Archive for May, 2009

May
31

Nuova ricerca per le vacanze 2009

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I voli low cost sono una priorità di molti per quest’estate. Si spenderà di meno ma gli italiani non rinunceranno alle tanto sospirate vacanze estive.

vacaze2009Low cost è l’imperativo, in particolare per quanto riguarda i voli. Per le vacanze dell’estate 2009 gli italiani spenderanno di meno, ma la maggior parte comunque non rinuncerà a un viaggio estivo. La crisi si fa sentire, quindi, ma la vacanza da tanti è attesa con ansia per tutto l’anno. Meglio spendere di meno che rinunciarvi del tutto, quindi. E con i voli low cost si può raggiungere quasi qualsiasi meta europea a cifre ragionevoli.

Ma gli italiani non risparmieranno soltanto sui voli. Molti non andranno all’estero proprio per non spendere troppo. Una meta molto gettonata per quanto riguarda quest’estate sembra essere la Puglia. Da sottolineare come, inoltre, siano in crescita gli italiani che dichiarano di voler trascorrere in montagna le proprie vacanze: 16% contro l’11,3% del 2008. Ad ogni modo il mare la fa ancora da padrone, con il 69% delle preferenze.

Sempre di più gli italiani che dichiarano di voler noleggiare un’auto una volta giunti nella meta agognata. A questo proposito Valerio Gridelli, direttore commerciale di Europcar, ha dicharato: “il noleggio é una scelta di consumo intelligente e denota un’attenzione particolare nell’organizzazione delle proprie vacanze e dei propri spostamenti”.

Internet come mezzo per prenotare è sempre più utilizzato. Anche questa scelta ricade sul risparmio che è possibile ottenere on-line, magari bypassando i costi delle agenzie di viaggio, come nel caso dei voli low cost (ma non solo).

Lo studio sulle intenzioni vacanziere degli italiani è stata condotto dall’Osservatorio Europcar-Doxa: si tratta della quarta edizione della ricerca.

da CIAO PEOPLE

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May
30

2 giugno 2009

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2-giugno1Traffico intenso sulle autostrade. Un milione di persone hanno scelto il treno. Gettonate le capitali europee e le iniziative enogastronomiche. Ma la pioggia potrebbe rovinare tutto.

Dal punto di vista meteo non sarà, probabilmente, un vero assaggio d’estate. Ma il ponte del 2 giugno è comunque atteso da molti per concedersi un pò di riposo in attesa delle ferie. La voglia di tintarella è forte e la maggior parte di quanti si sono messi in viaggio sceglierà località balneari, nonostante le nuvole in agguato.

Ponte sotto la pioggia
Le previsioni meteo, infatti, non promettono un granchè. Per oggi e domani il Servizio Meteo dell’Aeronautica Militare indica nuvole un pò ovunque. Pioggia in vista lunedì su Lazio, Sardegna e arco alpino, variabile al nord e al centro. Tempo molto variabile anche martedì 2.

Tutti al mare, o quasi
2-giugno2
Sole o no, sono circa 3,6 milioni, stando a Federalberghi, gli italiani diretti in zone di mare nostrane. Sceglieranno la montagna in 1,2 milioni, mentre altri 390 mila visiteranno città d’arte. Il resto si dividerà tra laghi e terme: in totale si sposteranno circa 5,8 milioni di persone. Quasi il 30% dormirà in albergo, mentre una quota di poco inferiore raggiungerà una casa di proprietà. Almeno 150 mila, stima Coldiretti, opterà per l’agriturismo. Quanto alla spesa media per la vacanza, si aggirerà sui 225 euro a testa.

Cantine aperte

Oltre un milione le persone che parteciperanno a iniziative enogastronomiche secondo Coldiretti. Proprio durante il Ponte, tra l’altro, cade la 17/ma edizione di Cantine Aperte. Ma gli amanti della buona tavola possono spaziare tra 60.700 siti: frantoi, cantine, malghe e cascine dove acquistare specialità alimentari.

Capitali europee

2-giugnoCirca 685 mila italiani andranno all’estero (stime Federalberghi). La spesa media per chi soggiornerà in una capitale europea si aggira sui 450 euro, volo compreso. A fare i calcoli, Federconsumatori ed Ente Bilaterale del Turismo. Berlino la destinazione più economica: 348 euro. San Pietroburgo la più cara: 663 euro. In fascia intermedia Londra e Parigi, poco sotto i 500 euro.

