Archive for July, 2009
Brambilla ed i Turisti Giapponesi
Posted by: | CommentsDOPO IL MAXI CONTO. IL MINISTRO: PROCEDEREMO, IL RISTORANTE DI ROMA DOVRÀ RISARCIRE
La Brambilla e i turisti truffati
«Danno al Paese, farò causa»
I giapponesi invitati a tornare gratis: «Verremo a nostre spese»
ROMA — Banzai. I giappo nesi hanno detto no. La cop pia truffata in un ristorante di Roma, un conto da 700 euro per una cena che ne valeva me no di un terzo, ha rifiutato il gentile invito della ministro Brambilla di tornare in Italia a spese del Governo. «È inutile — ha detto Yasuyuki Yamada, 35 anni — perché sarebbe una spesa fatta con le tasse del popolo italiano. E comun que il viaggio in Italia è stato bello: se torno, torno a mie spese. Per visitare meglio il Va ticano e anche Capri».
Grazie no, dunque. Signor ministro, c’è rimasta male?
«Non può essere un rifiuto, perché l’invito è pronto, ma non è ancora stato spedito. Io ho informazioni diverse, an che perché il timore dei due si gnori giapponesi di gravare sulla cassa pubblica fa loro onore, ma è infondato. Perché a pagare non saranno i contri buenti, ma aziende e operato ri turistici che vogliono rime diare a un danno grave. Abbia mo già concordato tutto».
Un colpo micidiale all’im magine del paese.
«Ho dato mandato all’Avvo catura dello Stato di procede re nei confronti dei proprieta ri del Passetto di Roma pro prio per il gravissimo danno di immagine arrecato all’Ita lia. È la prima volta che acca de, come per la prima volta ab biamo creato al ministero una commissione di vigilanza che mette insieme operatori della filiera turistica e forze dell’or dine, associazioni dei consu matori e governo perché i turi sti possano sempre veder ri spettati i loro diritti».
Lei è ministro da pochi me si, impegnata in una faticosa scalata per riconquistare i turisti che abbiamo perduto. Quanto manca per tornare dinuovo in cima alla classifica dei paesi più visitati?
«Il brand Italy resta il più forte del mondo. Ma la crisi e Supereuro tengono lontani americani e giapponesi, ad esempio, però abbiamo ricon quistato molti turisti europei e italiani. Quest’anno i dati de gli arrivi torneranno ad avere il segno più davanti, anche se gli albergatori, ad esempio, avranno probabilmente un ri sultato al di sotto delle aspetta tive perché il turismo è cam biato: ora più della metà dei viaggiatori si orienta verso i bed&breakfast o le case in af fitto e il comparto extra-alberghiero nel suo complesso, co sì come un terzo degli italiani utilizzano internet per preno tare i propri soggiorni».
Dal turismo in senso gene ralista si è passati ai turismi, una differenziazione che ha modificato il mercato.
«Oggi si sceglie non tanto per destinazione quanto per motivazioni: mare, monta gna, laghi, ma anche cultura, enogastronomia, benessere, sport, ambiente. Si tratta di promuovere a livello naziona le circuiti tematici che richie dono lo studio di iniziative e di coordinamento sul territo rio dal Friuli alla Sicilia. Oggi questo è possibile. Ed aggiun go che è proprio grazie al gran de lavoro svolto in questi anni dagli operatori del turismo e dai territori che non abbiamo avuto conseguenze peggiori nella competitività turistica».
E allora la colpa di tantiguasti di chi è?
«Del sonno della politica. Fi no al ritorno del ministero, l’Italia non aveva una strate gia nazionale del turismo, ma 21 tattiche regionali. Poi an che le Regioni si sono accorte che serviva un coordinamen to ».
Ora l’abbiamo: lei, una macchina da guerra. Lo dice anche Berlusconi.
«Con il Presidente stiamo studiando una promozione dell’Italia agli italiani, una ri scoperta della fantastica Italia minore, dei gioielli sconosciu ti del nostro paese che può ser vire da volano economico an che per il Sud».
Fare dell’Italia una destina zione di tendenza: si viene perché è bella e si è felici?
«Potrebbe essere uno slo gan. Intanto stiamo realizzan do un sito che sarà on line a settembre e a pieno regime a fine anno. Per ora su Italia.it c’è soltanto uno spot, un mo do per segnalare la presenza a chi si collega che altrimenti avrebbe trovato il nulla».
Ministro, questi giappone si li convincerà a tornare?
«Sono fiduciosa, penso che accetteranno».
