Archive for June, 2009

Turismo Villa d’Este hotel migliore del mondo


La classifica di Forbes: «Villa d’Este ha tutto, persino il bel tempo»
L’hotel migliore del mondo è Villa d’Este a Cernobbio
Il 70% della clientela è inglese e americana. Tra i frequentatori Verdi e la Callas con Onassis

Luigi Corvi

CERNOBBIO (Como) — Centoquarant’anni di storia e un fascino che non tramonta mai: è sul lago di Como l’ho­tel più bello del mondo. La ri­vista villa_esteamericana Forbes, che ogni anno stila la classifica dei 400 migliori alberghi del pianeta, per il 2009 ha attribu­ito il primo posto al Villa d’Este di Cernobbio che ha battuto, nell’ordine, il Penin­sula di Bangkok, il Landmark Mandarin Oriental di Hong Kong, il Four Seasons George V di Parigi e il Burj al Arab di Dubai. È la prima volta che una struttura italiana raggiun­ge la vetta della prestigiosa classifica.

Costruito nel 1568 e diven­tato albergo nel 1873, il resort di Cernobbio ha oggi 152 lus­suosissime camere (prezzo in alta stagione 900 euro per not­te) in due edifici circondati da un parco centenario in uno degli angoli più belli del Lario. E dotato di piscina ri­scaldata galleggiante sul lago (unica nel suo genere), spiag­gia con sabbia riservata ai bambini, piscina coperta, cen­tro benessere, otto campi da tennis, ristoranti, night. «Il ri­conoscimento a Villa d’Este — dice l’amministratore dele­gato Jean-Marc Droulers — premia la tradizione ed è un traguardo che fa onore al­l’ospitalità del nostro Paese».

In queste stanze sono passa­te nei secoli schiere di duchi, re e regine, presidenti, star di Hollywood, scrittori, cantan­ti, musicisti, stilisti. Il primo cliente fu Giorgio Ricordi, che affittò un intero piano del pa­diglione Regina d’Inghilterra e ebbe come ospiti Giuseppe Verdi e poi Giacomo Puccini. Qui sono passati personaggi come Alfred Hitchcock, i du­chi di Windsor, Leopoldo del Belgio, Vittorio Emanuele, i principi di Monaco, Elizabeth Taylor, Frank Sinatra, Barbra Streisand, Madonna, Mick Jag­ger, Bruce Springsteen, John Kennedy, Gorbaciov, Chur­chill, Ava Gardner, lo Scià di Persia, la Callas con Onassis e tanti altri. E qui si svolge ogni anno il Workshop Ambroset­ti, ritrovo per i massimi verti­ci della politica, della finanza e dell’industria.

Attribuendo il riconosci­mento a Villa d’Este, la giuria di Forbes — formata da uomi­ni dello spettacolo, giornali­sti, scrittori, conduttori televi­sivi (tutti frequentatori degli alberghi di lusso) — ha elen­cato così i pregi dell’hotel a cinque stelle di Cernobbio, specificando che è facilmente raggiungibile e ha tutto: «Pa­norama, architettura, bellez­za, servizio, decorazione di in­terni, storia, spa e persino il bel tempo». La villa fu costruita nel 1568 dall’architetto Pellegri­no Tibaldi per il cardinale To­lomeo Gallio (la cui famiglia rimase proprietaria per due secoli) e diventò poi dimora dell’aristocrazia europea. Nel 1815 fu acquistata da Caroli­na di Brunswick, moglie sepa­rata di re Giorgio IV, e nel 1873 un gruppo di uomini d’affari lo trasformò in hotel di lusso. Oggi la struttura — fre­quentata per il 70 per cento da americani e inglesi — insie­me ad altri tre alberghi di lus­so (due a Como e uno a Firen­ze) è di proprietà di una spa che nel 2007 ha registrato l’utile record di otto milioni di euro e che fa capo al grup­po della famiglia brianzola Fontana, leader nella produ­zione di bulloni.

