Archive for August, 2009
La Corsica di Napoleone in mostra
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A Corte e Ajaccio sulle tracce del “traditore” Bonaparte
ROSALBA GRAGLIA
Si narra che Napoleone riconoscesse la Corsica ad occhi chiusi, dal profumo del maquis. Ma forse è solo un ricordo enfatizzato, magari un rimpianto dei tempi dell’esilio a Sant’Elena. Perché l’Empereur la sua isola natale la lasciò ancora ragazzino, per entrare nella scuola militare di Brienne, in Champagne, e praticamente non ci fece più ritorno, se escludiamo una presenza – certo non troppo gradita ai còrsi – come giovane ufficiale dell’esercito rivoluzionario incaricato di strappare Ajaccio agli indipendentisti nel 1793, e poi al ritorno dalla campagna d’Egitto. E della Corsica si preoccupò assai poco: “je n’en ai pas eu le temps”,non ne ho avuto il tempo, rispose a quanti gli chiedevano perchè non si fosse impegnato a sviluppare l’economia dell’isola.
Ma il poco tempo non gli impedì di ordinare la dura repressione di una rivolta nel Fiumorbo, nel 1808…
Del complicato rapporto tra Napoleone e la Corsica si occupa per la prima volta una grande mostra, allestita al Musée de la Corse nella cittadella di Corte. Scelta intrigante, visto che Corte è stata la roccaforte del suo nemico giurato, l’eroe corso per antonomasia Pasquale Paoli, paladino dell’indipendenza dell’isola.
- Napoléon et la Corse ricostruisce i complessi rapporti fra l’imperatore e la sua isola natale, e indaga sul ruolo giocato dall’ origine insulare sul suo destino, in un sorprendente percorso da Ajaccio all’impero, e se proprio la ” corsitude” sia stata il trampolino di lancio verso il potere e il successo. La mostra, aperta sino al 30 dicembre del 2009, è divisa in 4 sezioni: la Corsica dei Bonaparte prima del 1795, gli anni 1795 – 1815, anni chiave della conquista dell’impero, l’ambiguità dei rapporti con la Corsica e infine storie, miti e souvenirs legati all’isola e a Bonaparte. Qualche souvenir lo si può pure acquistare, dall’orologio napoleonico alla trousse con il motivo decorativo delle api imperiali…
Visitare la mostra diventa così anche una buona occasione per andare a scoprire la prima capitale della Corsica libera, dal 1755 al 1769, nonchè la culla delle tradizioni e dell’orgoglio nazionalista. Tutto a Corte evoca Paoli e la sua avventura di libertà, altro che Napoleone. La toponomastica della città “nuova” per cominciare, con il cours Paoli, la strada principale, su cui si affacciano un po’ di caffè e negozi, e place Paoli, con l’immancabile statua del “padre della patria” e qualche ristorantino.
E naturalmente l’università, fondata proprio da Paoli nel 1765 e riservata all’epoca a 300 studenti destinati a formare i quadri dirigenti della neonata “nazione corsa”. Riaperta nel 1981, oggi conta 4500 iscritti e tre campus, il che dà a questa severa capitale morale chiusa tra le montagne l’atmosfera piacevole di una piccola città universitaria.
Ma è la ville haute il vero cuore di Corte,fra stradine di ciottoli, scalinate, piazze giocattolo, scritte indipendentiste qya e là.
Place Paoli è la cerniera tra le due anime della città e la salita della rue Scoliscia il trait-d’union con place Gaffori, intitolata a un altro nume tutelare per i còrsi, Jean-Pierre Gaffori, protagonista della resistenza all’assedio genovese del 1750. Sulla piazza, al centro la prevedibile statua di Gaffori, la sua casa natale mostra ancora sulle pareti i segni delle mitraglie genovesi.
