Archive for April, 2009
Lisbona Low Cost
Posted by: | CommentsTutto a Lisbona trasmette saudade, e ancor di più questa spianata di
fronte al vuoto e stando qui, aspirando la brezza che increspa il Tago, cioè il Tejo, si intuisce vagamente cosa sia questa inesplicabile sensazione di rimpianto, di mancanza e, al tempo stesso, desiderio di raggiungere l’inaccessibile, malinconico bisogno di utopia che è poi l’orizzonte stesso, un sentimento che i trovatori medievali chiamarono saudade e da allora in nessuna lingua si è trovato un termine appropriato per tradurlo». È Pino Cacucci a parlare così di Lisbona la città di Pessoa e Saramago, la più grande del Portogallo, con circa mezzo milione di abitanti (lisboetas).
Fondata dai fenici con il nome di Alis Ubbo, fu ribattezzata dai romani: Olisippo, nome diventato poi Olissipona, poi Lissapona e infine Lisboa. Gaio Giulio Cesare ne fece un municipio romano nel 45 a.C.. Nel VIII secolo la città fu conquistata dagli arabi provenienti dal Nord Africa e restò sotto la dominazione araba fino alla riconquista del primo re del Portogallo nel XII secolo. Dalla città partirono molte spedizioni nei secoli che vanno dal XV al
XVII all’epoca dei grandi viaggi di esplorazione. Nel novembre del 1755 un grande terremoto distrusse la città, che fu prontamente ricostruita dai progetti del marchese Pombal (per questo il centro della città è anche chiamato Baixa Pombalina), caratterizzati dallo schema geometrico delle vie. Lisbona è stata anche luogo di due rivoluzioni: la rivolta repubblicana del 5 ottobre 1910 e la rivoluzione dei Garofani del 25 aprile 1974, contro il regime fascista di Salazar.
La città si trova alla foce del fiume Tago e le due sponde del fiume sono collegate da due grandi ponti, il Ponte 25 aprile inaugurato nel 1966 e il ponte Vasco da Gama, inaugurato nel 1998 in occasione della esposizione universale Expo ‘98. Lisbona vanta numerose università pubbliche e private, biblioteche e musei, tra i quali il Museo Nazionale di Arte Antica, il Museo Calouste Gulbenkian e uno splendido Oceanario. Da non trascurare il Planetario Calouste Gulbenkian, sito nell’ambito del Museo Navale, a pochi passi dal famoso Monasterio dos Geronimos, nel quartiere Belem.
Cosa fare a Lisbona
Se si vuole trascorrere una serata di divertimento a Lisbona si avrà l’imbarazzo della scelta. I locali sono tantissimi soprattutto nel quartiere di Barrio Alto che durante il weekend diventa il centro nevralgico del delirio notturno. Se si cercano invece persone del posto, la zona giusta è quella dell’argine fluviale del Doca de Santo Amaro, piena di portoghesi doc, in un’atmosfera distensiva ed informale.
- Le casas de fado: Si può scegliere se trascorrere una serata tradizionale con musica dal vivo portoghese, ascoltando il Fado, detto anche il blues portoghese, in un misto di relax e malinconica magia. La patria del Fado per eccellenza è il quartiere di Alfama, ma le Casas de Fado sono in tutta la città. Fra le più note c’è l’Adega do Machado (Rua do Norte 91), un ritrovo famoso, ma forse un po’ turistico, con musica dalle 21,30 alle 3 del mattino; il Clube do Fado (Rua de Sao Joao da Praca 92), piccola ed informale molto popolare tra le gente del posto, e la Taverna do Embucado (Becos dos Costumes), con un’atmosfera intima che richiama alcuni famosi fadistas.
- Le discoteche: Lisbona offre anche moltissime discoteche “tradizionali”, alcune delle quali propongono musica dal vivo ma che principalmente funzionano come sale da ballo col DJ. si può provare dal Fragil (Rua da Atalaia 126), nel quartiere di Barrio Alto, un locale di tendenza aperto negli anni 80 e precursore della vita
notturna del quartiere, oppure al Kapital (Avenida 24 de Julho 68), discoteca chic con bar e terrazza sul tetto, oppure potete spaziare fra i vari generi musicali all’Espaco fatima lopes (Rua da Atalaia 36) una sala da ballo ricavata nel bel mezzo di una boutique.
- La musica dal vivo: Il Rock City (Rua Cintura do Porto de Lisboa, Armazèm 225) un locale enorme che comprende anche un ristorante, se invece preferite il Jazz il locale per voi è l’Hot Clube de Portugal, l’unico jazz club della città dedicato esclusivamente a questo genere musicale.
da LA REPUBBLICA
Napoli Affreschi Pompei restaurati
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Colori antichi e dettagli mai visti, una nuova luce sulla storia della pittura romana: il Museo archeologico nazionale di Napoli ritrova dopo un lungo lavoro di restauro e riallestimento la sua collezione di affreschi pompeiani, oltre 400 opere restituite dalle città vesuviane distrutte dall’eruzione del 79 d.C. e recuperate dalla metà del XVIII fino al Novecento.