da IL CORRIERE DELLA SERA

Vienna da visitare


Vienna e la sua storia

viennaVienna è la capitale dell’Austria, essa si sviluppa nella parte orientale della nazione al confine sia con la Slovacchia che con l’Ungheria. La città, ha origini antichissime, infatti, si hanno notizie della Capitale, dei suoi primi insediamenti, già nel periodo neolitico. Ma soltanto con l’arrivo dei romani nel I sec. d. C. si ebbe la prima città fortificata, come legione romana, e infatti la città ha la sua struttura originaria, non sulla zona civile, ma sull’accampamento militare.
Lo sviluppo urbano della città avvenne in due momenti differenti, tanto da permettere all’agglomerato urbano di diffondersi in maniera regolare e geometrica, aumentando il suo perimetro seguendo dei cerchi concentrici. Stabilita la pianta della città, Vienna divenne un importante centro economico e commerciale durante il medioevo, conosciuta soprattutto per la sua attività di porto fluviale, che determinò l’aumento demografico della popolazione, che portò al conseguente titolo di “Capitale” a Vienna.
Poco dopo, iniziarono le prime costruzioni di monumenti portando, in un primo momento l’arte gotica, poi quella rinascimentale, nelle vie della città. Purtroppo però, anche Vienna, come tutte le città europee, cadde sotto la giurisdizione di numerose potenze, tra cui gli ungheresi e i turchi (spinti da principi religiosi, che diedero inizio alle numerose guerre religiose tra cristianesimo e islam), che per un periodo, portarono via il titolo di “Capitale” alla città. Solo grazie all’aiuto dei polacchi, che estromisero gli invasori dalla città, Vienna poté godere di un periodo di pace, sotto il quale, fra seicento e settecento, fiorirono le prime costruzioni architettoniche in stile barocco e rococò, e si sviluppò l’arte per la musica, messa in contrasto con quella parigina, è infatti qui a Vienna che si formarono musicisti come: Mozart, Schubert, Beethoven, Haydn e tanti altri.
Il XIX secolo, la città lo visse come un periodo di cambiamento e di rivoluzioni, come in tutto il vecchio continente, oltre ad essere stata assediata da Napoleone, per ben due volte, Vienna divenne anche sede del congresso che portò risoluzione ai movimenti rivoluzionari presenti in Europa. Nel XX secolo, la città vide un aumento demografico spaventoso, tanto da dover abbattere le mura perimetrali per dover costruire edifici sempre in maggior numero.
Quando l’impero cadde, Vienna era troppo grande per essere la Capitale di una piccola nazione, cosicché divenne città autonoma governata dai socialisti; questo influenzò molto la città, sia dal punto di vista ideologico che politico. La seconda guerra mondiale portò distruzione, povertà e diminuzione demografica, tanto che Vienna iniziò a riprendersi dalla catastrofe solamente nella seconda metà degli anni 50, ritrovando la sua unità e indipendenza, con l’uscita degli alleati dal territorio austriaco.
Da quando la nazione scelse la neutralità come posizione politica nei confronti degli altri stati europei, Vienna, divenne dopo New York e Ginevra, la terza sede diplomatica dell’Onu.

Cosa visitare a Vienna

Il clima della città è caratterizzato dalla forte presenza di escursioni termiche, che favoriscono inverni freddi e nevosi, con temperature al di sotto dello zero, ed estati piovose e fresche.
In estate si hanno delle temperature che difficilmente superano i 18°, condizionate soprattutto da tre venti: le brezze di monte, le brezze di valle e il fohn, ovvero, è il tipico vento alpino generato a seconda delle depressioni bariche all’esterno delle Alpi.

Queste sono condizioni ideali per andare alla scoperta delle sue splendide attrattive turistiche.