Corrado Ruggeri
da IL CORRIERE DELLA SERA
Eta attentato Maiorca
Posted by: | CommentsBOMBA UCCIDE DUE AGENTI MAIORCA È BLINDATA ”SULL’ISOLA 7MILA ITALIANI”
Chiuso per motivi di sicurezza l’aeroporto e il porto di Palma di Maiorca, assieme ai porti sportivi dell’isola delle Baleari, per impedire la possibile fuga dei terroristi, autori dell’attentato in cui sono rimaste uccide due guardie civili, informano fonti del governo in un comunicato. La misura, chiamata «operazione gabbia», prevede la chiusura di ogni via d’accesso per mare e per aria dall’isola e mira ad impedire la fuga dei terroristi. Fino alle 15,00, un’ora dopo l’attentato avvenuto intorno alle 13,50, l’aeroporto di Palma ha continuato a funzionare regolarmente, nonostante le forti misure di sicurezza.
COSA E’ SUCCESSO Un’autobomba è esplosa nella caserma militare di Palmanova, a Palma di Maiorca, informano fonti delle forze di sicurezza citate da Radio nazionale Cadena Ser. Secondo le prime testimonianze, due agenti della guardia civile sarebbero state uccise dall’esplosione, che ha fatto anche due feriti gravi. È il secondo attentato in 24 ore, dopo quello contro la caserma-alloggio della guardia civile, a Burgos, attributo all’Eta, in cui 65 persone sono rimaste ferite in maniera lieve.
ESPLOSIONE NEL PARADISO DEI TURISTI Il luogo dell’attentato avvenuto oggi sull’isola delle Baleari di Mallorca si trova a circa 7 chilometri dal palazzo di Marivent, dove i reali spagnoli passano di solito parte delle vacanze estive. E l’arrivo dei reali, secondo El Pais, è atteso proprio tra due giorni. La caserma davanti alla quale c’è stata l’esplosione si trova in una località molto turistica, in una via vicino al mare, frequentata sia da turisti che da persone del luogo. Di fronte alla caserma si trova un ufficio postale ed un hotel. Le località di Palmanova e la vicina Magaluf sono quelle che più attraggono più turisti nella baia di Palma. Nel palazzo di Marivent, secondo El Pais, si trovano già le due infante di Spagna, Elena e sua sorella minore Cristina di Borbone, con i loro rispettivi figli. Le due infante, che saranno raggiunte tra due giorni dal re Juan Carlos e dalla regina Sofia, si recano quotidianamente alla spiaggia di Calanova, dove i sei nipoti dei reali di Spagna – Juan, Miguel, Pablo e Irene Urdangarin, figli di Cristina e Felipe Juan Froilan e Victoria e Federica, figli di Elena – prendono lezioni di vela.
“SONO 7.000 GLI ITALIANI A MAIORCA” Sono tra 6.500 e 7.000 gli italiani attualmente presenti sull’isola di Maiorca, ‘sigillatà per evitare possibili fughe a seguito di un attentato dell’Eta. È quanto risulta in base alle stime fornite da Assotravel. Per quanto riguarda le altre due isole delle Baleari, sempre secondo l’associazione, sono circa 6 mila gli italiani presenti a Ibiza e altri 3 mila a Formentera.
IL PREFETTO: “PROBABILE OPERA DI UNA CELLULA ITINERANTE DELL’ETA” A compiere l’attentato è stato probabilmente una «cellula itinerante dell’Eta». Lo ha detto il Prefetto dell’isola Ramos Socias, spiegando che non risultano esserci nell’isola «gruppi fissi» dell’organizzazione separatista basca. I terroristi, secondo Socias, sarebbero quindi venuti nell’isola per compiere l’attentato. Di qui la decisione di dare il via all’operazione «gabbia» che ha di fatto bloccato l’isola con la chiusura di porti e aeroporti. Socias, parlando alla radio CadenaSer, ha definito l’Eta «sempre più disperata e pericolosa», riprendendo le parole pronunciate ieri dal ministro degli interni spagnolo Alfredo Perez Rubalcaba, dopo l’attacco alla caserma-alloggio della Guardia Civile della cittadina di Burgos, nel nord della Spagna, che ha provocato 65 feriti lievi ma, fortunatamente, nessun morto. Si tratta dunque del secondo attentato attribuito all’Eta in soli due giorni.
FRATTINI: “LA LOTTA AL TERRORISMO DEVE CONTINUARE” Attentati come quello di oggi a Maiorca «di queste dimensioni e con una aggressività notevole, in cui si colpisce un luogo simbolo di villeggiatura e di turismo» confermano che «la lotta al terrorismo deve continuare». Lo ha detto il ministro degli esteri franco Frattini, conversando con i giornalisti a margine della registrazione di un programma televisivo.
da LEGGO.IT
San Pietroburgo ed i mini hotels
Posted by: | CommentsMini-hotel, grande charme
Non solo grandi hotel: in città la grande novità dell’hôtellerie sono i piccoli alberghi di design. Centrali, economici, sorprendenti.