Traffico intenso
Traffico intenso già da ieri su tutta la rete autostradale. In particolare – fanno sapere Polstrada e Autostrade per l’Italia – sull’A1 verso sud e in uscita dai centri urbani. La circolazione rimarrà sostenuta fino alle 14 di oggi e poi nuovamente martedì tra le 17 e le 21 quando si concentreranno i rientri.

Oltre un milione in treno
C’è chi invece il traffico vuole evitarlo. Oltre un milione di viaggiatori, secondo le FS, si sposteranno in treno, togliendo circa 600 mila auto dalle strade. Potenziata l’offerta con 5 convogli speciali sulla direttrice adriatica, che si sommano ai circa 5.000 treni nazionali giornalieri.

da LA STAMPA

Categories : turismo, ultime notizie
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May
29

Costo ponte 2 giugno

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Il ponte del 2 giugno nelle città d’arte europee?

Costa in media 446 euro, con qualche rilevante differenza fra una fascia di città per le quali bastano poco meno di 400 euro (da Berlino a moscaLisbona, da Madrid a Praga a Vienna) e quelle più care come Londra, Amsterdam e Parigi, fino ad arrivare ai costi più elevati di Mosca e San Pietroburgo, che però sono anche le realtà più distanti. Il prezzo del soggiorno nelle capitali e nelle città d’arte europee è stato monitorato dal nuovo Osservatorio permanente sulle proposte di viaggio frutto della collaborazione fra Federconsumatori ed Ente Bilaterale Nazionale del Turismo.
L’indagine ha preso in considerazione il prezzo medio che un turista italiano si troverà a pagare per l’acquisto di un pacchetto vacanza, aereo compreso, presso un tour operator nazionale, con destinazione capitali e città d’arte europee: è stata analizzata in particolare l’offerta di diversi cataloghi dei principali tour operator in modo che il valore individuato per una vacanza rappresenti una sintesi dei prezzi complessivi. Dodici le mete individuate: Lisbona, Barcellona, Berlino, Madrid, Amsterdam, Londra, Budapest, Parigi, Praga, Vienna, Mosca, San Pietroburgo, relativamente alle quali sono state rilevate 517 quotazioni tariffarie di struttura ricettiva.

Qual è dunque il risultato del monitoraggio?

Per recarsi all’estero approfittando del ponte del 2 giugno, un adulto paga in media 446 euro per un soggiorno di 4 giorni/3 notti in hotel, camera doppia di tipo standard, trattamento di pernottamento e prima colazione.
I costi vedono una prima fascia di città nelle quali, ad eccezione di Barcellona con 411 euro, la cifra necessaria è inferiore alle 400 euro: sono Lisbona, Berlino, Madrid, Budapest, Praga e Vienna. C’è poi una fascia intermedia rappresentata da Londra (438 euro), Amsterdam (484 euro) e Parigi (498 euro). Le città più costose sono prevedibilmente anche quelle più distanti e riguardano i quadri tariffari rilevati a Mosca e a San Pietroburgo, rispettivamente con una media di 548 euro e 663 euro.

da HELP CONSUMATORI

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May
28

Pescara balneatori sul piede di guerra

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pescaraLo hanno detto senza mezzi termini quest’oggi le decine di balneatori di ogni sigla sindacale e consortile che hanno preso parte alla conferenza stampa indetta a Largo Mediterraneo per denunciare la condizione di invivibilità in cui hanno dovuto aprire la stagione, mentre tutt’attorno c’erano una decina di tir a lavoro.
«Non è concepibile avviare, per il sesto anno consecutivo, dei lavori sul lungomare in estate, quando per rifare gli asfalti abbiamo la primavera e l’autunno. E infine ci sentiamo offesi dalle accuse rivolteci ieri dal vicesindaco: i balneatori sono tra i maggiori imprenditori di Pescara, diamo migliaia di posti di lavoro regolari e sulla spiaggia abbiamo investito le nostre risorse, rischiando in prima persona. Non accettiamo le parole di un’amministrazione che ci definisce ‘persone abituate a lavorare senza rispettare le regole’».
«Prima la pista ciclabile – ha detto Andrea Lancia, dello stabilimento balneare La Mila -, oggi le ruspe al lavoro per il rifacimento dell’asfalto, sempre sul lungomare, con l’improvvisa istituzione del senso unico di marcia dalla Madonnina a via Mazzini, opere che complessivamente hanno cancellato almeno 2mila parcheggi per auto e scooter su tutto il litorale nord. Non contestiamo la scelta di realizzare una pista ciclabile, ma non riteniamo possibile togliere 2mila posti auto senza aver prima individuato altri parcheggi».