  • Stephansplatz: in origine era il cimitero di S. Stefano, ma poi cadde in disuso, per essere poi ristrutturato e interamente rimaneggiato, per la visita dell’imperatore Francesco I nella città. Oggi è la piazza principale di Vienna, dove, oltre ad affacciarsi la Cattedrale, alcuni  palazzi ricostruiti dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale, e l’Haas Haus, che è un’opera d’arte di Hans Hollein, artista molto discusso e poco apprezzato, vi si affaccia anche l’Erzbischoflisches Palais, che è il palazzo arcivescovile, edificato su progetto di un italiano, impostato sullo stile barocco.
  • Peterskirch: è la Chiesa di San Pietro, che si affaccia, in minima parte, sulla piazza del Graben. Questa chiesa, anche se oggi la si vede costruita in stile barocco, è l’edificio religioso più vecchio della città, perché prima della chiesa attuale, al tempo di Carlo Magno, nel 700, fu costruita la chiesa originaria, che poi fu totalmente rimaneggiata nel XVIII secolo. L’interno è predisposto su pianta centrale ellittica, ed è decorato interamente in oro e ocra e da numerose dipinti tra i quali ricordiamo: L’Assunta, situato nella cupola; la sacra Famiglia; Sant’Antonio da Padova e tanti altri.
  • Hofburg: il palazzo imperiale, che si affaccia completamente sulla piazza Michaelerplatz, è stato per ben sette secoli, nei quali è stato più volte rimaneggiato e ampliato, residenza degli Asburgo. La parte centrale, ovvero la corte degli Svizzeri, ha origine nel XIII secolo, e fu più volte modificata e allargata fino a che non scoppiasse la prima guerra mondiale; questo spiega il perché dei diversi stili architettonici presenti nell’edificio, oggi usufruito da numerosi musei.
  • Castello di Schönbrunn: risalente al XVI secolo e contornato da uno dei parchi più belli d’Europa.
  • Michaelerkirche: la Chiesa di San Michele, fu costruita in stile tardormanico nel XIII secolo e rimaneggiata tra il XIV e il XV secolo in stile gotico. L’interno è a tre navate, come caratteristica di tutte le chiese gotiche, ed è ornato da degli affreschi che risalgono al XIII secolo, portati alla luce dopo un recente restauro.
  • Schatzkammer: è il museo del tesoro imperiale, che in 21 sale, vuole raccogliere il tesoro, sia profano che sacro, della famiglia degli Asburgo.
  • Volksgarten: è il cosiddetto “giardino del popolo”, dove vi è situata l’Elisabeth-Denkmal, un monumento eletto in onore dell’imperatrice Elisabetta, che fu assassinata alla fine del XIX secolo; inoltre, al centro dei giardini, vi è il Tempio di Teseo, edificato nei primi anni del XIX secolo.
  • Museum fur Volkerkund: il museo, situato in Corps de Logis, ha a disposizioni quasi quaranta sale, divise in più piani, per mostre temporanee; infatti, questo museo, espone le più vaste collezioni, tra le più ricche che ci siano mai state.
  • Albertina: il palazzo dell’Albertina, è collocata su un sperone del bastione degli Agostiniani, che faceva parte del sistema di fortificazione; questo, è noto per l’opera molto discussa che vi si trova: il monumento contro la guerra e il fascismo, scolpito alla fine del XX secolo, per opera di A. Hrdlicka.