E la chiesa dell’Annunciazione chiude quello che sembra lo scenario di un teatro. Appena più su, dopo la place du Poilu con il Palazzu Nazionale, antico palazzo del governo di Paoli e dell’università, e oggi mediateca e centro di ricerche corse, il nido d’aquila della cittadella. Sino al 1983 ha alloggiato la Legione Straniera, oggi è sede culturale ed espositiva. E’ qui che l’architetto Andrea Bruno ha creato nel 1997 il bel Musée de la Corse con l’obiettivo di fare di Corte una delle destinazioni cultuali dell’isola. Allestito nella vecchia caserma Serrurier, racconta le tradizioni e la storia dell’isola attraverso le collezioni permanenti e in particolare la ricca Collection Doazan, e ospita mostre temporanee : ora appunto Napoléon et la Corse Oltre a essere l’anima della Corsica, Corte è anche la capitale del Parco Naturale Regionale e base di partenza per escursioni verso le Gole della Restonica, del Tavignano, la regione di Venaco o il Bozio.
Ma se si ha voglia di continuare sulle tracce di Napoleone, si dovrà scendere fino ad Ajaccio, attraversando il cuore verde del parco sulla Nazionale 193, o magari a bordo dei trenini della ferrovia corsa, datata 1888, che si arrampica al colle di Vizzavona, e tra viadotti (quello sul fiume Vecchio lo ha progettato Eiffel), gallerie e foreste scende in poco più di due ore da Corte ad Ajaccio. Perchè se Corte è la città di Paoli, Ajaccio è la città di Napoleone, nato qui esattamente il 15 agosto del 1769. E gli ajacciens, che nel 1814 buttarono a mare il busto dell’imperatore, oggi organizzano in suo onore grandi feste: le Giornate Napoleoniche, con sfilate della Guardia Imperiale, parate spettacoli son et lumière e serate imperiali, che culminano il 15 agosto, con la Messa Solenne in cattedrale, e processione della Vergine, patrona della città, scortata dalle truppe imperiali, con tappa d’obbligo a Casa Bonaparte.
In concomitanza con la grande mostra di Corte, anche la Maison Bonaparte propone fino al 27 settembre una mostra esclusiva, sui risultati delle ricerche archeologiche sul relitto di un vascello francese, legato alla prima battaglia combattuta dall’allora capitano Bonaparte, alle isole della Maddalena nel 1793 e finita con una sconfitta, nell’ambito della spedizione francese contro il re di Sardegna Vittorio Amedeo III. Saccheggiata dai paolisti prima, poi confiscata dagli inglesi, la casa di Napoleone è certo molto diversa da quella che doveva averlo visto bambino, quando lo chiamavano “Nabulio”, ficcanaso, e andava a giocare nella grotta di U Casone, sulla collina: ma fra ricordi, oggetti, ritratti si finisce per trovare credibile anche la presunta ” camera natale ” e la location, sulla minuscola place Letizia, e il piccolo giardino, è comunque emozionante.
Come è un’emozione entrare nella bella cattedrale rinascimentale dedicata all’Assunta e scoprire il fonte battesimale dove è stato battezzato il futuro imperatore dei Francesi.
All‘Hotel de Ville, il piccolo museo napoleonico propone souvenir curiosi, dalla maschera funeraria all’ultimo cucchiaino usato da Napoleone morente…
Poi si gira per strade e piazze “napoleoniche”: place d’Austerlitz, con la statua di Napoleone con il cappello a bicorno, place de Gaulle con Napoleone imperatore romano, place Foch con Napoleone primo console circondato dalle palme … Cafés e brasseries intitolate all’Imperatore non si contano e nei negozietti di souvenir gli oggetti “imperiali” più o meno kitsch abbondano…
Napoleone si sarà pure un po’ scordato della Corsica, ma adesso i Còrsi si ricordano benissimo di lui. E ne riproducono l’effige su tazzoni e posacenere, gli affari sono affari.
da LA STAMPA
Bagaglio smarrito cosa fare
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TURISMO. Bagaglio smarrito, Federconsumatori ti dice cosa fare
Continuano i forti disagi per i turisti all’interno dei principali scali italiani. Lo segnala Federconsumatori che denuncia: “Per l’intero periodo di maggior afflusso negli aeroporti, infatti, sono state numerosissime le segnalazioni pervenute presso i nostri sportelli relative a ritardi, smarrimenti e danneggiamenti dei bagagli”.