Dormire a San Pietroburgo senza spendere un occhio della testa? La grande novità nella città russa, dove dai tempi di Gogol’ tutto ruota intorno agli storici hotel del centro, sono proprio gli alberghi di fascia media, dove il rapporto qualità-prezzo è ottimo, ma anche gli affascinanti mini-hotel, in variante “art” o “boutique”.
In centro, a est della Prospettiva, il Dostoevsky è l’esempio di rinnovato hotel pietroburghese di fascia media (ma le stanze sono impeccabili e curate) con un benefit: la vista sulla cattedrale di Vladimirskij, celebre per le sue icone. Prenotate dunque con vista sulla piazza, e concedetevi un drink nel bar al settimo piano, praticamente sopra una delle cupole. Siamo anche vicini alla metro e in una zona di mercatini che ruota intorno al mercato coperto di Kuznecňyj, dove i contadini del Caucaso vendono miele, formaggi e ortaggi mai visti.
Nati nel 2003 per l’insufficienza di posti letto, i mini-hotel sono una soluzione ideale. Centrali, sono ospitati in case ristrutturate dopo la sovietizzazione degli Anni 50 e stipate di mobili e oggetti d’epoca. Un vero gioiellino è l’Antique Hotel Rachmaninov, dove si può dormire nella stanza dove il musicista visse e compose nel 1884-85. Nascosto dietro un anonimo portone, ai piani superiori di una casa di Kazanskaja ulica, il piccolo hotel alterna lo stile Ottocento della zona café, ricreato con pezzi originali dalla proprietaria, Kourenbina Oksana, ai corridoi colorati da esposizioni temporanee, mentre le porte delle camere sono state personalizzate con pitture dei migliori pittori pietroburghesi, riuniti qui recentemente per un party di corridoio. Lei vi mostrerà le foto di com’era la casa fino a pochi anni fa (in ogni stanza vivevano fino a 5-6 persone) per poi condurvi alla galleria fotografica che si è inventata nel cortile al termine dell’oscuro tipico passaggio a ponte.
Divertente l’impostazione dell’Alexander House (questi russi hanno un debole per l’interior design): un palazzo in zona Mariinskij trasformato in un boutique hotel di 14 grandi camere, ciascuna ispirata ai colori di una diversa città, dalla tropicale Bali all’arabica Marrakesh. E in cortile, come pare facessero ovunque un tempo, si coltiva la vite.
Per capire infine quanta strada ha fatto l’hôtellerie locale, passate dal Park Inn-Pulkovskaya: pura architettura soviet a suon di cemento nel più sovietico dei vialoni, quello per l’aeroporto. La vista, in questo caso, è sul Monumento agli Eroici Difensori di Leningrado.
da IL CORRIERE DELLA SERA
Turismo ripresa settore alberghiero
Posted by: | CommentsTurismo e crisi, segnale positivo dagli alberghi
di Stefano Giani
La recessione continua a minacciare l’economia anche se la crisi sembra sempre più svoltare verso un avvenire più roseo.
E, nonostante il segno meno imperversi ancora nelle ricerche di mercato, le proporzioni sembrano cominciare a dare ragione ai più ottimisti.
E se il settore alberghiero comincia a dare segnali confortanti significa che anche il turismo, rimasto finora nelle secche di una crisi che metteva paura, ora comincia a definire un domani confortante.
A trarre queste conclusioni è la ricerca di mercato «Italian hotel monitor» elaborata mensilmente da Trademark Italia attraverso un panel di risposte ottenute grazie alle interviste a 550 manager di strutture ricettive a 3, 4 e 5 stelle su un campione di 47 città italiane significative per movimento turistico, commerciale e d’affari.
Gli alberghi italiani perdono infatti solo punti marginali di occupazione delle camere e negli ultimi dodici mesi, l’occupazione media subisce una lieve flessione contenuta tra i 3 punti percentuali di Verona e i 7 di Milano e Roma. Ciò dimostra che, al di là della fortissima diminuzione del movimento congressuale che penalizza l’Europa, le città turistiche e commerciali saranno le prime a uscire dal tunnel della crisi.
È il caso della metropoli lombarda dove l’occupazione media delle stanze diminuisce del 7,1% in un anno a cui si accompagnano prezzi in flessione che vanno dai 73 euro negli hotel a 3 stelle ai 129 euro dei 4 stelle per una stanza. Rosea la situazione a Napoli dove le previsioni degli albergatori sono state superate dalla realtà: oggi l’occupazione è al 55,8% con prezzi che si aggirano intorno ai 106 euro mediamente.