Dalle pitture a incrostazione, alle megalografie in cui principi, filosofi e personificazioni si stagliano su un rosso pompeiano, dalle architetture illusionistiche agli arabeschi, il visitatore potrà cogliere nuovi particolari svelati grazie alla pulitura e revisione ottenuta dei recenti restauri che
hanno consentito ai maggiori specialisti di compiere nuove scoperte, confermare o rivedere interpretazioni iconografiche, ricostruire i contesti di provenienza, approfondire generi peculiari come la pittura popolare o il ritratto, indagare tutti gli aspetti della tecnica pittorica e dell’organizzazione dei cantieri.
L’esposizione, che sarà permanente, a cura di Mariarosaria Borriello e Valeria Sampaolo (neo direttrice del Museo napoletano), consente così di compiere un viaggio per immagini attraverso il mondo greco-romano:
- dagli dei ed eroi del mito ai rituali del sacro,
- dalle scene di vita quotidiana fino all’erotismo,
- dai ritratti agli incunaboli della natura morta e del paesaggio.
Il percorso espositivo si apre con
- una sala dedicata alla tecnica, nella quale sono presentati esempi di graffiti preparatori, sinopie, pitture su marmo, ciotole di colori e strumenti di misurazione;
- segue la sala dedicata alla scoperta delle pitture, all’influenza che esse ebbero sulla moda e sul gusto neoclassico e comprende il primo affresco staccato a Pompei;
- si continua, in ordine cronologico, con le pitture di II stile distribuite secondo i contesti di riferimento, come la villa di Boscoreale e la Casa di Giasone;
- la sala dedicata al III stile comprende una serie di elementi decorativi e di grandi quadri nei quali il paesaggio predomina sulla figura umana;
- la sala successiva presenta due case di prestigio, quella di Meleagro e quella dei Dioscuri, esemplificative della pittura
di IV stile (I secolo d.C.) che comprende opere di grande fama, quali ‘Le nozze di Hera e Zeus’, ‘Achille e Briseide’, ‘Il Sacrificio di Ifigenia’, ‘Piritoo e il Centauro’, ‘Enea ferito’, ‘Marte e Venere’, ‘Arianna abbandonata’; - a seguire le sale delle nature morte e dei paesaggi, quella della pittura popolare e dei ritratti.
La riapertura della sezione è curata dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei retta da Pietro Giovanni Guzzo ed è promossa dalla Regione Campania, assessorato al Turismo e ai Beni Culturali, nell’ambito del progetto “Sei viaggi in Campania 2009″. Da settembre anche la Collezione Farnese, la più grande raccolta storica di statue antiche al mondo, dopo il riallestimento e restauro, diverrà parte integrante della collezione permanente del Museo.
da ANSA
Primo Maggio a Portofino e Val Petronio
Posted by: | CommentsPrimo maggio, su coraggio. Zaino in spalla, scarponi da trekking e via per i monti, approfittando delle condizioni meteo che si preannunciano favorevoli. Tra le proposte “camminerecce” ne segnaliamo alcune molto interessanti.
- Venerdì si va sulla “Via dei Tubi”, l’antico tracciato dell’acquedotto fine Ottocento che riforniva Camogli. Il sentiero – la cui percorrenza richiede una certa pratica e una buona forma fisica – ha un tracciato altamente spettacolare tra tunnel, scalette e passaggi a strapiombo. L’appuntamento è alle 9 davanti alla chiesa di San Rocco di Camogli. Fine gita alle 12.30 circa in località Caselle, da dove i partecipanti possono scendere a San Fruttuoso o rientrare a San Rocco. Attrezzatura consigliata: scarpe da trekking e torcia elettrica.
- Sabato 2 è in programma il tramonto sulle Batterie, con visita alle costruzioni militari della seconda guerra mondiale. Partenza alle 17 da San Rocco, rientro alle 21 circa a San Rocco. Difficoltà media; è bene portare torcia elettrica e guanti da lavoro.
- Domenica 3, infine, la proposta dell’Ente Parco è per la Valle dei Mulini. Appuntamento alle 9.30 al parcheggio di Paraggi (raggiungibile con autobus 82 da Santa Margherita). Una passeggiata adatta a tutti, alla scoperta della vallata dove un tempo erano in funzione decine di mulini. Rientro a “Santa” per le 12.30 circa.
Escursioni garantite con un minimo di 8 persone.