Ecco i consigli di Federconsumatori su cosa fare in caso di:
- SMARRIMENTO DEL BAGAGLIO: “Rivolgetevi al banco Lost and Fund, dove potrete ritirare il modulo PIR (Passeger Irregularity Reports) presentando lo scontrino del bagaglio. Il passeggero ha diritto ad ottenere dalla compagnia aerea una somma di denaro per poter far fronte alle prime necessità, quali: pigiama, dentifricio, indumenti intimi (a tal fine ricordate di conservare gli scontrini di quanto acquistato che andranno inviati alla compagnia aerea tramite raccomandata a/r unitamente ad una copia del modello PIR). Da parte di alcune compagnie vi è la possibilità di un rimborso forfettario. Se, dopo il termine di 21 giorni, il bagaglio viene considerato perduto, sarà necessario inviare alla compagnia aerea con cui si è volato un reclamo tramite raccomandata a/r”.
- RITARDO NELLA CONSEGNA DEL BAGAGLIO: “In caso di ritardo il vettore aereo è responsabile per il danno, a meno che non abbia preso tutte le misure possibili per evitarlo o che fosse impossibile prendere tali misure. La responsabilità per il danno è limitata a 1.000 DSP.” Così recita il regolamento (n.899/2002), ma, nei fatti, tale norma è stata sempre elusa. Per tale motivo Federconsumatori chiede che tale norma trovi piena applicazione, a tutela dei viaggiatori, anche adottando un accordo tra le parti di rapresentanza”.
- DANNEGGIAMENTO DEL BAGAGLIO: “Se, invece, il bagaglio giunge a destinazione, ma presenta dei danni dovuti al trasporto, avete al massimo 7 giorni dal ricevimento del bagaglio per presentare un reclamo in forma scritta, preferibilmente tramite raccomandata a/r (in caso il bagaglio danneggiato venga restituito in ritardo, avete, invece, 21 giorni di tempo dalla data di consegna)”.
- RISARCIMENTO DANNI: “In caso di smarrimento, distruzione o deterioramento, per le compagnie aderenti alla convenzione di Montreal, il risarcimento ammonta al massimo a 1.000 DSP cioè circa 1.167 Euro per bagaglio, per le compagnie non aderenti a tale convenzione il risarcimento è al massimo di 17 DSP al Kg, cioè circa 20 Euro/Kg”.
“In ogni caso, soprattutto se viaggiate con compagnie low cost, prima di partire, ricordate sempre di controllare le condizioni per eventuali smarrimenti o danni ai bagagli applicate dalla compagnia stessa o da compagnie assicuratrici complementari”. Federconsumatori, inoltre, visti i disagi creati ai passeggeri, sia in termini economici che morali, chiede che il risarcimento da danno da vacanza rovinata venga esteso anche a questo tipo di disservizi , impegnandosi, in tal senso, a portare avanti delle cause pilota”.
Lo Sportello S.O.S. Turista non chiude mai per ferie e continuerà a fornire assistenza e consulenza durante tutto il periodo estivo con il consueto orario da lunedì a venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18, al numero 059.2033430 o via mail all’indirizzo info@sosvacanze.it; www.sosvacanze.it
da HELPCONSUMATORI.IT
Fiumicino continua caos bagagli
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«Una vergogna», così il commissario Ue ai Trasporti Antonio Tajani ha definito il caos bagagli verificatosi a Fiumicino nei giorni scorsi. Un problema, questo, che riguarda l’intera città e che ne lede l’immagine, ha detto in sintesi il sindaco Alemanno, vittima illustre dei disservizi relativi alla riconsegna delle valigie.
«La colpa è della politica di liberalizzazione del mercato del trasporto aereo – recita una nota a nome di Walter Mancini del coordinamento aeroportuale Sdl di Fiumicino – che costringe le compagnie ad abbassare le tariffe operando dei tagli ovunque è possibile, compreso il settore dell’assistenza aeroprtuale». In sostanza, laddove servirebbero tre operatori il più delle volte ce ne sarebbero solo due. E poi succede il papocchio. «Gli operai del carico e scarico bagagli sono sottopposti a una mole di lavoro esagerata», prosegue la nota del sindacato autonomo Sdl.