  • Augustinerkirche: la chiesa, che si affaccia sulla piazza di Josefsplatz, che fu la parrocchia di corte, dove vennero celebrati numerosi matrimoni dei membri della famiglia degli Asburgo. L’edificio religioso fu costruito in stile gotico, poi restaurato nel tardo XVIII secolo, e gli fu aggiunta la torre neogotica della metà del XIX secolo. L’interno è diviso in tre navate, come tutte le chiese gotiche, e ciò che lo caratterizza è la presenza della tomba a forma piramidale dell’arciduchessa.
  • Maria am Gestade: mirabile esempio di chiesa gotica.
  • Kaisergruft è la Cripta imperiale che consiste in numerosi ambienti sotterranei, che furono modificati, allargati o inseriti durante l’arco dei secoli che va dal XVII al XX. Qui vi sono tutte le tombe dei membri della case degli Asburgo.
  • FranziSkanerkirche: è la chiesa dei Francescani, annessa al convento nel XVII secolo; essa si affaccia sull’omonima piazza, dove è situata la fontana del Mosè: la Mosesbrunner; lo stile della chiesa si alterna tra gotico e rinascimentale, l’interno è disposto in una sola e unica navata che è caratterizzata dalle decorazioni, aggiuntive, in stile barocco.
  • Akademie der Wissenschaft: il palazzo dell’Accademia delle Scienze, voluto dall’imperatrice Maria Teresa alla metà del XVIII secolo, oggi è la massima istituzione culturale austriaca. Vicino, vi è anche la Jesuitenkirche, la chiesa universitaria, edificata per volontà dei Gesuiti nel XVII secolo.
  • Ruprechtskirche: questa chiesa, situata sull’omonima piccola piazza, fu eretta nell’XI secolo, nel lugo che fino ad allora, occupa l’antico foro romano. Oggi l’edificio religioso è gestito dall’ordine equestre del San Sepolcro di Gerusalemme.
  • Hoher Markt: la piazza che occupa l’intera area dell’antico foro romano, distrutto durante le lotte belliche, ha al centro la cosiddetta fontana dello sposalizio, costruita nella prima metà del XVIII secolo, a forma di baldacchino predisposto su quattro colonne.
  • Minoritenkirche: la chiesa dei Minoriti, voluta dal duca Leopoldo IV che prese spunto dal suo viaggio ad Assisi, risale, come costruzione, al XIV secolo, ed è la chiesa, dopo la cattedrale di Santo Stefano, di maggior rilievo nella storia di Vienna. Questa chiesa, è anche detta Chiesa nazionale degli italiani, infatti, alla domenica, si celebra la messa in lingua italiana.
  • Musei da non perdere:  il Dom-und Diozesanmuseum, il Museo Leopold, il Museo della tecnologia, il Museo dell’Architettura, il Museo di Vienna, la Kunsthaus ed il museo di arte all’interno di Palazzo del Belvedere.
  • Graben: sicuramente una delle più belle piazze di Vienna.
  • Altre attrazioni a Vienna: il parco divertimenti del Prater, ricco di attrazioni ed immerso nel verde; la Fiera di Vienna; l’Ernst Happel Stadion, il più grande stadio di calcio di tutta l’Austria ed infine il famoso teatro Wiener Staatsoper. Per chi, inoltre, volesse godere di una vista mozzafiato di Vienna ed i suoi dintorni si consiglia vivamente di visitare la Torre del Danubio, alta ben 252 metri.
  • Nei dintorni di Vienna: il territorio intorno alla capitale austriaca è ricco di paesaggi mozzafiato ed  uno di questi è rappresentato dalla Foresta Viennese, ricca di castelli, monasteri e splendide cittadine.

