Archive for August, 2009

eDreams disdetta voli costosa


Interessante indagine del Corriere della Sera che ha analizzato il contratto di acquisto e vendita di voli online proposto da eDreams, che prevede penali molto alte in caso di disdetta.

edreamsSi legge sul Corriere che, prenotando un volo con eDreams e annullando via call center la prenotazione un mese prima, si incappa in una tassa pari a 39 euro per “apertura pratica”.

“Su 250,10 euro pagati in totale per il volo, si ha diritto a un rimborso di 67,54 euro. Ovvero le tasse aeroportuali – 145,54 euro per entrambi i passeggeri – (la tariffa, 74 euro, è esclusa dal rimborso), cui vengono sottratti i famosi 39 euro a testa. Dunque: 145,54 meno 78 (le due “aperture pratica”) fa 67,54: 33 euro e spiccioli a persona di rimborso”.

A ciò vanno anche aggiunti 30,56 euro a passeggero che sono etichettati come commissione di eDreams e, pagati congiuntamente alla prenotazione del volo, non vengono rimborsati dall’agenzia online.

Si noti poi, scrive il Corriere della Sera, che sul contratto di vendita c’è scritto chiaramente che “se la cancellazione avviene nella stessa giornata di emissione in orario d’ufficio (da lunedì a venerdì, festivi esclusi, dalle 9.00 alle 18.30) la tariffa aerea sarà integralmente rimborsata”.

Ma la cosa più interessante di tutto ciò è che se l’addebito dei 78 euro per “apertura pratica” avviene qualche minuto dopo la richiesta, per il riaccredito della somma da avere indietro “le tempistiche sono estremamente variabili e dipendono essenzialmente dalla compagnia aerea”.

Impietoso il confronto tra eDreams ed altre agenzie online con Expedia e Volagratis che non prevedono penale se si disdice un volo e Opodo che addebita le spese di segreteria “pari a euro 20 a persona per modifiche/cancellazioni”.

Cosa fare in caso di richieste come quella di eDreams? L’Aduc ha le idee chiare e mette in guardia i viaggiatori: “il consumatore deve stare attento e leggere bene le condizioni contrattuali prima di procedere all’acquisto. Nel caso questa non siano rispettate può chiedere il rimborso totale e un risarcimento danni. Ma può anche succedere che le condizioni contrattuali, pur descritte in modo esaustivo, siano nascoste, cioè non facilmente individuabili dalla home page del sito. In questo caso si può incorrere nel pratica commerciale scorretta e l’utente può ricorrere al giudice di pace”.

Chissà se eDreams risponderà alle accuse e come…

da EXCITE.IT

Firenze pensionati guide turistiche


Nascono “info-point” in tutti i mercati fiorentini. L’obiettivo è riaprire alcune delle sale del centro che sono state chiuse, tra cui Ciak e Gambrinus: il vicesindaco Nardella sta già incontrando tutti i proprietari

di Ernesto Ferrara

firenze1Il vicesindaco Dario NardellaPalazzo Vecchio lancia l’operazione «coccola il turista»: sta scrivendo quattromila lettere ad altrettanti neopensionati fiorentini a cui intende proporre di diventare «volontari dell’accoglienza», figure a metà fra i tutor e le guide, che si occupino di fornire assistenza e informazioni ai turisti che sbarcano in città. Non solo: si pensa anche a un «piano cinema»: si punta a riaprire alcune sale cinematografiche del centro chiuse, prima di tutto il Gambrinus di piazza Repubblica e il Ciak di via Faenza. E’ il doppio colpo a cui lavora il vicesindaco e assessore al turismo Dario Nardella. Da una parte si prova a migliorare il sistema di accoglienza turistica: «Metteremo nuovi infopoint turistici nei mercati storici di San Lorenzo, Sant’Ambrogio, Porcellino, piazza Ciompi, ai check point dove i turisti scendono dai bus come sul lungarno Pecori Giraldi e forse anche a Montedomini» annuncia il vicesindaco, che lavora anche a creare un coordinamento tra gli uffici di promozione turistica di Comune, Provincia e Camera di Commercio e per ottobre ha già convocato in Palazzo Vecchio i primi «stati generali del turismo» con operatori culturali, albergatori e agenzie di viaggio.