In arrivo sanzioni più severe. «Dissuasive, proporzionate ed effettive», parola di Tajani. «In certi casi 2mila euro di multa non sono abbastanza», ha insistito il commissario Ue ai Trasporti. Che ha anche dichiarato che sono state avviate le procedure per aggiornare il regolamento europeo. Verrà indicata inoltre un’autorità responsabile in materia di ritardi e smarrimenti nella restituzione dei bagagli. «E questa autorità potrebbe essere l’Enac», ha anticipato Tajani.
La Ue, in realtà, è al lavoro dal 28 luglio. Ma negli ultimi giorni qualcosa è cambiato. Tutti premono sull’acceleratore e non è detto che il cambio di passo sia dipeso solamente dagli ultimi, clamorosi, episodi che hanno mandato su tutte le furie i passeggeri in arrivo a Fiumicino. Chissà, infatti, come sarebbe ora la situazione se fra le vittime del caos bagagli non ci fosse stato pure il sindaco Alemanno. «Credo che la mia denuncia abbia smosso le acque», ha detto quest’ultimo. E forse ha ragione.
I problemi, però, non riguarderebbero soltanto le operazioni di riconsegna dei bagagli. La liberalizzazione del mercato del trasporto aereo cui faceva riferimento la nota di cui prima, a firma del sindacato Sdl, e i tagli che ne conseguono, avrebbero inficiato la qualità del servizio anche per quel che riguarda l’accoglienza ai check-in («prima la media era di un impiegato ogni 50 passeggeri – recita il comunicato – mentre ora è di uno ogni 70») e il trasporto su pista («i bus della Flight Care – prosegue il comunicato – , una delle 4 società di handling operative a Fiumicino, spesso non hanno nemmeno l’aria condizionata»). La strada da percorrere è lunga. E visto che i tempi stringono, andrebbe fatta di volata.
Caos bagagli a Fiumicino, altra giornata nera E l’Enac minaccia: «Ritireremo le licenze»
Se i disservizi nella riconsegna dei bagagli a Fiumicino dovessero proseguire, l’Enac potrebbe decidere la revoca delle licenze alle società di handling Flightcare e Alitalia-Cai. L’avvertimento arriva con una nota del presidente dell’ente, Vito Riggio che ha anche chiesto un incontro al ministro dei Trasporti, Altero Matteoli. Qualsiasi misura non sarà comunque né discussa né tanto meno adottata prima della riunione già convocata per il 16 settembre presso l’Enac con tutti i soggetti che operano sullo scalo romano. «In caso di costante scostamento dagli standard minimi di prestazione del servizio – scrive Riggio – il direttore (dell’Enac, ndr) può, oltre ad irrogare le sanzioni previste, avviare con propria ordinanza un procedimento di ritiro del provvedimento di certificazione a causa del venir meno dei presupposti in base ai quali esso era stato
rilasciato».
Quella di ieri è stata un’altra giornata difficile all’aeroporto di Fiumicino per l’ultimo week end di agosto segnato da una nuova ondata di rientri dalle vacanze.
Lentezze nella riconsegna dei bagagli con attese anche di un’ora e mezzo, ritardi diffusi nelle partenze con punte al di sopra dei 60 minuti per i voli intercontinentali.
Per i passeggeri più sfortunati tra quelli in arrivo, poi, alla fine anche la brutta sorpresa di non trovare la valigia perché non caricata nell’aeroporto di origine, con tutti i disagi che ne derivano. E così la serenità conquistata con le vacanze appena concluse si è trasformata per molti nello stress di attese interminabili, tra le proteste a cui, peraltro, sono mancati interlocutori qualificati, e lo squillare dei telefonini di parenti e amici, stressati anche loro dall’attesa fuori del varco doganale. Come se non bastasse, per chi andava a denunciare il mancato arrivo delle proprie valigie, lo spettacolo di centinaia di colli arrivati in ritardo nei giorni scorsi e ancora non ritirati o consegnati, accatastati nei locali dei «lost and found».
