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L’Industria Turistica nel Mondo

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Introduzione al turismo

Settore dell’economia che riguarda i viaggi, il soggiorno e le attività di tempo libero di chi si trova in luoghi diversi dalla propria residenza abituale. Fa parte delle attività terziarie dell’economia, ma coinvolge e mette in moto numerosi processi dell’industria primaria e secondaria. Ramificazioni dell’industria turistica sono l’industria alberghiera e della ristorazione, dei trasporti e le agenzie di viaggi.

Definizione e classificazione del turismo

Il 4 marzo 1993 la Commissione statistica dell’ONU ha adottato i criteri dell’Organizzazione mondiale del Turismo (UNWTO, The World Tourism Organization) per definire le statistiche di questo importante settore dell’economia. La definizione ufficialmente riconosciuta afferma che “il turismo comprende le attività di persone che viaggiano verso e risiedono in luoghi al di fuori dei loro ambienti abituali, per diletto, affari o altri scopi”.

Si distinguono le seguenti categorie di turismo: 1) turismo domestico, riguardante i residenti di una nazione che visitano località nello stesso paese; è il caso, ad esempio, di un abitante di Roma in visita a Venezia; 2) turismo in entrata, riguardante i non residenti di una nazione che vi entrano per visitarla; è questo il caso, ad esempio, dei turisti giapponesi che vengono in Italia; 3) turismo in uscita, riguardante i residenti di una nazione che ne varcano i confini per visitare altri paesi, ad esempio un residente di Parigi (Francia) che visita Bruxelles (Belgio).

Le tre classificazioni di base, ulteriormente combinate, danno luogo alle seguenti categorie di turismo: a) turismo interno, comprendente turismo domestico e turismo in entrata; b) turismo nazionale, che raggruppa turismo domestico e turismo in uscita; infine, c) turismo internazionale, che comprende turismo in entrata e in uscita.

All’interno dell’ampia categoria dei turisti si distinguono inoltre 1) i visitatori che viaggiano in una nazione diversa da quella in cui abitualmente risiedono per un periodo non superiore ai dodici mesi, per motivi diversi dall’esercizio di un’attività remunerata; 2) i visitatori giornalieri, che non trascorrono la notte nel luogo visitato; 3) i visitatori che trascorrono almeno una notte nel luogo visitato.

Si distinguono, infine, quattro motivazioni turistiche di base: quella delle vacanze estive, delle vacanze invernali, dei brevi soggiorni di piacere e dei viaggi d’affari. La precisione delle definizioni, che spesso variano da paese a paese, garantisce una migliore qualità e leggibilità delle statistiche relative al turismo nazionale e mondiale.

Dimensioni del Turismo

Secondo i dati della UNWTO, nel 2006 il turismo ha comportato un movimento complessivo di 846 milioni di persone nel mondo, vale a dire quasi sette volte superiore a quello di quarant’anni prima (112,8 milioni nel 1965). Il giro d’affari, dagli 11,6 miliardi di dollari del 1965 è balzato, nel 2006, a 741 miliardi di dollari. Secondo il World and Travel Tourism Council (WTTC) il turismo costituisce il 10,1% del PIL mondiale, il 10,7% degli investimenti e offre impiego a circa 212 milioni di persone.

In base ai dati degli ultimi anni, e alle proiezioni statistiche, si stima che il turismo sia diventato la maggiore attività economica mondiale, scavalcando qualunque attività dei settori primario e secondario. Per numerose nazioni, infatti, il turismo rappresenta già da tempo la fonte principale delle entrate negli scambi con l’estero. Il volume dell’attività turistica è tuttavia distribuito in modo non uniforme tra i paesi del mondo: secondo i dati dell’UNWTO, nel 2000 il 68% dei turisti proveniva da nazioni sviluppate.

Cenni storici sul turismo

Se si fa coincidere l’idea di turismo con quella di viaggio, la spedizione di Marco Polo in Oriente nel XIII secolo, e le esplorazioni di David Livingstone in Africa nel XIX secolo, possono essere considerati esempi storici di turismo. Nel corso del Medioevo si compivano viaggi di pellegrinaggio verso i luoghi santi o, dopo la nascita delle università, viaggi di studio nei principali centri culturali. Un fenomeno turistico interessante si osserva nel corso dei secoli XVIII e XIX in Gran Bretagna, dove, presso i rampolli delle classi abbienti, si diffuse la consuetudine di compiere lunghi viaggi di interesse culturale e artistico nei paesi dell’Europa continentale.

