L’allevatore tagliava gratis l’erba nell’area archeologica di Velia, l’antica Elea, sulla costa del Cilento a la Soprintendenza di Salerno vuole farsi pagare ed ora l’area è invasa dalle erbacce


parmenide-velia erbacce marco nese«Pagaci l’erba che tagli», così le piante invadono la casa di Parmenide

VELIA (Salerno) – L’allevatore di cavalli arrivava coi suoi mezzi meccanici. Rasava l’erba attorno alle necropoli. Ripuliva gli spiazzi fra i ruderi e attorno ai resti della scuola del filosofo Parmenide. Con quell’erba ci nutriva i suoi quadrupedi. Fino al giorno in cui ricevette una lettera. «Se lei vuole la nostra erba, la deve pagare». Firmato: Soprintendenza di Salerno. Allibito, l’allevatore rispose che lui pensava di fare un piacere all’area archeologica di Velia, l’antica Elea, sulla costa del Cilento. «Se però devo pagare, l’erba tagliatevela voi».

Il gelso potrebbe crollare, ma senza autorizzazione non si può

Da allora la vegetazione cresce rigogliosa. Avvolge antiche colonne, invade i resti del tempio di Esculapio, minaccia di soffocare il teatro greco. La città della scuola eleatica appare ricoperta da un manto di erba e rovi. «Mancano i soldi – lamenta Tommasa Granese, direttrice dell’area archeologica -. Sarebbe necessario uno sfalcio regolare, anche per evitare il rischio di incendi, ma non ce lo possiamo permettere. Quest’anno poi l’estate piovosa ha favorito la vegetazione». Se l’allevatore di cavalli se n’è andato offeso, il volontario che potava i giganteschi ulivi è morto. E adesso le piante non offrono un bello spettacolo, con tutti quei rami secchi meritevoli di cura. Un carrubo secolare si è prima spaccato in due e poi è crollato. Stava aggrappato a un pendio dove adesso i rovi hanno preso possesso di un vialetto impedendo il passaggio. Un altro albero, un gelso colossale, costituisce al momento una minaccia per i visitatori. Potrebbe crollare. Alcuni custodi si sono offerti di intervenire. «Lei faccia finta di non vedere – hanno proposto alla direttrice -, in due o tre ore noi potiamo e sistemiamo tutto». Macché. La burocrazia ha le sue esigenze: per mettere in sicurezza il gelso bisogna addirittura fare una gara d’appalto, sperando che l’albero abbia nel frattempo il buonsenso di non cadere.

I reperti? Seppelliti in un deposito

Si calcola che gli scavi hanno consentito di esplorare finora solo il 20 per cento della zona. Già abbastanza per riportare alla luce anfore, statue, suppellettili e preziosi oggetti di epoca greca e romana. Tesori con cui si potrebbe riempire un museo. Ma siccome il museo è un sogno che non si è mai realizzato, tutto quel bendidio è sparito di nuovo sottoterra, stivato in un deposito con impianto di aereazione. Gli scavi continuano. Se ne occupano archeologi austriaci. «Un tempo – racconta un custode – qualcuno di noi controllava i lavori di scavo. Ora siamo pochi e nessuno va più a seguire le ricerche svolte dagli austriaci. Non sappiamo cosa hanno trovato. Si sono costruito un loro deposito, nessuno di noi ha idea di quali reperti custodiscono là dentro». Con gli scarsi finanziamenti che riceve, la Soprintendenza deve mantenere attivi vari siti archeologici, in particolare Paestum. Così la città di Parmenide finisce con l’essere un po’ trascurata. Appena 17 custodi devono tenere d’occhio un’area di oltre 100 ettari visitata ogni anno da 35 mila appassionati. Ogni minima spesa dev’essere approvata dalla Soprintendenza. Servirebbe, per esempio, un lucchetto: quello che teneva bloccato un cancello si è rotto. Di regola, bisognerebbe compilare moduli e aspettare mesi il permesso di acquistarne uno nuovo. Un custode ha risolto portandosene uno da casa, quando gli serve se lo riprende. Con pochi custodi non sempre si riesce a tenere aperti tutti i siti. Allora capita di trovare chiuso il locale in cui è custodito uno dei reperti più importanti, l’erma di Parmenide, l’unico documento che mostra qual era l’aspetto del grande pensatore.

da corriere.it

Oktoberfest 2014


oktoberfest_2012_monaco2Oktoberfest, rotta la botte e via alla festa
Protagonisti dell’inaugurazione Marco Carrai e Filippo Ascierto. Si beve e si mangia tedesco fino al 28
oktoberfest birra fiere

PADOVA. Grande affluenza anche per l’Oktoberfest, tra fiumi di birra e musica live. La manifestazione si è aperta ieri, allo scoccare delle 19. L’inaugurazione ufficiale è arrivata un po’ più avanti, intorno alle 21, con la tradizionale rottura della botte: sul palco due volti della politica cittadina, Filippo Ascierto e Marco Carrai. Hanno brandito ciascuno «martello e reale augello» ed hanno picchiettato la botte finché la birra non é uscita in un allegro fiotto, che ha inondato loro e il palco.
L’Oktoberfest in salsa padovana si presenta un po’ più sobrio rispetto all’originale: gli avventori sono stati accolti dal rullare dei tamburi di una banda di Monselice, parte della Contrada San Giacomo al palio storico. La vera festa però è all’interno, dove una schiera di ragazze in bretelle e grembiulino bavarese si muovono tra tavolate rosse a quadretti. Ben meno svestite delle colleghe di Monaco. Servono, pretzel, salsicce e naturalmente birra. Non una bionda a caso, ma «proprio quella dell’Oktoberfest di Monaco», tiene a far sapere l’organizzatore, Federico Contin. L’odore invitante di carne alla brace e i giochi per bambini all’esterno hanno attirato, già la prima sera, avventori di tutte le età, che non si sono lasciati scappare l’occasione per una buona bevuta ed una serata in compagnia. Tra i tanti, soprattutto nelle prime ore, anche molte famiglie e compagnie con grandi e piccini. La manifestazione rimarrà aperta fino al 28 settembre, di sera con la musica folk e la sagra-tavola calda; il pomeriggio con musica e danze tradizionali.