L’unico segnale di una qualche gravità è data dal livello medio dell’occupazione delle stanze perché quando questo rimane attestato al di sotto del 60% diminuisce o azzera la redditività. In questo senso, al di sopra di questa soglia, ci sono cinque città tra le dieci più significative elencate dalla ricerca. Genova, Milano, Venezia, Firenze, Roma sono quindi in zona positiva mentre Napoli, Bari, Verona, Torino e Bologna restano sotto la soglia con Genova la supera di pochissimo arrivando al 60, 5%.
da IL GIORNALE
La Notte Rosa di Arezzo
Posted by: | CommentsPlay Art e notte rosa fanno il pieno. Oltre trentamila nelle strade
Muro di folla tra gli eventi in centro. La notte della Guzzanti. Piazza Grande ritorna l’angolo di mercato che era fino a quarant’anni fa. Sabina arriva quasi alle 9, prova il palco, mangia col suo gruppo e chiede di vedere gli affreschi, poi lo show.
«Ci facciamo l’Avvelenata o il Vaticano?». Sabina Guzzanti, impertinente perfino nelle prove, chiede consiglio ai suoi uomini al mixer. Gli unici uomini della Notte Rosa. Sono quasi le nove di sera, quando l’attrice, gonna a fiori e scarpette rigorosamente rosse, sale sul palcoscenico. Il vento le soffia tra le gonne e soprattutto le fa volare i fogli. «Stasera magari
andrebbero bloccati meglio». Eppure il vento soffia ancora. Soffia giù verso piazza del Comune, già imbandita come per un matrimonio: e dove due chef si sfidano sotto gli occhi di Alex Revelli. Ma è la notte rosa e non hai tempo di aspettare il verdetto: anche perché in fondo ti mangeresti volentieri tutti e due i piatti. Ma è una soddisfazione che può togliersi solo Sabina.
«Arriva, sono in sette»: la comunicazione dal telefono rosso, perfino lui, del Play arriva alla chef della «Curia». Che già era in allerta con la tavernetta al piano di sotto. Almeno lì il vento non dovrebbe soffiare. Ma fuori sì. Fuori, nella Piazza Grande restituita per una sera a piazza delle erbe. Su un banco c’è la foto in bianco e nero della piazza di allora. Stavolta gli stand sono tutti in fila, ordinati, quasi sull’attenti, perfino troppo. Il caos di allora non c’è più e il caos, si sa, o si crea o non si inventa.
Però ci sono le corone di cipolle, i pomodori in fila, i cesti di insalata. Mangeresti anche quelli, ma niente, il digiuno continua. O si spezza: quello dei commercianti, ad esempio, quasi tutti aperti perfino ad un refolo, ovviamente di vento, da agosto. Di minuto in minuto la folla cresce. Una muraglia rosa, che invade il Corso. Fin da piazza Risorgimento, dove fior di ragazze si stanno facendo belle nella location del look: sono già belle ma tant’è, la notte è rosa e devono essere le donne a decidere.
Così come Tiziana Ghiglioni, il jazz che non conosce confini, che da San Jacopo sembra spingere la musica verso l’alto. Tra il pubblico c’è Lorenza Manneschi, la prima laureata dell’università, un mazzo di fiori è il suo. Fiori e palloncini che il vento spinge su, nel corridoio infinito del Corso.
E se si fermano dipende solo dalla folla, che ormai è un muro: di qua di gente, nella parallela di macchine a caccia di un posto. Tanti, tantissimi: forse trentamila, probabilmente quarantamila. Un po’ meno nelle nicchie della festa: come nella
terrazza di Casa Bruschi, lassù, sul tetto del mondo, almeno aretino. Circondata dai banchini etnici e non solo. Mentre le lancette puntano la mezzanotte. L’ora di Sabina. Per le 10 si fa aprire gli Affreschi di Piero. Poi forse nottetempo ci ripensa, come già aveva disdetto l’agriturismo «Il Palazzaccio». Ma poco importa, è l’ora.
Si fa buio intorno al palcoscenico: e lo spezza il rap di Sabina. «Invece di prendermi tante rogne potebvo andare a Porta a Porta a parlare di Cogne»: l’Avvelenata parte davvero, non è la vesione di Guccini ma la sostanza è quella, anche se forse con un pizzico di rabbia in più. Il prato intorno è pieno. Veronica, Silvio, Walter: i volti si ricompongono, le voci li raggiungono. E nel vento che soffia Sabina sembra senza faccia se non quella di chi imita. La ritrova alla fine, davanti a una torta gigante studiata dall’Apt: è già sabato, è già il suo compleanno. «Oggi gli uomini sono allevati nei forno a microonde». Il rap continua, la notte rosa finisce, il vento no: e si porta via le ultime tracce dalla terra degli uomini.
Alberto Pierini
da LA NAZIONE
