbigliamento castigato per gli uomini, mentre le donne debbono indossare in pubblico una tunica nera, l’abaya, che le ricopre dalla testa ai piedi. Ma ne vale sicuramente la pena. Per partire, è bene rivolgersi a operatori specializzati.
Carlotta Lombardo
da IL CORRIERE DELLA SERA
Tignes già ora di sciare
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Tignes, è già tempo di sci
DARIO BRAGAGLIA
Venti centimetri di neve fresca e la stagione può ripartire. Qualcuno non avrà ancora rimesso nel cassetto i costumi da bagno, ma dal 26 settembre gli appassionati di sport invernali possono rispolverare sci e tavole perché si ricomincia a sciare a Tignes, località francese non lontana dal confine italiano.
Un’anteprima europea che segna l’inizio della stagione 2009-2010. L’appuntamento è ai 3.550 metri del ghiacciaio della Grande Motte: venti chilometri di piste fra seracchi e creste rocciose, con un panorama che spazia dal Monte Bianco, al Gran Paradiso, alla vicina catena di confine delle Valli di Lanzo.
Fino a che le nevicate autunnali a bassa quota non imporranno la chiusura dei colli, l’itinerario di accesso dall’Italia a Tignes è già da solo un
viaggio spettacolare.
Prima il valico del Moncenisio, poi la discesa a Lanslevillard e l’attraversamento dell’alta valle dell’Arc, i paesi di Bessans e Bonneval, perfettamente conservati con le loro chiese barocche e le baite in pietra. La salita culmina al Col dell’Iseran che con i suoi 2764 metri è uno dei più alti valichi stradali delle Alpi e offre poi un’altrettanto panoramica discesa su Val d’Isère con arrivo finale a Tignes.
Che è un insieme di tanti villaggi: chi ama l’ambiente più giovane e cosmopolita può sceglie Le Lac o Val Claret, località moderne costruite negli anni ‘70 attorno ad un lago a duemila metri di altitudine. Qui, in stagione, non manca nulla anche per il dopo sci: piscine, centri acquatici, ristoranti, discoteche, bar, pub.
Più tranquilla l’atmosfera che si respira in basso, a Les Boisses, dove l’Hotel Le Marais è un delizioso indirizzo per una sosta a tavola o per trascorre una o più notti in pieno relax. E’ quel che rimane dell’atmosfera del Vieux Tignes, il vecchio villaggio sommerso dalle acque nel 1952 con la costruzione della grande diga che ancora oggi segnala l’ingresso nella valle. Dove lo sci è di casa fin dal 1936 quando viene costruito il primo impianto di risalita e Tignes diventa una delle prime stazioni invernali delle Alpi.
All’interno di Lagon, lo spazio multifunzionale in riva al lago è stato ricavato un percorso espositivo che racconta la trasformazione di Tignes da tranquillo villaggio agricolo a stazione internazione che attira ospiti da tutta Europa (il 54% della clientela è straniera). Gli italiani amano frequentarla soprattutto d’estate per le innumerevoli attività sportive che offre: oltre allo sci, le discese in mountain bike, gli sport acquatici, il beach volley, il percorso golfistico più alto d’Europa, con 18 buche oltre i 2000 metri. Nel 2008 il quotidiano sportivo L’Equipe l’ha eletta città
più sportiva di Francia fra le località con meno di 20 mila abitanti.
Da Val Claret in soli 7 minuti si raggiungono i 3 mila metri con un metrò sotterraneo. Infine l’ultimo spettacolare balzo in funivia fino alla sommità dei ghiacciai della Grande Motte. Fino al 27 novembre si scierà solo sulla parte alta. Dal giorno successivo apre per la stagione invernale anche l’Espace Killy che riunisce i comprensori di Tignes e Val d’Isère e offre oltre 300 km di piste.
E sarà una lunghissima stagione, fino al 9 maggio 2010. Che avrà come evento culminante, dal 10 al 12 marzo 2010, la prima edizione europea dei Winter X Games, al debutto fuori dagli Stati Uniti. Nei tre giorni di competizione saranno in gara i migliori atleti del mondo nelle specialità Super Pipe Ski, Snowboard, e Slopestyle. In programma anche una dimostrazione di Snowmobile.
Un’occasione imperdibile per vedere all’opera gli interpreti più agguerriti delle nuove tendenze del freestyle.
da LASTAMPA