Il fondatore dei viaggi organizzati è comunque considerato l’inglese Thomas Cook, che per primo, nel 1841, ricorse al noleggio di un treno (excursion-train) per trasportare un gruppo di turisti da Loughborough a Leicester. Prima degli anni Cinquanta del XX secolo il turismo in Europa era principalmente di tipo domestico; il costo e la durata dei trasferimenti, imposti da un sistema di mezzi di trasporto ancora scarsamente sviluppato, scoraggiavano viaggi più lunghi.

Nel periodo di rinascita che seguì la seconda guerra mondiale, una combinazione di circostanze favorì la diffusione dei viaggi internazionali. Tra i fattori che vi contribuirono, oltre al miglioramento dei mezzi di trasporto, vanno citati la crescita del numero di persone impiegate, l’aumento di denaro e di tempo libero a disposizione e un diverso atteggiamento nei confronti di tempo libero e lavoro. Questi fattori si combinarono tra loro, stimolando la domanda di viaggi e vacanze all’estero e favorendo la nascita di tour operator specializzati per l’organizzazione di vacanze “tutto compreso”: con questa formula le vacanze all’estero non furono più un privilegio esclusivo delle classi abbienti.

Sviluppi recenti del turismo

Grazie allo straordinario sviluppo tecnologico conosciuto negli ultimi decenni, che ha investito tra gli altri anche il settore dei trasporti, gli orizzonti del turismo si sono notevolmente ampliati. Gli aerei, che rappresentano oggi il mezzo più usato per gli spostamenti di media e lunga distanza, sono sempre più capienti e veloci, e i tempi di viaggio sempre più brevi e relativamente economici: al giorno d’oggi un aereo con 400 passeggeri a bordo può volare senza scalo da Londra a Johannesburg in undici ore, o da Londra a Bangkok in quattordici.

Accanto al turismo del tempo libero, estivo o invernale, vanno tenuti presenti anche gli spostamenti legati agli affari, che innescano meccanismi di premessa al turismo del primo tipo: centri per congressi ed esposizioni vengono infatti spesso costruiti in località poco frequentate, in modo da richiamare l’attenzione e risvegliare l’interesse del pubblico per una visita successiva.

La rapida crescita del turismo internazionale si riflette nella crescita dei membri della UNWTO a cui, nel 2006, aderivano 150 paesi membri e 300 affiliati. Con poche eccezioni, i paesi hanno fondato organizzazioni nazionali del turismo gestite direttamente dai governi locali. In Italia l’ente deputato è l’ENIT, Ente nazionale italiano per il turismo. L’importanza del turismo è ben rappresentata da Egitto, India e Thailandia, nazioni per le quali costituisce la fonte principale di entrate in valuta straniera.

Lo sviluppo del turismo su scala internazionale comporta spesso problemi legati all’impatto sociale e ambientale. L’accettazione senza condizioni dei benefici economici apportati dal turismo, tipica soprattutto degli anni Settanta, si è mutata più recentemente in un approccio maggiormente equilibrato, che tiene conto della necessità di conservare le risorse naturali e artistiche locali, le fonti stesse del turismo: in questo senso si parla spesso di “ecoturismo”, di “turismo verde”, o di “turismo responsabile”. Solo oggi, ad esempio, ci si rende conto del comportamento irrispettoso praticato in passato dalle migliaia di turisti escursionisti recatisi sui sentieri dell’Himalaya, in Nepal, lasciandovi chiare tracce del loro passaggio. L’interdipendenza tra turismo, cultura e ambiente, divenuta di primaria importanza nella formulazione delle politiche turistiche, si riflette nel recentissimo sviluppo di un nuovo tipo di turismo, l’agriturismo, che prevede soggiorni in aziende agricole (poste soprattutto in regioni di elevato interesse artistico) e la facoltà di prendere parte alle attività delle aziende stesse.

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