da PAESIONLINE.IT


Concerti protagonisti del turismo 2009 in Friuli


madonnaSi scalda il motore della macchina organizzativa dei grandi concerti-evento di questa estate allo stadio Friuli, protagonisti assoluti Madonna (16 luglio), Springsteen (23 luglio) e Coldplay (31 agosto), con un boom anche dei pacchetti soggiorno elaborati dalla società regionale “Turismo Fvg”.

Sul fronte delle prevendite e delle offerte elaborate per un minimo di tre notti da passare in Friuli in coincidenza soprattutto con i tre grandi avvenimenti, le cifre in possesso degli organizzatori dei concerti – l’Azalea Promotion di Loris Tramontin assieme al supporto della Regione Friuli Venezia Giulia – parlano infatti chiaro. Per i Coldplay (a Udine il 31 agosto), ad esempio, siamo praticamente al tutto esaurito. E non solo allo stadio Friuli, teatro dei tre mega-concerti. I tagliandi già staccati per il concerto del 31 agosto sonospringsteen infatti 38 mila, ai quali devono aggiungersi quelli già venduti, ma non ancora emessi, attraverso l’offerta turistica che prevedeva un biglietto gratis in curva o la riduzione del 50 per cento per un posto in tribuna nel caso di una vacanza di almeno 3 giorni in un albergo della regione. «Fino ad oggi – spiega Claudio Tognoni, renponsabile della promozione della società regionale Turismo Fvg – i biglietti venduti attraverso questa formula, secondo quanto conteggiato parzialmente, sono oltre diecimila, “spalmati” soprattutto sui tre eventi principali. Con il boom dei Coldplay, per i quali praticamente non c’è già più un posto letto disponibile in tutta la zona».

Per Springsteen (23 luglio) cifre invece un po’ più basse con meno di 30 mila biglietti venduti e posti ancora disponibili soprattutto sul prato. Per la regina del pop mondiale, Madonna, che sarà a Udine il 16 luglio, gli organizzatori puntano ad avvicinarsi al tutto esaurito, con circa 31 mila biglietti già venduti, migliaia dei quali, anche in questo caso, in abbinata a un soggiorno in regione. Restano però alcuni biglietti disponibili per la zona prato (74 euro) e soprattutto in coldplaytribuna (103 euro), oltre alla più “scomoda” curva non numerata (a 63 euro).

Ma accanto alla macchina organizzativa di prevendite e prenotazioni, da ieri è partita ufficialmente anche quella locale, con una riunione “logistica” in Comune a Udine (ente partner tecnico dei tre spettacoli), con l’assessore Franzil, su viabilità, trasporti, orari dei lavori, illuminazione della zona stadio e allestimento interno dei palchi e della copertura del prato. Il montaggio delle strutture per il concerto di Madonna inizierà già sei giorni prima del concerto, il 10 luglio. Il palco monumentale prevede una copertura a sbalzo, con due giganteschi schermi laterali.

da IL GIORNALE DEL FRIULI

Rimini e l’Isola delle Rose


isola_delle_roseQuella dell’Isola delle Rose è una delle storie più bizzarre e affascinanti che Rimini e la riviera romagnola abbiano mai vissuto. Una vicenda che torna in vita dopo quarant’anni, grazie al film documentario “Insulo de la Rozoj – La libertà fa paura”. Dodici mesi di indagini e ricerche, con più di 40 ore di riprese sono state condensate nei sessanta minuti del film realizzato da Cinematica, che verrà proiettato a Rimini mercoledì 1 luglio alle 21,15 alla Corte degli Agostiniani.

E’ il primo maggio del 1968. Al largo delle coste riminesi, appena fuori dalle acque territoriali, un ingegnere proclama uno Stato indipendente su una piattaforma in ferro da lui stesso progettata e costruita: è l’atto di nascita della Repubblica dell’Isola delle Rose. O, meglio, dell’Insulo de la Rozoj, secondo la traduzione in esperanto, lingua ufficiale della neonata repubblica.

La micronazione diventa immediatamente un caso nazionale e internazionale, suscitando da una parte grandi timori, dall’altra speranze e sogni. Politici e autorità sono spaventati dalla presenza di un nuovo soggetto internazionale a qualche miglio dalle coste italiane. Partono inchieste e vengono presentate interrogazioni parlamentari: per qualcuno dietro l’Isola delle Rose c’è l’ombra di una potenza straniera, per altri lo spettro è quello della creazione di un casinò, con gioco d’azzardo ed entreneuses che rischiano di far crollare definitivamente i dogmi morali già pesantemente intaccati dalle turbolenze del Sessantotto.

Dall’altra parte gli operatori del turismo e gli amministratori riminesi vedono di buon occhio l’Isola delle Rose, divenuta una inaspettata attrazione turistica, il migliore dei lanci possibili per l’estate del ’68 sulla Riviera romagnola, che sta vivendo il suo boom turistico: i villeggianti si mettono in fila per salire sulle barche che fanno il giro attorno alla piattaforma e comperano i francobolli emessi dal nuovo stato, originale souvenir delle loro vacanze.