di Silvia Quaranta da ilmattinodipadova.it

Grecia i teli mimetici per nascondere le piscine abusive da Google Earth


piscine nascoste grecia teli mimetici 03Teli mimetici per coprire le piscine così ingannano gli ispettori del fisco
Il trucco escogitato dai ricchi ellenici per dribblare Google Earth e i controlli dal cielo e pagare meno tasse. Ma gli 007 anti evasione hanno fatto controlli a terra

Un’immagine di Google Earth che ha permesso di scoprire i furbetti Un’immagine di Google Earth che ha permesso di scoprire i furbetti shadow
I detective del fisco in Grecia hanno scoperto un nuovo trucco escogitato dai ricchi ellenici per pagare meno tasse: coprire le grandi e piccole piscine di ville e residenze con dei teli militari. In questo modo, le vasche sfuggono ai controlli dal cielo con foto satellitari utilizzati dagli ispettori del fisco greco per rilevare quelle non dichiarate.

I segugi del fisco avevano scatenato la caccia alle piscine delle ville non dichiarate al Catasto usando Google Earth già a partire dal 2010. Un sistema facile e a costo zero. L’iniziativa anti-evasione aveva così scovato decine di piscine (nelle isole delle Cicladi o sui monti di Pendeli o Parnitha) comparse come d’incanto affianco a lussuose ville che fino al giorno prima erano dichiarate come edifici rurali abbandonati. In Grecia, il possesso di una piscina è considerata una «prova incontrovertibile di reddito».
Un mq di vasca porta 160 euro di tasse
Come riporta giovedì la stampa del Paese, per ogni metro quadrato di piscina privata all’aperto l’erario calcola circa 160 euro di reddito. Un esempio: una piscina di 50 metri quadrati vale da sola 8.000 euro che, tassati al 10 per cento, si traducono in 800 euro di tasse l’anno. Per le piscine coperte la tassazione raddoppia. I grossi teli militari sono stati scovati dagli ispettori del fisco durante dei controlli nei sobborghi più ricchi di Atene e in alcune delle note isole del jet set, come ad esempio Mykonos.
I teli dell’Esercito
«Abbiamo visto i teloni mimetici, come quelli usati dall’esercito per nascondere i carri armati», ha raccontato un funzionario del ministero delle Finanze. Grazie alle immagini satellitari, negli ultimi anni sono state rilevate oltre 500 piscine nei sobborghi della capitale, quasi 180 del tutto oscure al fisco in quanto non riportate nell’apposito spazio della dichiarazione dei redditi, spiega il sito economico Capital.

di Elmar Burchia da corriere.it

Eva Longoria in vacanza a Miami 2014


Eva Longoria miami 2014 03Tutte le fotonotizie
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Eva Longoria, l’ex “casalinga disperata” è diventata una sexy sirenetta
L’attrice trascorre vacanze bollenti a Miami con il fidanzato Jose Antonio Baston
– Più che “casalinga disperata” una sexy sirenetta. Eva Longoria ha mostrato un fisico tonico e asciuto ai paparazzi durante l’ultima vacanza a Miami. L’ex protagonista del telefilm cult era con il fidanzato Jose Antonio Baston, magnate della tv spagnola, per prendere un po’ di sole e fare qualche bagno in compagnia della tennista Serena Williams e la cantante Gloria Estefan. Ma i fotografi sono impazziti per il fondoschiena perfetto di Eva…

da tgcom.it

Myriam Catania topless in barca a Ponza con Luca Argentero


Myriam Catania topless ponza 2014 03MYRIAM CATANIA SI SPOGLIA PER LUCA ARGENTERO
Siparietto a luci rosse tra topless e intimità in bella vista
– Ennesimo siparietto sexy per la coppia Argentero-Catania. Non su un set fotografico, ma in barca a Ponza. Dopo le immagini dell’attore mezzo nudo, ecco spuntare anche le foto – pubblicate da Novella 2000 – di Myriam in topless e con le grazie al vento. L’attrice si infila la mano negli slip abbassandoli e mostrando la stella tatuata sopra le parti intime.

Luca si cambia il costume mostrandosi mezzo nudo, lei regala immagini ad alto tasso erotico. L’ex gieffino palpa il fondoschiena della moglie e tra uno scorcio di nudità e un seno al vento i flash scattano come impazziti. E proprio mentre sul settimanale compaiono le foto bollenti della coppia in vacanza, sul web circola la notizia che Argentero avrebbe perso la testa per un’altra Myriam.
Del resto l’attore con la Catania pare aver affrontato più volte momenti di crisi, sempre superati a pieni voti. Questo spettacolino hot sembra confermare che anche questa volta la rottura è scongiurata…

da tgcom.it

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