I tempi del servizio, sono scanditi dalla carta dei Servizi, redatta da Adr insieme ad Enac. L’obiettivo, per quanto riguarda i bagagli, spiegano in aeroporto «è assicurare ai passeggeri che l’ultimo bagaglio caricato sul nastro sia nella disponibilità del passeggero entro 45 minuti dall’arrivo dell’aeromobile per i voli nazionali, 50 minuti per i voli europei e 60 per quelli extraeuropei».
Ecco come vengono caricati e scaricati i bagagli
È sempre lo stesso l’iter secondo cui «viaggiano» le valigie che i passeggeri affidano alle società di handling, ovvero quelle che sono incaricate di occuparsi dell’assistenza a terra: il bagaglio viene consegnato al banco accettazione, gestito dall’handler o direttamente dalla compagnia.
Da qui viene condotto, attraverso un nastro automatizzato, a una delle 44 aree di raccolta dell’aeroporto. A quel punto gli addetti di una delle quattro società che operano a Fiumicino, attraverso carrelli trainati da un trattorino, lo portano sotto bordo e lo caricano in stiva. La fase di riconsegna è sostanzialmente simile. Gli handler si posizionano sotto bordo, aprono la stiva dell’aereo, raccolgono i bagagli e li portano all’area arrivi dove vengono posizionati sui nastri di riconsegna, messi a disposizione da Adr, la società che gestisce gli scali della capitale.
Nel caso di ritardi o di vero e proprio smarrimento, il passeggero deve rivolgersi agli uffici dell’handler competente che, per conto della compagnia aerea, svolge tutte le pratiche di terra.
Le società di cui stiamo parlando, sanzionate nei giorni scorsi con ben 23 ammende, a Fiumicino sono quattro: Alitalia Airport ed EAS, ex del gruppo Air One che ora fa parte dell’universo Alitalia – Cai; Flight Care Italia, di un gruppo spagnolo, e la belga Aviapartner. Esse in sostanza hanno in gestione check-in, biglietteria, carico e scarico bagagli, pulizie a bordo dell’aereo, le scalette per scendere dall’apparecchio, i finger che danno accesso diretto alle aerostazioni e, infine, gli autobus interpista. Queste quattro società sono contrattualizzate dalle compagnie aeree che caricano il costo del servizio sul biglietto pagato dal passeggero: essendo il biglietto un contratto, sono direttamente responsabili del buono o del cattivo servizio reso, compreso appunto il trattamento del bagaglio.
da IL GIORNALE
Woodstock dal rock alla fattoria di animali
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La fattoria rock’n'roll: non solo musica. Qui si mangia vegano e si curano caprette e maiali: alla Woodstock Animal Farm, i neo hippie coltivano il Peace&Love. Per animali
La fattoria dei sogni esiste e si trova a Woodstock. Da patria del rock’n’roll, la cittadina statunitense della contea di Ulster diventa un rifugio animalista: lo zio Tobia ha lasciato il posto a un gruppo di neo hippie che, stanchi della routine, hanno aperto un agriturismo molto particolare.
Si chiama Woodstock Animal Farm Sanctuary e ospita ogni anno un centinaio di animali – maiali, capre, mucche, pecore e polli – che qui fanno una vita da pascià, salvati dallo sfruttamento del business alimentare. Si godono la natura in libertà, vengono accuditi come bambini, coccolati e viziati.
Perché il motto della fattoria è proprio questo, ricordare agli uomini che “gli animali sono qui con noi, non per noi”. Nella bucolica fattoria si imparano tante cose, prima di tutto si conoscono le storie che gli animali hanno da raccontare.
C’è la maialina Julie che, prima di trovare il suo paradiso terreno, ne ha passate di tutti i colori. L’ha scampata bella perché, insieme ad altri
maiali, era l’attrazione di The Running of the Pigs, grande evento a Denver: i maiali corrono per la città e il primo che arriva al traguardo diventa la cena per tutti. C’è poi la capra Olivia, la superstar della Woodstock farm che ha pure i suoi fan online; dopo che la fattoria dove viveva è andata in fiamme, è stata abbandonata e ha vissuto di stenti. Alla fine, l’happy end anche per lei. E che dire di Pecan? La gallina che aveva perso l’uso delle zampe e, dopo mesi di amorevoli attenzioni, è tornata a camminare. Miracoli della natura, e della cura.