Dall’altra si tenta di rivitalizzare la residenza nel centro storico riaprendo le sale cinematografiche chiuse. Si parte dal Gambrinus (oggi usato come deposito dalla libreria Edison) e dal Ciak, ci sono già stati i primi incontri con i proprietari. Molti esercenti hanno tirato giù il bandone per colpa del mercato in caduta libera e non riaprono a causa del vincolo urbanistico che impone di usare i vecchi cinema secondo rigide prescrizioni: il 70% delle strutture deve essere destinato ad attività culturali, solo il 30% può ospitare negozi o bar. «Manterremo il vincolo però tratteremo con tutti i proprietari», spiega Nardella. Vuol dire che a chi si dirà disponibile a rimettersi in gioco riaprendo qualche sala, sarà data la possibilità di avviare anche attività commerciali superando il tetto del 30%. Non solo. Nel «piano cinema» ci saranno anche convenzioni con ristoratori, parcheggi, Ataf e tassisti: obbiettivo, sconti per chi va al cinema. «La residenza in centro si favorisce anche coi prezzi bassi nei negozi: chiederò alle categorie di sottoscrivere un codice etico sulla trasparenza e moralità dei prezzi», annuncia Nardella.

da LA REPUBBLICA

Google Earth fotografa il mostro di Loch Ness


GoogleMaps scova mostro Loch Ness
Compare in una foto scoperta da 25enne

nessie1GoogleMaps potrebbe aver scovato per caso il mostro di Loch Ness: alle coordinate 57.214517N,4.57065W il software di mappatura di Google mostra infatti un oggeto non identificato che a una prima occhiata potrebbe sembrare un grosso calamaro, ma quei “tentacoli” potrebbero essere semplicemente la scia lasciata sull’acqua dal movimento della testa del mostro. “Un’immagine intrigante”, ha commentato Adrian Shine, ricercatore del Progetto Loch Ness.

La fotografia di Nessie è stata scoperta da un 25enne di Nottingham che stava navigando su Internet e scorrendo le immagini di GoogleMaps: “Quando ho visto la creatura nel lago – ha raccontato Jason Cooke al Sun – non potevo credere ai miei occhi: quella cosa in mezzo all’acqua è uguale alla descrizione di Nessie”.

Un avvistamento che ha ridato fiducia ai sostenitori dell’esistenza del mostro di Loch Ness: all’inizio dell’anno, infatti, era stato detto che i cambiamenti climatici potrebbero aver ucciso Nessie, poiché non vi erano stati più avvistamenti credibili negli ultimi 12 mesi; e il famoso “cacciatore di mostri” americano Bob Rines aveva sostenuto che le condizioni ambientali non consentivano più la sopravvivenza del rettile.

da TGCOM

Squalo a Barcellona


Barcellona, squalo terrorizza bagnanti
Un pescecane è stato avvistato a 100 metri dalla battigia Tre spiagge sono state chiuse e proibiti i bagni

squaloMADRID – Tutti fuori dall’acqua: l’inconfondibile pinna nera di uno squalo ha rovinato gli ultimi bagni d’agosto ai villeggianti di tre spiagge della costa di Vilanova i la Geltrù, vicino a Barcellona. I fischi dei bagnini e la bandiera rossa precipitosamente issata sul lungomare hanno consigliato di lasciare tutto lo spazio marino all’inatteso visitatore, avvistato mercoledì pomeriggio a 100 metri dalla battigia. A dare l’allarme sono stati due turisti e un volontario della Croce Rossa che, per primi, si sono accorti dell’intruso tra i bagnanti. Tre spiagge, Riba-roges, Adarró e Sant Gervasi sono state chiuse e nella zona sono stati proibiti i bagni anche dove l’acqua è bassa. Intanto alcune barche si sono inoltrate nella zona dell’avvistamento per accertare se il pescecane sia ancora nei paraggi o abbia perso interesse per quel tratto di costa.