Lo dimostra lo stato di caos che ormai i balneatori stanno vivendo da dieci giorni: «la riviera pescarese vive infatti di un turismo locale, non internazionale, e al bagnante che arriva dalle zone dell’entroterra il Comune deve garantire dei servizi, compresa la disponibilità di aree in cui sostare. Tra l’altro, a due mesi dall’apertura del cantiere per il percorso riservato per le bici ancora non sappiamo se sulla riviera verrà istituito il senso unico di marcia o meno, o se le opere imporranno o meno la cancellazione definitiva dei posti auto. Sappiamo anche – ha proseguito Lancia – che il riasfalto del litorale era necessario, ma pensiamo che non sia possibile, ogni anno, aspettare la stagione estiva per fare tali opere sulla riviera».
I balneatori giudicano «assurda» la giustificazione fornita dal Comune, ossia che per fare i lavori lungo le strade bisogna attendere il caldo, «perché allora ci chiediamo come sia possibile rifare le strade nei paesi del Nord, come in Norvegia, dove non ci sembra ci siano mulattiere».
In merito alle accuse lanciate ieri dal vicesindaco ai balneatori, rei di ‘essere abituati a lavorare senza rispettare le regole’, specie in riferimento al ‘caso’ rifiuti, i balneatori hanno ribadito di «respingere accuse infondate e gratuite: oggi balneatori che fanno anche 2-300 coperti al giorno si ritrovano a dover operare con un solo cassonetto per la raccolta dei rifiuti alimentari; per la raccolta delle tonnellate di carta prodotte ogni giorno, la Attiva ci ha dato un unico contenitore ogni 5 stabilimenti balneari ed è stato inutile, sino a oggi, qualunque richiesta di concedere altri bidoni. Le spiagge libere sono rimaste per settimane sporche dopo le mareggiate di primavera – ha detto Fabio Tiberi, titolare del Lido Beach -, tratti di arenile privi di servizi igienici, di passerelle, di docce, in aperta violazione dell’ordinanza comunale che pure imponeva l’installazione di tali servizi a coloro che si erano aggiudicati la gestione delle aree già dallo scorso anno».
«La realtà – ha detto Clea Rocco, titolare dello stabilimento Lido 186 – è che l’amministrazione ci offende senza sapere di cosa parla. I balneatori hanno sempre collaborato con l’Ente pubblico: per anni abbiamo curato la pulizia delle aiuole antistanti gli stabilimenti, abbiamo bonificato anche le spiagge libere, oggi ci dicono che siamo la rovina della città».
Chiara la richiesta della categoria: «Sollecitiamo l’amministrazione comunale a sospendere temporaneamente il cantiere della pista ciclabile per valutare, eventualmente, la ripresa dei lavori a settembre. E poi chiediamo anche di chiarire quale sarà il futuro viario del nostro litorale».

da PRIMADANOI

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May
27

California no al turismo matrimoniale gay

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I giudici della Corte Suprema della California hanno confermato il verdetto delle urne dello scorso novembre, dichiarando valido il divieto di matrimoni omosessuali in California. Ecco come e perché.

california_gaySan Francisco, la capitale dei diritti civili degli Stati Uniti, terreno di lotta per le prime battaglie degli omosessuali alla fine degli anni ‘70 con Harvey Milk, ha detto no ai matrimoni omosessuali. La Corte Suprema dello Stato della California ha infatti rigettato poche ore fa la richiesta da parte del comitato referendario uscito sconfitto lo scorso novembre, di annullare il risultato della proposta otto, che vietava di fatto le unioni tra persone dello stesso sesso. La decisione sembrava dovesse arrivare in mattinata (ovvero questa sera in Italia) o perfino più tardi, poiché molti erano gli analisti che si aspettavano una decisione combattuta in seno alla Corte, ma così non è stato. Su sette giudici il verdetto è stato quasi unanime: ben sei si sono dichiarati favorevoli al rigetto dell’appello.