Il santuario animalista è aperto nei weekend dalle 11 alle 16. Per gli ospiti la giornata è intensa, ma il contatto con la natura è di quelli veri e l’incontro ravvicinato con gli animali è emozionante. Vestiti comodi da poter sporcare e scarpe a prova di letame, queste le uniche raccomandazioni. Ci si può anche offrire volontari e trascorrere l’intero fine settimana ad accudire gli animali e portare avanti le faccende in fattoria. Ci sono anche corsi di cucina, vegetariana naturalmente, e un calendario ricco di eventi, dai concerti agli spettacoli teatrali, il cui ricavato serve a finanziare l’agriturismo.
Alessandra Turci
da IL CORRIERE DELLA SERA
Rimborso vacanze rovinate
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Come alla fine di ogni estate arrivano le prime segnalazioni da parte di chi subisce truffe e raggiri durante le vacanze. Le denunce fino alla scorsa settimana arrivavano a 400 ma ora sembrano destinate a salire. E come ogni anno Adiconsum ha stilato un breve ma efficace vademecum per chiedere il risarcimento.
C’è da aspettarsi il peggio visti i tempi che corrono, in cui la crisi economica e la tendenza al risparmio delle famiglie spingono verso i last minute e verso pacchetti vacanze offerti a basso prezzo. Ecco che il rischio di subire raggiri, trappole e vere e proprie truffe aumenta esponenzialmente.
Tuttavia, come precisa l’Adiconsum: “Il pacchetto turistico proposto da un tour operator e venduto da un’agenzia viaggio o last minute su un sito è un vero e proprio contratto che il consumatore stipula con l’agenzia di viaggio e con il tour operator, e quindi il danno da vacanza rovinata può e deve essere risarcito”.
Ma nello specifico qual è l’iter che deve seguire chi decide di chiedere il risarcimento per mancato adempimento dei termini contrattuali?
1. Innanzitutto è sempre importante conservare il contratto di vendita del “pacchetto turistico” che si è sottoscritto per le vacanze ed i depliant illustrativi del pacchetto.
2. Vanno poi conservati i biglietti di viaggio aerei, treni, traghetti, autobus, insomma tutti i mezzi utilizzati per spostamenti e per raggiungere le mete turistiche.
3. Vanno anche conservati gli eventuali talloncini di consegna e trasporto bagagli e il modello PIR che va compilato in aeroporto, in caso di smarrimento dei bagagli.
4. E’ sempre possibile poi chiedere la disponibilità alla testimonianza – in merito all’esposizione del pacchetto turistico – di persone. A tal proposito è sempre consigliabile portare con sé qualche amico o famigliare al momento dell’acquisto del pacchetto turistico. Si possono poi eventualmente utilizzare le testimonianze anche di famiglie che hanno subito i disservizi in loco durante la vacanza.
5. Fare sempre fotografie dei luoghi (ad esempio, non corrispondenti ai luoghi illustrati sul depliant) e/o dei disservizi subiti.
6. Conservare sempre scontrini e ricevute di tutte le spese fatte per rimediare la situazione di disagio subita.
7. Appena tornati a casa, poi, e comunque entro 10 giorni dal rientro, inviare una lettera raccomandata a/r al tour operator e all’agenzia di viaggi, con la descrizione precisa e dettagliata dei disservizi subiti ed una richiesta di risarcimento danni.
8. Vanno allegate alla Raccomandata le copie delle fotografie scattate e le fotocopie (gli originali vanno conservati) degli scontrini relativi alle spese sostenute. Tutta la documentazione originale deve essere esibita solo nel caso in cui si deciderà di intentare una causa.
9. Nello scrivere la raccomandata bisogna chiedere il risarcimento delle spese sostenute, ma anche fare riferimento al danno da stress psico-fisico che si è subìto e al danno “da vacanza rovinata”.
10. Nel caso in cui la controparte non accolga il reclamo, è necessario ricorrere al giudice di pace.
da LA STAMPA