Perfino l’organizzazione mondiale degli esperantisti accoglie con entusiasmo la micronazione, che ha adottato proprio l’esperanto come lingua ufficiale. Ma i più contenti della nascita dell’Isola delle Rose sono probabilmente giornalisti ed editori: l’isola è la notizia dell’estate italiana, con le foto di giovani bellezze in audaci bikini a far da contorno a inchieste e interviste. E il tutto succede sulle spiagge della riviera di Rimini, ormai divenute il luogo di villeggiatura degli italiani.

A 55 giorni dalla proclamazione dell’indipendenza, lo Stato italiano decide di intervenire con fermezza. Viene proclamato l’embargo a cui segue l’occupazione militare. Dopo qualche tempo gli artificieri della marina militare sbarcano sulla piattaforma. Il 25 febbraio del 1969 l’isola scompare in mare.

A quarant’anni dalla distruzione, la vicenda dell’Isola delle Rose continua a stimolare fantasia e creatività. Nell’estate del 2008 un’installazione in un museo di Vancouver, in Canada, ne ha celebrato il mito, mettendola in parallelo con l’Isola di Utopia di Tommaso Moro. Un autore milanese e una compagnia fiorentina stanno portando l’Isola in teatro. Un gruppo di musicisti romagnoli nel 2007 ha vinto il Mei di Faenza, il Meeting delle etichette indipendenti, con un brano hip hop ispirato dalla storia della piattaforma. Un numero speciale di Martin Mystere, fumetto cult italiano sul mondo del mistero, ripercorre la storia della piattaforma davanti alla riviera di Rimini in un albo intitolato, per l’appunto, “L’Isola delle Rose”.

Una serie di tributi all’idea di un ingegnere che, nella sua bella villa bolognese, ancora oggi, ultraottantenne, sorride amaramente ripercorrendo la storia della sua creatura.

da IL RESTO DEL CARLINO

Roma prima agenzia viaggi per disabili


viaggiareSarà più facile, da ora in poi, a Roma, organizzare viaggi per persone disabili. È nata, infatti, a due passi da San Pietro, «Diverso viaggiare», la prima agenzia specializzata in turismo accessibile anche ai portatori di handicap.

Promossa dalla fondazione «Dopo di noi», è stata inaugurata ieri a Borgo Pio 11. Alla cerimonia del taglio del nastro hanno partecipato gli assessori alle Politice sociali del Comune e della Provincia Sveva Belviso e Claudio Cecchini, oltre al presidente della cooperativa che gestisce l’agenzia, Luigi Vittorio Berliri.

L’agenzia si rivolge a persone con disabilità motorie, permanenti o momentanee, ma anche a donne incinte, anziani, famiglie con bambini piccoli, allergici, normodotati con esigenze particolari.

Dietro ai computer di «Diverso viaggiare» lavoreranno anche portatori di handicap. Saranno loro ad organizzare viaggi e fornire informazioni sull’accessibilità di musei, ristoranti, alberghi e mezzi di trasporto per i diversamente abili, in Italia e all’estero.

«La cosa che mi rende entusiasta di questa iniziativa, promossa dal Comune attraverso la fondazione “Dopo di noi” – sostiene la Belviso – è il fatto che, oltre ad organizzare viaggi per clienti con esigenze particolari, nell’agenzia lavoreranno persone con disabilità che organizzano viaggi per normodotati. Stiamo vedendo di cambiare lo statuto della fondazione per allargare la sua area di intervento a tutte le persone con fragilità». «Un’iniziativa della quale non è possibile non parlare bene – commenta l’assessore Cecchini – a due passi da San Pietro e che dà un’opportunità di inserimento lavorativo a persone con diverse problematiche».

da IL GIORNALE

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