Sempre in Catalogna, due anni fa, un grosso squalo si era installato per tre giorni non lontano dalla riva di Tarragona, diventando suo malgrado un’attrazione turistica e scientifica. Era un esemplare femmina di Carcharhinus plumbeus, di un metro e 60 di lunghezza e l’Acquario di Barcellona già progettava di includerlo fra i suoi ospiti. I tentativi di cattura avevano avuto successo, ma l’esito era stato comunque infausto: l’animale si era avvicinato alla costa perché già sofferente per alcuni grossi ami che gli erano finiti nello stomaco e che lo hanno lentamente ucciso, nonostante le cure dei biologi marini dell’Acquario. Pochi giorni dopo, un altro squalo si era fatto vedere al largo di La Manga (Murcia), ma si era rapidamente dileguato non appena si era reso conto di aver attirato un po’ troppo l’attenzione umana.

Elisabetta Rosaspina

da IL CORRIERE DELLA SERA

Boom turistico dopo Ferragosto


Caldo e prezzi più bassi favoriscono le vacanze nella seconda metà del mese

rivieraUn weekend di Ferragosto così così (tutto esaurito soltanto sabato 15…), poi una settimana con luci e ombre e – da ieri e sino a fine mese – il pienone. Una ”pazza” estate, quella del turismo rivierasco.

«Effettivamente ci ha sorpreso – conferma Americo Pilati, presidente provinciale della Federalberghi – dopo un giugno difficile e un luglio positivo soltanto nelle due settimane centrali (meno stranieri e più italiani rispetto agli ultimi anni), agosto, attesissimo, si era presentato tutt’altro che bene. Nella prima settimana il calo c’è stato e anche piuttosto accentuato. Dalla seconda in poi è andata meglio, ovviamente. Ma il tutto esaurito c’è stato soltanto sabato 15: la domenica era già contro esodo…Senza dimenticare che la stragrande maggioranza delle famiglie, quasi tutte italiane, questa volta si è fermata in Riviera massimo sette giorni. Per riempire gli alberghi, e abbiamo dovuto faticare parecchio, ci sono volute le prenotazioni dell’ultimo giorno, qualche volta dell’ultima ora».

E quando già sembrava che l’estate turistica 2009 fosse già andata in archivio con l’ennesimo, pesante “sprofondo rosso”, ecco il colpo di coda che non t’aspetti.

«Sino a fine mese registreremo il pienone di turisti – assicura Pilati – non solo italiani. Due le motivazioni di questo imprevisto ma positivo trend: il gran caldo e la voglia di refrigerio e mare che indubbiamente ci ha aiutati, i prezzi più bassi del 10-15% rispetto a pochi giorni prima».

Sino a fine agosto, dunque, sulle coste e sulle spiagge ponentine si vedrà ancora tanta, tantissima gente.

«Soprattutto italiani – conclude Pilati – ma anche stranieri (svizzeri, tedeschi, belgi…). Questi ultimi prolungheranno la loro presenza sino al 10-15 settembre».

Azzardare un bilancio turistico a stagione pienamente in corso può apparire prematuro. Ma, forse, non lo è più tanto.

«Sui numeri delle presenze – polemizza Pilati – si potrà discutere: +5%, -5%, +10%, -10%…E’ un gioco, quello delle statistiche nude e crude, che lascio volentieri ai politici e agli amministratori. A noi albergatori, soggetti principali dell’economia turistica rivierasca, interessano di più altre cose. Ad esempio i bilanci: quando vedremo che il calo degli incassi sarà tra il 10 e il 15%…beh…allora ne riparleremo».

La preoccupazione degli albergatori imperiesi, comunque, non è soltanto per i bilanci e le presenze.

«Se il Ponente non risolve al più presto i gravissimi problemi di viabilità il nostro turismo è destinato al declino definitivo». L’allarme è lanciato dal presidente provinciale di Asshotel Confesercenti, Sandro Matricardi.

«Non è impensabile – continua – al giorno d’oggi, imbattersi in code chilometriche immotivate e causate da “nodi” di Voltri e Savona, imbuti che costringono i nostri turisti a ore e ore di autostrada, quando basterebbe poco per restituire alle mete balneari poche ore di viaggio per raggiungerle. Chi viene da noi paga l’autostrada per velocizzare il percorso, e non poco, invece si trova spesso bloccato sotto il sole che non è quello che si prende comodamente su una spiaggia sotto l’ombrellone. Mi rivolgo ai politici e agli amministratori: ragioniamo tutti insieme su queste problematiche, magari pensando anche a potenziare i collegamenti con gli aeroporti».

da IL SECOLO XIX

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