SI E’ EVITATO IL CAOS – La sentenza della Corte non ha però messo in dubbio le unioni celebrate tra marzo a novembre del 2008, ovvero nel periodo intercorso dall’emanazione della legge sui matrimoni omosessuali e il referendum abrogativo della legge: 18.000 coppie hanno corso il rischio di vedersi annullato il loro certificato di matrimonio, creando seri problemi in ordine di pensioni di reversibilità, contratti di affitto e assicurazioni mediche. C’è comunque da dire che le coppie omosessuali californiane potranno comunque contare su un accordo di “comunione domestica” – vigente in molti altri Stati statunitensi – che concede già molti diritti alle california_gay1coppie omosessuali. Una sorta di Dico o Pacs insomma.

LA BATTAGLIA NON SI FERMA QUI – Il gruppo di pressione che ha cercato fino all’ultimo di sovvertire il risultato referendario ha già dichiarato che il prossimo anno, o al più tardi nel 2012, presenteranno un nuova iniziativa legislativa volta a ri-legalizzare il matrimonio tra persone dello stesso sesso; non è escluso nemmeno il ricorso di fronte a una Corte federale, forti anche del cambio di maggioranza in seno alla Suprema Corte Federale, che si avrà con l’innesto di Sonya Sotomayor, la giudice progressista di origine ispanica indicata da Barack Obama.

CAMBIARE LA COSTITUZIONE – Qualsiasi sarà il percorso che il comitato dei diritti civili vorrà intraprendere, la situazione resterà comunque incerta; al di là degli appelli, e delle future iniziative popolari, bisogna segnalare che molti singoli Stati si stanno muovendo in ordine sparso, lasciando gli Stati Uniti per una decisione così controversa a macchie di leopardo. Si sta già creando una sorta di immigrazione per tendenze sessuali, che muove sempre più denaro, potere e forza lavoro. E’ per questo che suonano profetiche le parole del reverendo Samuel Rodriguez, presidente della conferenza cristiana ispanica, un gruppo evangelico con sede a Sacramento: “Abbiamo bisogno di un emendamento alla costituzione che affermi senza dubbi che il matrimonio è possibile solo tra un uomo e una donna“. La lotta insomma, per i gruppi cristiani, non si concluderà oggi, né sarà limitata alla California. Anche i gruppi di attivisti per le libertà guardano a Barack Obama come unico in grado di chiudere queste lotte locali e sancire definitivamente il diritto per gli omosessuali di sposarsi.

california_gay2FUORI DALLA CALIFORNIA - In effetti l’ordine sparso con cui alcuni Stati sono arrivati a legiferare sull’argomento ha già creato, per lo meno, un certo “turismo del matrimonio” (un po’ come gli americani che vengono a sposarsi a Roma o a Venezia). In Vermont, Iowa, Maine e il Conncticut sono passate delle leggi che autorizzano il matrimonio omosessuale, e un medesimo disegno di legge è al vaglio del parlamento del New Hampshire.

COME E’ PASSATA LA PROPOSTA OTTO – Arizona, Florida e California nel novembre scorso, con numeri diversi, hanno bocciato il matrimonio omosessuale con la proposta otto, una proposta di legge popolare, una sorta di referendum, fortemente voluto dalle chiese cristiane. Nonostante i 43 milioni di dollari dei gruppi liberali investiti, contro i quasi 30 spesi per rendere di nuovo illegale il matrimonio omosessuale (si parla della spesa più alta mai effettuata per un referendum locale nella storia degli Stati Uniti, e per di più in piena crisi economica), la California ha ceduto il passo di poche centinaia di migliaia di voti (52,3% contro il 47,7%). Più sonora è stata la sconfitta negli altri paesi. Analizzando il voto della proposta otto si vede come la minoranza nera, tornata a votare in massa dalle primarie per Obama, ha funzionato da ago della bilancia in senso conservatore, così bloccando i matrimoni omosessuali.

LE MOTIVAZIONI DEL RICORSO - Il sottile margine di vittoria sui liberali è alla base del ricorso su cui oggi prenderanno posizione i giudici: di fronte a un diritto per una minoranza il solo quorum del 50% non sarebbe infatti sufficiente per decretare nullo il matrimonio omosessuale. Secondo Shannon Minter, uno degli avvocati che ha portato in giudizio la decisione, “La proposta otto ha cancellato il diritto di trattare gli omosessuali con eguale dignità e rispetto. Una maggioranza semplice non può decidere di cancellare dei diritti per una minoranza storicamente protetta“. Vi è di più. Gli avvocati che hanno fatto ricorso si sono domandati se una riforma costituzionale che lede dei diritti di uguali opportunità, non dovesse comunque passare, dopo il referendum, attraverso il potere legislativo per una sua conferma.

da GIORNALETTISMO

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