Spostandosi nell’entroterra, il Comune di Castiglione Chiavarese organizza per venerdì 1° maggio una “Camminata su crinali e cime
dell’Alta Val Petronio”: l’anello di Monte Alpe e Monte Pù. La gita, organizzata in collaborazione col Circolo Aics Campegliese, prevede il ritrovo alle ore 8,45 in località Prato (bivio dalla strada provinciale 523 in località Missano) e partenza alle 9, con arrivo a Prato per le ore 15,30. Il percorso ad anello è di circa 10 km, con dislivello complessivo di circa 500 metri. Presso l’area nella pineta di monte Pù (circa a metà percorso) distribuzione del pranzo, a base di “carne sulla ciappa” e vino locale. All’arrivo, merenda finale, con prodotti tipici e bevande. CONTINUA
da IL SECOLO XIX
Crisi Turismo a Londra per Influenza da Suini
Posted by: | CommentsProprio quando avevano iniziato a sperare in un po’ di luce al fondo del tunnel della crisi economica, le linee aeree, i tour operator ed i gruppi alberghieri rischiano nuovamente di trovarsi sul lastrico, questa volta a causa dell’epidemia da influenza da suini.
L’intero settore turistico oggi è stato infatti pesantemente punito alla borsa di Londra come altrove, confermando le previsioni degli analisti. In una nota diffusa ai suoi clienti, la banca d’investimento britannica Evolution Securities stamane aveva avvertito che l’epidemia poteva rivelarsi “disastrosa per l’industria delle crociere, per quella alberghiera e per le linee aeree”. La previsione fatta dalla banca si è rivelata corretta: a metà pomeriggio al Ftse, British Airways aveva perso quasi il 9%, il tour operator Thomas Cook il 5% ed il gruppo Tui di cui è parte il 3%.
Nonostante l’avvertimento diffuso dalla commissaria europea per la Sanità Androulla Vassiliou di evitare i viaggi verso le aree colpite dall’epidemia, Thomas Cook e Tui – per i quali il Messico rappresenta soltanto tra il 2 ed il 3% della loro offerta totale di viaggi e pacchetti vacanze – hanno dichiarato che non intendono per ora sospendere i loro programmi nel Paese, visto che nessun caso di influenza si è per ora verificato nelle aree di maggio affluenza turistica come Cancun. I tour operator hanno comunque sottolineato che continueranno a rivedere la situazione e potrebbero fare marcia indietro.
Tornando alle Borse, tra i gruppi più colpiti è stato l’operatore di crociere Carnival che ha perso circa l’8%: Cancun é uno dei luoghi di transito più comuni e circa il 70% delle crociere in partenza dagli Usa prevede almeno una notte di permanenza nella località turistica. A perdere punti sono stati anche il gruppo alberghiero Intercontinental ed il francese Accor.
Alla sede dell’ente messicano per il turismo di Londra intanto, le telefonate continuano ad arrivare: centinaia di persone che avevano prenotato una vacanza nel Paese stanno ora valutando se cancellare le loro prenotazioni. I dipendenti dell’ente, riporta oggi il Guardian, cercano di rassicurare: il turismo messicano era già in cattive acque prima – in parte per via della crisi economica, ma anche per via della guerra ai cartelli della droga che negli ultimi due anni ha fatto 8.000 vittime – ed un’epidemia di influenza potenzialmente letale era l’ultima cosa che ci voleva.
“Abbiamo detto a chi ci chiamava che Città del Messico, dove è scoppiata l’epidemia, è molto lontana da Cancun. La gente non conosce la geografia del luogo, non realizzano quanto sono grandi le distanze e quando lo sanno si sentono rassicurati”, ha detto al quotidiano Lupita Ayala, una delle dipendenti.
da SWISSINFO
Cliente coccolato da nuova partnership di Chia Laguna Resort
Posted by: | CommentsLa conclusione del 2008 ha segnato per il Chia Laguna Resort la chiusura del rapporto di franchising con il brand internazionale Le
Méridien, e, grazie ad un accordo di management, l’entrata nella catena americana Grand Heritage Hotels International, fondata da John Cullen IV nel 1989.
Nel piano di sviluppo previsto per il Chia Laguna Resort, la nuova gestione intende amplificare al massimo la “guest experience”, partendo dal concetto di resort integrato. Al Chia Laguna, infatti, indipendentemente dall’albergo in cui si decide di trascorrere il soggiorno (il resort propone quattro diverse tipologie di accomodation: Hotel Baia Chia, Chia Village, Hotel Laguna e Parco Torre Chia), il cliente può scegliere liberamente tra tutta una serie di servizi, dai ristoranti a tema all’intrattenimento, dalle attività sportive ai trattamenti benessere, garantiti attraverso un sistema di trasporti interno che mette in collegamento le strutture tra loro. Niente barriere o
limitazioni, ma un’intensa e caleidoscopica esperienza di viaggio.
La gestione del Chia Laguna Resort da parte di Grand Heritage Hotels International è segnata inoltre dall’arrivo di Raffaele Solforino – nuovo general manager -, con un’esperienza di 25 anni maturata in ruoli chiave all’interno di alcune delle catene alberghiere più prestigiose del mondo.
da GUIDA VIAGGI
Cominciamo da quelle proposte nel Promontorio di Portofino: le organizza venerdì 1, sabato 2 e domenica 3 l’Ente Parco: